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Un’estate al mareee

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Miei adorati 30 lettori, mi scuso per il silenzio, dovuto a troppo divertimento! Ecco qualche testimonianza della mia attività estiva.

povero telefonino di papà!

megangheil trema!

 

Godzi distrugge l'appartamento! 

Godzilla, ex-Armaletale, ha iniziato a camminare il 22 luglio, inutile dire che ha preso a cadere riempiendosi la fronte di lividi e tagli. Qui lo vediamo il giorno del suo compleanno, il 31, che sfoggia il suo passo incerto, e ditemi se non sembra il mitico lucertolone.

Godzi salino

Godzi al bagno, non c’è che dire, se la gode. Sulla sua fronte potete vedere uno degli effetti della conquista della posizione eretta, arh arh!

Medito sul mio Regno Perduto con la Magica conchiglia della Savana. Il Miserabile Facchino ha trovato sulla spiaggia una bustina piena di  collanine e braccialetti che un venditore ambulante aveva perduto, e mi ha subito raccontato la storia del Tesoro del Marocco.
"C’era una volta un Mercante del Marocco che viveva nel deserto e voleva realizzare dei braccialetti a forma di stella, ma non sapeva come fare, allora andò dalla Maga del Deserto che gli disse "questa notte chiama le stelle con questa formula magica e loro ti aiuteranno". Quella notte nel deserto c’erano tantissime stelle e il mercante recitò la sua formula magica e allora dal cielo si videro tante scie luminose che arrivarono a terra. Le stelle chiesero al mercante "cosa ti serve?" e quello spiegò che voleva dei braccialetti da vendere a tutte le bambine del mondo. Le stelle risero "così poco? Ora ti daremo miliardi di braccialetti a forma di stella". Detto fatto, il mercante si ritrovò sommerso e dovette implorarle di piantarla. Con tutto il suo enorme tesoro il mercante si imbarcò su una nave, ma durante la traversata una terribile tempesta si abbatté su di loro, così il capitano della nave ordinò "buttate a mare il carico! Dobbiamo alleggerire la nave!". Così il Mercante disperato vede galleggiare sulle onde il suo tesoro, che la tempesta gettò sulla spiaggia dove venne trovato dal papà di Flaminia.

Papà ha detto di non aver mai visto occhi più spalancati dei miei mentre andavo a fondo dopo essermi avventurata, senza braccioli, nell’acqua Troppo Profonda. Da allora perlopiù li metto.

Il giorno del suo compleanno eravamo nonna Adriana, la Grande Generatrice, Miserabile Facchino e ovviamente noi, la Principessa e Godzi, l’orrido festeggiato. Abbiamo addobbato la casa con festoni e ho spento la candelina sulla torta di Andrea almeno dodici volte, mentre lui cercava di afferrare la fiamma, ah ah!

Nel giardino di Kiki, scocciata perché non sono riuscita a togliergli anche l’ultimo suo gioco dopo essermi impossessata con la pura violenza di tutti gli altri. Siamo andati col Miserabile Facchino dalla mattina alla sera perché lui doveva consegnare le chiavi di casa agli affittuari, caricare masserizie incalcolabili, fare il bagno con me, tornare a Roma e svenire in qualche luogo imprecisato del salone. Abbiamo mangiato a casa di nonna Adriana insieme a zia Simona e zio Dario. C’era ovviamente anche Kiki, col quale ci siamo litigati anche l’aria. Sono stata tanto bene!

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quanto sono vezzosa!

E’ il periodo della papite acuta. Durante la settimana lui torna a Roma per lavorare (così dice) lasciandomi da sola senza le storie di Babbuino e Cagnotto (e ora anche di Racchia) e io mi sento profondamente depressa.

