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Scacchi e smacchi

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Con la mia amica abbiamo giocato a scacchi l’altro giorno. Sapete che ho giocato anche con Andrea, ma la sua propensione a passare alle vie di fatto quando gli catturavo un pezzo mi ha fatto passare la voglia.

Anche la mia amica non era felice di farsi mangiare i pezzi, così dopo un paio di partite la nostra anima giocosa ha preso il sopravvento e abbiamo creato il Mondo Scacchiera. I personaggi erano: Artemide, Teodora, Pandora, Teodolinda, Beatrice, Afrodite, Vanessa e Vanilla le pedone; Alfierini gli alfieri; Torrone ogni torre; Fulmine e Saetta i cavalli; re Ettore e regina Artemisia. La mia amica ha nominato solo re Wolf e la regina Incantatrice. Nomi molto belli, lo ammetto, ho anche provato a rubarglieli. Siamo arrivate a organizzare tè danzanti e feste in maschera, nessun pezzo si faceva male o correva pericoli di sorta stando sulla sua casella, tipo essere catturato o mangiato all’improvviso mentre sonnecchiava.

Ho affrontato papà e Godzi in un’epica battaglia navale, ero certa di vincere avendo beccato la cannoniera al primo colpo, sì! Invece papà non ha voluto farmi vincere e ha preso a capire tutte le posizioni delle mie povere navi, affondate una dopo l’altra. Coi miei uomini abbiamo venduto cara la pelle e alla fine c’era un solo equipaggio nemico rimasto a galla mentre noi, accidenti, tutti sott’acqua.

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La discesa difficile

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Andrea, a furia d’insistere, è riuscito a farsi portare sulla Gran Risa, che è una discesa, dicono, molto difficile. Papà l’ha accompagnato e ha detto che Godzi non ha mai avuto paura, è caduto solo una volta sul primo muro e per tutto il giorno è stato molto orgoglioso di quel che è riuscito a fare. Da parte mia, preferisco andare avanti poco per volta, curva dopo curva, con la mia velocità senza fretta, dietro a mamma che ha la sua andatura regolare, mentre papà e Godzi ne combinano di tutti i colori. La neve era molle e faceva caldo oggi. Al rifugio ho preso un pezzo di torta con la panna, ma in realtà ho mangiato un panino e la torta è andata a papà, insieme ai resti delle patatine di Andrea. Papà spazza tutto ciò che lasciamo nel piatto.

Mamma ha deciso di dare una pulita, dicendo che c’era troppo sporco, così ha preso l’aspirapolvere dal deposito e s’è messa ad aspirare dappertutto. poi ha pulito le camere, i bagni. Quando stavamo uscendo per andare a sciare ha incontrato la signora che fa le pulizie e che avrebbe pulito il nostro appartamento. Oh no!

Mamma ha preparato una valigia che il Miserabile Facchino ha definito Del Tutto Inusuale, anche per una femmina. Infatti, come ha ammesso la nostra Grande Generatrice, è riuscita ha infilarci tutto ciò che non le serviva, e lasciare a Roma tutto ciò che le serviva, il tutto per un peso davvero pesante.

Andrea va a dormire presto, prima di tutti noi. Non siamo sorpresi, visto quello che combina sulle piste.

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Andrea si tuffa dagli scogli, prende una tavola da windwurf tutta rotta e insieme prendiamo il largo e giochiamo a stare in piedi. I bambini mi lanciano la sabbia e mi inseguono, il loro piccolo problema è che io corro molto più veloce di loro così non mi prendono mai, ma io prendo loro come un caccia a reazione prende un deltaplano, sì! Scavo buche con le amichette e facciamo piste per le biglie ma gli altri barano! La catena della mia bicicletta si stava arrugginendo ma il Miserabile Facchino l'ha oliata. Godzi intanto prende le biciclette dei grandi e pedala appeso come una scimmia. Il canotto che ci hanno regalato s'è bucato, così come un materassino, un altro canotto e diversi vecchi salvagente, devono esserci pesci-spina nel mare.