Ormai ogni mattina avviene questo dialogo tra me e la Grande Generatrice.
"Flaminia preparati che andiamo al mare".
"Non vengo! Non voglio andare al mare! Voglio andare alla stazione dei treni per tornare a Roma da papà!".
"Guarda che se non vieni al mare rimani a casa da sola":
"Neanche! Io vado alla stazione dei treni".
"Ma papà deve lavorare".
"Non importa, io sto buona e poi mi racconta le storie".
Allora quando telefona mi faccio raccontare una versione assai abbreviata della fiaba del giorno, che papà mi racconta lungamente quando siamo in bicicletta:
"Un giorno nella savana Babbuino e Cagnotto si annoiano e decidono di fare qualche scherzetto. Vedono Leone che dorme, allora si avvicinano e gli fanno il solletico sulla pancia e quello si sveglia ruggendo "chi è stato! Ah siete voi malefici, adesso vi do un morso sul sedere!" ma i due scappano e si tuffano nell’erba alta, così che Leone non riesce a trovarli e borbottando torna a dormire.
Dopo un po’, dall’erba alta spuntano gli occhietti dispettosi di Babbuino che vede Leone addormentato, allora con Babbuino va silenzioso e gli fa di nuovo lo scherzetto. "Ah siete ancora voi!" ruggisce il Leone, ma quelli si tuffano nell’erba alta e non si fanno trovare.
Dopo un altro paio di questi scherzetti, Leone va dalla Fata della Savana, di cui non ho immagini, e si fa preparare un incantesimo: Leone! quando dirai Patapum l’erba della Savana si trasformerà in rovi dalle lunghe, lunghe spine, e quando dirai Patapam i rovi torneranno a essere tenera erbetta, gli dice la Fata compiendo riti magici.
Il Leone torna a dormire e quando i due mascalzoncelli gli fanno nuovamente il solletico lui li insegue, e quando vede che stanno per tuffarsi nell’erba dice la sua formula magica e quelli precipitano rovinosamente nelle spine lunghe lunghe e cominciano a dire Ohi, Ahi! Che dolore, che puntura! e saltellano cercando di non farsi infilzare dalle spine, ma non ci riescono, e non possono uscire perché Leone li aspetta con le fauci spalancate! Le cose vanno avanti così per tutta la giornata finché Leone, impietosito, dice Patapam e i due cadono alla fine sull’erba tenera, chiedendo perdono "non lo faremo più, scusaci, siamo stati cattivi!".

"Allora adesso attacchiamo, va bene Flaminia?".
"No, raccontamela di nuovo!".
"Groan!".
Non mi basta mai. Mai!

 

veloce come il vento

Miei adorati 30 lettori, eccomi mentre mi esibisco nelle mie eccezionali capacità ciclistiche. A un certo punto ho pedalato e sono arrivata fino al mare, durante il tragitto scapriccio finché non mettono nel mio cestello fiori di oleandro, di bouganville e quant’altro.

dubbioso Armaletale

Qui il mio adorato ranocchio Armaletale medita se lasciarsi andare una buona volta per zampettare da bipede come un essere umano normale. Il suo triste e reiterato gattonamento conferma che noi femmine siamo più sveglie, ah ah! Io ho camminato a dieci mesi e a dodici già spegnevo la candelina della torta, lui invece è già tanto se riesce a dondolare quando una canzone gli piace…

 

mare blublublu

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 me patata!

Sorridi, cheese, no, non così che sembri una patata lessa, no argh, troppo tardi!

aiéé

Papà invece mi ha scattato questa istantanea subito dopo essere tornati dal mare, notate i miei capelli modello stranita da troppi bagni. La storia del giorno, che papà mi racconta mentre passeggiamo in bicicletta, è quella della Signora Racchia e dei suoi servitori Babbuino e Cagnotto, un trio di cattivi. La Racchia è bruttissima, veste malissimo, ha un carattere orribile ed è fetida oltre ogni limite, mangia aghi di pino intinti nella resina fusa, sassi viola, meduse fritte, copertoni bruciati di automobile, pigne in salsa di acqua di mare. Vive in un castello che viene distrutto a ogni tramonto sulla spiaggia quando tutti gli animali della savana intonano il canto "racchia, racchia, questa è la fine che tu farai!" e io allora metto le mani su quella costruzione di sabbia che papà ha innalzato faticosamente e sghignazzando la rado al suolo.  

La mattina mi alzo presto, prestissimo. Mamma e papà grufolano frasi sconnesse nel lettone tra cui distinguo a perfezione "se fai rumore ti ammazziamo!". Così scendo di sotto e gioco ai mimi coi miei peluche preferiti finché anche Armaletale ulula la sua gioia del risveglio costringendo il Miserabile Facchino a rotolare verso di lui. Mamma lo spinge giù dal letto puntandogli dolcemente contro una Beretta col colpo in canna ma lo consola: "tra dieci minuti scendo". Grazie a una disinvolta interpretazione della Teoria della relatività i 10 min si dilatano fino a un’ora circa, durante i quali papà sperimenta le dieci tappe dell’illuminazione detta dell’Aurora. 

Ranocchio alla conquista del mondo

Qui Armaletale si è arrampicato sulla scatola dei giochi e sta per rovinare al suolo, ah ah! Però è caduto di sedere, dunque sul pannolino, e non s’è fatto niente. Portato sulla spiaggia ha amato il mare con passione istantanea e gattonando l’ha raggiunto finendo ben presto sommerso dalle onde, però l’hanno ripescato! Abbiamo giocato insieme con la sabbia e una paletta che inavvertitamente finiva sempre svuotata su di lui. Odia il box dove viene rinchiuso quando nessuno se la sente di sopportarlo ancora. Ma non è la scatola che vedete! E’ una specie di gabbione da dove lui fissa me libera e gaudente con sguardo afflitto!

il mio fratel scimpanze

Armaletale on the little box. Qui si manifesta nella sua faccia migliore! Assume la sua unica espressione umana quando si muove ipnotizzato al ritmo di Molly&BauBau, un caldo ritornello salsafrojazz che ha il potere di fermare per qualche attimo la sua scimmiesca furia distruttiva.

Altro che Esther Williams

No, non posso commentare, guardate che bracciata, che incedere di cigno, sì, sono io la principessa delle acque!

La favola della fontana (versione ridotta)

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Un giorno Flaminia, nonna Franca e papà vanno in un grande ospedale con tantissime finestre, perché nonna deve farsi visitare dal medico degli occhi che si chiama oculista. Flaminia aspetta fuori, indica una a una le seicentomila finestre e grida "nonna è là, oppure lì, andiamola a cercare!". Il Miserabile Facchino, nel tentativo di placarla, la porta a fare una luunga passeggiata. Vedono tanti fiori, la macchina che taglia l’erba bassa bassa, poi siedono sul bordo di una grande fontana davanti all’ingresso.
"Perché ci sono tante monete dentro?".
"Le persone che arrivano le lanciano perché vada tutto bene, e quelle che vanno via le lanciano per non dover tornare mai più. Questo è un ospedale, un posto pieno di pericoli".
"Come la savana?".
"Forse di più".
"Le prendiamo?".
"No, perché a ogni moneta è legato un desiderio. Se le togli dalla fontana il desiderio certamente non si avvererà".
"Ne voglio lanciare una".
"Ma non devi dire a nessuno il tuo desiderio, deve essere segretissimo".
"Dammi una moneta!".

Ma papà, noto squattrinato, non ne ha. Quando torna dalla visita, è nonna Franca a trarne una dal borsellino. Flaminia si mette di spalle e la getta, esprimendo il desiderio segretissimo. La monetina volteggia nell’aria e fa pluf! Le altre monete dicono "benvenuta! Da dove vieni?". Lei risponde "sono la moneta di Flaminia e vengo da Roma". "Che bello!", dicono quelle, e le spiegano da dove provengono: da tutto il mondo e anche dalla savana!
Lasciando che la sua moneta desiderio faccia conoscenza delle altre, Flaminia fa per andar via.

Con la coda dell’occhio però vede Tom e Jerry che si avvicinano alla fontana e bisbigliano "dobbiamo rubare la moneta desiderio di Flaminia!". Così lei torna indietro e li prende a pugni in testa finché quelli scappano a nascondersi tutti doloranti "brutti progni, non dovete portare via la mia moneta!".
Ma appena Flaminia parte, Tom e Jerry tornano indietro e si tuffano nella fontana. Solo che non riescono a trovare la sua moneta, perché le altre la nascondono tra loro e fischiettano con fare innocente. I due bricconi si tuffano e rituffano e alla fine litigano "ma come facciamo a trovarla!" "è colpa tua!", "ma dove mi hai portato!" e fanno un grande baccano schizzando acqua dappertutto.