Settimana bianca

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Sono venuta a sciare a San Cassiano con mamma, papà e Andrea. Siamo stati molte ore a viaggiare in macchina e mi sono annoiata. Quando siamo arrivati siamo andati da Peppi a prendere gli sci, le racchette, gli scarponi e il casco. Il mio era bianco e rosa, poi però la maschera mi scivolava sempre e l’ho dovuto cambiare ed è diventato di colore rosso. I primi giorni faceva molto freddo e invece gli altri caldissimo e oggi la neve si è squagliata. Io e Andrea abbiamo preso lezioni di sci dal maestro René e poi dal maestro Sergio e abbiamo imparato tante cose, però Andrea mi supera sempre e taglia le curve per stare subito dietro al maestro, mi vuole fare cadere e anche io taglio le curve per batterlo. Abbiamo sciato sulle piste blu e anche rosse! Andrea un giorno è caduto trentuno volte e io solo dieci, ahà! L’appartamento è piccolo ma più che sufficiente e adesso Andrea si è messo una coperta in testa, fa le giravolte e dà le capocciate contro l’armadio! Ci piace tanto prendere l’ovovia perché stiamo seduti al caldo, invece la seggiovia è fredda e Andrea cerca sempre di buttarsi di sotto. Anche quando facciamo le piste vuole sempre andare in neve fresca e appena ci va finisce con la faccia dentro la neve. Ieri abbiamo fatto col maestro un piccolo pupazzo sulla pista 10. L’ultimo giorno il caldo aveva fatto dei laghetti azzurri sui lati della pista e anche laghi dentro la pista, poi ha cominciato a piovere forte e ci siamo inzuppati tutti, mamma e papà compresi, così siamo tornati a casa. Il torrente che scorre vicino al paese era diventato grosso e gonfio di acqua di neve sciolta. Il pomeriggio ha smesso di piovere e ha iniziato a nevicare, un bella tormenta che ha coperto le chiazze marroni sui monti appena sopra il paese e ha sostituito la neve che adesso va verso il mare.
Ieri sera Babbo Natale mi ha portato esattamente ciò che desideravo, la casa e il portagioie di Trilli, oltre a una bambolina bellissima. Godzi invece ha ricevuto 100 pezzi di Lego coi quali costruiva una torre altissima che faceva crollare sul pavimento, una motocicletta che faceva schiantare contro la torre e una locomotiva di legno che andava con la batteria ma papà non aveva il cacciavite a stella per aprire il posto dove va la batteria.
Mi dispiace partire e spero che prima o poi torniamo qui.

Le foto della… sniff… settimana bianca

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Andrea al suo esordio in tuta da sci, con il suo inseparabile wall-e smontabile

E me moi, la principessa rosa delle nevi bianche, col suo caschetto d’ordinanza

Ritratto di Godzi. Prima del suo arrivo i monti erano ridenti, dopo tremarono.

Godzi alla sua prima risalita in ski-lift. Il mio inquieto fratellino venne soprannominato, dai maestri e dall’addetto all’impianto, "El Diablo".

Nulla da dire, la grazia del mio stile è sublime. Peccato che vada piano come una lumaca addormentata!

L’ultimo giorno e i monti con me tornano ridenti! la mia gara andò piano, ma giunsi quarta e per questo piansi lacrime amare perché volevo la coppa! Papà mi disse che così vanno le cose nello sport, così avrei fatto meglio la prossima volta. Come sono stata bene qui! Voglio tornarci! E anche Godzi!

Godzi prima della sua surreale gara insieme al Miserabile Facchino nella veste di personal trainer. Nulla da fare, dopo una discesa perfetta, il rettile si fermò subito dopo l’ultima porta attendendo ulteriori istruzioni e per questo perse la prima posizione.

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Poiché venni rimproverata per il mio persistente silenzio, rompo la mia profonda abulia narrativa per narrarvi, o gentili e scarni lettori, le nostre ultime avventure.