Allora dalla casetta con le bandiere escono duecento poliziotti che prendono Tom e Jerry a manganellate e li portano alla Questura Centrale, dove c’è il Commissario Basettoni che li butta in cella "non sapete che è vietato fare il bagno nella fontana, e non sapete che è vietatissimo cercare di rubare la moneta-desiderio di Flaminia?".
Dentro la cella i due birbanti si lamentano, seguitano a litigare e si prendono a padellate in testa tutta la notte.

La mattina dopo Flaminia accende il televisore ma non ci sono i cartoni di Tom e Jerry perché sono in carcere! Si mette a pestare i piedi, ma nonna Franca capisce tutto e va dal Commissario e gli dice "rilasci quei due briganti altrimenti non possono fare i cartoni animati!" e Basettoni risponde "se me lo chiede lei, nonna Franca, non posso dire di no".
I due, pieni di bernoccoli, vengono rilasciati e nonna Franca gli fa una ramanzina "non ci provate più altrimenti rimarrete in prigione!". I due giurano che non si avvicineranno mai più alla fontana e vanno a lavorare, così Flaminia può vederli in televisione.

Quando scende la notte le duecento guardie vanno a dormire, la fontana è silenziosa e tranquilla, ma Tom e Jerry tornano gatton gattoni, topon toponi, scavalcano strisciando la recinzione, la siepe, i fiori, il bordo e s’immergono silenziosamente! Ma se non sono riusciti a trovare la moneta di giorno come possono farlo di notte? Sono proprio una coppia di scemi! Così stanno là ore e ore e danno grandi zuccate perché si tuffano ovunque senza vedere niente. Le monete li prendono in giro chiamandoli "Sono io il soldo di Flaminia! No, sono io! Io qui, io là!" così i due non fanno altro che immergersi e dare capocciate contro il cemento armato.

All’alba escono dalla fontana pieni di cerotti, col raffreddore, il mal di gola, la febbre e la tosse perché sono stati al freddo tutta la notte. Arrivano quattro infermieri vestiti di bianco e li caricano sulle barelle per portarli dentro l’ospedale. Tom e Jerry diventano bianchi dalla paura e tirano fuori due monetine, le lanciano nella fontana e si mettono a strillare "non ci fate le punture!". Chissà che desiderio hanno espresso… E quale sarà stato quello di Flaminia? Sshhh, non dirlo!

 

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Il gioco della savana

A un certo punto Leone e Flimbles vanno via dal mio lettino perché non sono buona; se ne tornano nella savana dove giocano e cantano "Chissà dov’è Flaminia/che scapriccia dalla sera alla mattina!", ma dopo un po’ cominciano a sentire la mia mancanza, i fetenti! Nel frattempo anch’io vorrei rivederli e così mi avventuro nella savana, tutta sola.

 Leone   Flimbles

Cammino cammino e mi perdo, ma a un certo punto sento intorno a me gli Animaletti Feroci, organizzati nel famoso Gruppo Selvaggio della savana. Li sento che cominciano a brontolare "mmh, sentiamo odore di bambina tenera tenera! Se la troviamo ce la mangiamo a pezzettini!". C’è Babbuino che è il capo, e poi i tre Cagnotti e il Porcospino, sono tutti molto cattivi e affamati.

il Mucchio Selvaggio 

Mi vedono e prendono a inseguirmi e a mordicchiarmi i piedi, allora strillo forte e mi nascondo sotto un cespuglio. Per fortuna Flimbles mi sente e mi trova.
"Flaminia, ma cosa fai qui? Non sai che la savana è un posto Molto Pericoloso? Se ti trova il Mucchio Selvaggio ti si pappa!".
Io rispondo "Sentivo troppo la vostra mancanza! Sono venuta a cercarvi".
"Torna subito indietro!", mi intima.
"Non posso" piagnucolo, "mi sono perduta!".
Allora Flimbles mi dice di star ferma e zitta "acqua in bocca! Vado a chiamare Leone".
Quando lo trova gli dice "ma lo sai che Flaminia è qui?" e quello ruggisce "ma non è possibile, la savana è un posto molto pericoloso!".
Quindi manda indietro Flimbles dicendogli di stare sotto il cespuglio insieme a me e di stare zitti. "Io nel frattempo vado a cercare Alce e Tigro, insieme a loro potremo sgominare gli animaletti feroci".