Quando due settimane fa venne il giorno della partenza un insetto punse la mia guancia che si gonfiò fino a farmi somigliare a un coniglio con molta erba da una parte sola della bocca, così la Grande Generatrice mi portò dalla pediatra per una visita straordinaria insieme a Godzi, per il quale forse sarebbe stato meglio un veterinario ma tant’è. Questo portò a un ritardo trascurabile nella partenza, poiché la sagace dottoressa diagnosticò per me una rapida guarigione e per Godzi una irreparabile perdizione. Tornammo a casa e in un tripudio cosmico di borse e valigie prendemmo la via del mare. Qui giungemmo verso le sette di sera e al Miserabile Facchino venne la brillante idea di portarci a vedere la Grande Spiaggia senza averci attrezzati con costumi e asciugamani.

Appena giungemmo a lambire le onde vi ci immergemmo senza esitare, così l’improvvido genitore dovette chiamare a rinforzo mamma che portò tutto quel che serviva per non farci raffreddare come asciugamani, costumi di ricambio e una bombola a ossigeno per papà. Rimanemmo in acqua finché il sole si fece rosso e ci salutò da dietro il promontorio e solo allora i nostri vecchi riuscirono a trascinarci a casa con la stessa facilità con cui si portano due muli al lavoro. 

la mia giornata scorre tra bagni di mare, visite alle amichette e Adorazione Di Un Oggetto Qualsiasi, che dura in media mezza giornata. In questo periodo di tempo una scatoletta, un braccialetto, una collanina diventano per me più preziosi della corona d’inghilterra che non so cosa sia ma sembra molto costosa. Il resto del tempo devo difendermi da Godzi e dalle zanzare che credo siano imparentati a causa del profondo fastidio che mi provocano. In compenso sono campionessa di dispetti nei confronti del fratellino che geme e stride con somma eleganza non appena mi avvicino a lui.

Godzi depositò l’altroieri i suoi bisogni più sostanziosi nel vasino e di questo fu molto sorpreso, ma gli scroscianti applausi che ricevette lo distrassero. Replicò la sera, con sommo gaudio dei vecchi, ma già ieri seminò cose non esattamente profumate nel cortile e poi sul pavimento del salone, segno che non ha ancora ben capito la meccanica della questione. In compenso sta imparando a pedalare sulla mia ex-bicicletta da mocciosi anche se la sua andatura è simile a quella di una persona che abbia bevuto sedici litri di vino.

Mamma e papà iniziarono a fare avanti e indietro con Roma per via del lavoro; questo non ci piacque minimamente. Mi piacque di più quando papà mi portò a vedere la sua partita di tennis con un altro signore; presero a correre avanti e indietro mentre io mi divertii talmente tanto a innalzare mucchi di terra rossa che chiesi a papà di portarmici ancora. Lui rispose di sì ma poi, vedendo le mie gambe prese di mira di qualche zanzara molto affamata, concluse che prima sarebbe stato meglio spargere su di me del liquido che le tenesse lontane. La sera invadiamo il lettone e costringiamo papà a dormire tutto storto.

La Nuova Spiaggia funziona molto bene, il mare è trasparente. Quando esco di casa per andarci dico sempre che non voglio fare il bagno, ah ah. Ovviamente si tratta della mia ennesima, putrida bugia.

news malaticce

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Ebbene sì, sono caduta malata! Questa notte mi svegliai con bruciori alla gola e una temperatura corporea di circa seimila gradi che provocarono leggere ustioni al Miserabile Facchino, mia vittima nelle mie trasmigrazioni dal lettino al lettone. Venimmo presto raggiunti da Godzilla che ingaggiò una lunga rissa con la Grande Generatrice per il possesso del territorio e stamattina eravamo tutti abbastanza provati.

Io, ridotta a uno straccio assai usato per lavori duri, dormii per tutta la mattina insieme al Miserabile Facchino che assai abilmente infettai con virus mostruosi. Stasera invece mi sento meglio e mangio pizza, pizza, pizza! che da uno a dieci mi piace un triliardo.

Profittai bassamente della mia malattia per schiavizzare qualsiasi essere umano razionale, salvo Godzilla quindi; il malefico fratellino profittò della mia infermità per darmi in testa uno dei regali della befana, una mostruosa auto da corsa del peso di un chilo almeno. Dal che la mia accorata quanto banale considerazione.

"La befana doveva portargli solo dei peluche".

Vi informerò, miei amati lettori, delle mie future condizioni di salute.