Parte alla loro ricerca ma non li trova. Disperato, incontra Zebra che gli dice "non l’ho visti, ma so che Topolotto l’ha incontrati".
Allora il leone cerca Topolotto, lo trova e gli chiede se ha visto Alce e Tigro.
"L’ho visti passare e fermarsi a parlare con Orsetto", risponde quello.
Così il Leone cerca Orsetto, quando lo trova ha l’indicazione giusta, "sono al di là della Collina Semovente, stanno facendo il bagno nel fiume".

La Collina Semovente

Il Leone sale sulla Collina Semovente che si muove vorticosamente, arriva in cima e vede la savana che si stende ai suoi piedi, poi osserva dall’altra parte il fiume che scorre sinuoso e vi si dirige svelto, anzi cade perché la collina si muove troppo! Trova subito Alce e Tigro e gli grida "presto, venite! Dobbiamo salvare Flaminia dal Mucchio Selvaggio".

Alce      Tigro

I due rispondono subito "eccoci! abbiamo un vecchio conto da saldare col babbuino!".
Tornano indietro, salgono sulla collina semovente, capitombolano sull’altro versante, costeggiano alti alberi e incontrano Orsetto, Topolotto e Zebra e li ringraziano, e quando questi vengono a sapere che io sono in pericolo dicono "fate presto, salvatela, noi le vogliamo tanto bene!".

Orsetto, Topolotto e Zebra

Arrivati alle spalle del Mucchio Selvaggio, Alce, Tigro e il Leone sentono il Babbuino che grida "Trovate quella bambina tenera tenera che la voglio mangiare a pezzettini! Sento che è qui vicino".

Ma la fame non gli fa sentire l’odore dei tre che piombano alle sue spalle e sgominano tutto il Mucchio, sparpagliando pezzi di animaletti feroci per tutta la savana.

Alla fine il Leone grida "Flaminia, esci pure, ora non c’è più pericolo".

Me myself

Io esco e chiedo "dove sono quei terribili animaletti che mi mordevano i piedi?".
Il Leone sogghigna "un po’ qui, un po’ lì" poi mi invita a salire sul collo di Alce. Insieme torniamo al confine tra la savana e il mondo di Flaminia, e là io grido "tornate con me! Non posso dormire se non ci siete".
Allora Leone e Flimbles salutano gli animali della savana e tornano nel mio lettino, dove li trovo la mattina quando apro gli occhi.

 

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La favola di ieri sera

"Allora c’è il castello dove Tom&Jerry, l’elefante e l’alce giocano insieme a… Cenerentola?"
"No! Biancaneve!".
"Ah, sì, Biancaneve, messa nelle cucine dalla matrigna cattiva".
"La matrigna".
"E poi la regina, la matrigna, si stufa di tutti quegli schiamazzi e chiama il cacciatore e gli dice ‘non li sopporto più, fanno rumore tutto il giorno, conduci tutti al bosco, uccidili e portami i loro cuori!".
"Ma sono tanti", prova a dire il cacciatore, ma poi si rassegna e il giorno dopo va nel bosco con Tom, Jerry, l’alce, l’elefante e Biancaneve. Ma non ha il coraggio di ucciderli e allora gli dice ‘andate via, fuggite nel bosco’. Poi pensa tra sé ‘dovrò fare una strage per radunare abbastanza cuori da portare a quellla cattiva della regina matrigna".
"Tutti fuggono nel bosco e arrivano alla casa dei…"
"sette nanetti!".
"Sì, allora entrano dentro casa e…"
"No, Tom è grande e non entra dentro casa".
"Va bene, Tom aspetta fuori mentre Biancaneve entra e prende da mangiare per tutti. Poi tornano i nani e dicono ‘Biancaneve, se vuoi rimanere devi mettere a posto tutto perché mica puoi stare qui gratis’".
"Nel frattempo la regina matrigna interroga lo specchio ‘specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?’ e quello ‘Biancaneve!’. Al che la regina capisce che la ragazzina è ancora viva e allora si trasforma in orrida vecchiaccia e va a cercarla. Si nasconde vicino alla casetta dei nani e aspetta. Un giorno Tom, Jerry, l’alce e l’elefante insieme ai nanetti vanno a fare un giro e dicono a Biancaneve ‘tu sei un po’ credulona, non aprire a nessuno e non mangiare niente!".
Appena vanno via la vecchiaccia va da Biancaneve e gli dice "mangia questa bella mela", ma la ragazzina risponde "ehi, non è che vuoi farmi del male?" la vecchia dice di no "ma come, non vedi come sono buona?", allora Biancaneve mangia e cade stecchita per terra".
"Perché stecchita?".
"Insomma, cade per terra e sembra che dorma profondamente, non è morta ma quasi".
"Perché quasi?".
"Perché altrimenti non si sposa. Allora in quel momento tornano tutti e vedono Biancaneve per terra e la vecchia che sghignazza e balla là intorno, così l’inseguono per ucciderla e quella scappa su una montagna, arriva sul ciglio di un burrone e cade nella lava incandescente".
"Perché la lava?".
"La lava scotta più del fuoco del camino e la strega strilla".
"Così Biancaneve dorme ma arriva quasi subito un principe e Tom e Jerry gli dicono ‘vieni qui che devi baciarla così si sveglia e vi sposate’. Quello scende da cavallo, si avvicina e dice ‘ma è bellissima questa ragazza, la voglio sposare!’ così la bacia, Biancaneve si sveglia e dice ‘ma quant’è bello, lo voglio sposare!’, così diventano regina e re".
"Ma la regina è cattiva".
"La matrigna, quella che è caduta nel burrone è cattiva… ma facciamo che Biancaneve rimane principessa e il suo castello sta sulla collina che domina la savana, e dopo la savana sta il lettino di Flaminia che sente la mancanza del leone e di Flimbles e va a cercarli, e poi vuole conoscere Biancaneve".
"Non ci sono gli animaletti cattivi?".
"Sì, vogliono mangiarti a pezzettini perché sei tenera tenera, ma arrivano il leone, il principe, l’alce e l’elefante e sgominano gli animaletti".
"Poi vanno tutti nel castello e fanno una festa con Tom e Jerry che sono rimasti al sicuro e vissero tutti felici e contenti".
"…"
"Adesso dormi".
"No, voglio dormire con mamma!".

 

La mia fatina streghetta

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A tre anni noi bimbi siamo perfettamente in grado di operare pensieri logici e compiuti, abbiamo memoria e forza di volontà. Perché questo auto-incensamento? Beh, ieri sera mamma mi ha detto: se dormi tutta la notte la fatina ti porta biancaneve e i sette nani.

Argh, io amo la storia dell’incantesimo, della mela e della strega cattiva che precipita in un dirupo. Così stanotte verso le sei (la mia ora preferita per arrembare il letto dei vecchi) non mi sono svegliata, e se l’ho fatto non me ne sono accorta, e se me ne sono accorta ho fatto finta di no. Solo che stamattina ho avuto una profonda crisi di astinenza da mamma; il fatto di non averla potuta abbracciare e tormentare nel lettone mi ha costretto ad avvinghiarmi a lei mentre bevevo il latte e solo dopo un quarto d’ora di sano, tenero contatto mi sono staccata. Che prova ragazzi! Cosa non si fa per la ragazza dell’incantesimo, che poi arrivi un principe a svegliarla francamente non me ne importa ancora niente.

C’è da dire che la fatina a volte si comporta da carogna. Da qualche giorno, nonostante le sgridate, le rappresaglie e gli ululati di mamma, aprivo continuamente un Cassetto Proibito; dentro ci sono tutti quegli oggettini da femmina ai quali la Generatrice tiene moltissimo e che mi fanno letteralmente impazzire. Visto che non riusciva a fermarmi neppure con la minaccia di amputazione delle mani, ha chiesto aiuto alla fatina che ha bloccato l’apertura con un sortilegio, eccola mentre si appresta a danneggiarmi:

 

 

 

 

Nonostante tutti i miei titanici sforzi il cassetto non si apre più, maledetta stregaccia!