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Natale alla sua vigilia

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Godzi mi minaccia,

– ti acciuffo uno sberlone!

Capite perché rido, e lui s’arrabbia ancora di più?

La mia scuola va abbastanza bene, anche perché mamma e papà mi stanno addosso dopo qualche lieve incertezza dovuta a: poco studio, troppa televisione, troppo ds, testa tra le nuvole e cose così.

Ho anche ricevuto la mia prima lettera d’amore! piena di cuoricini e dichiarazioni, le mie compagne di classe erano più emozionate di me, in effetti. Ho infatti considerato la cosa assai freddamente: se quel mio compagno di classe pensa come scrive, siamo messi male!

Stasera scartiamo i regali. Tutto il resto, ovviamente, passa in secondo piano, persino i deliziosi boccoli d’oro che ho fatto ai capelli.

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L’inverno del nostro contento

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Pur di avere un nuovo gioco del diesse ho: prelevato con destrezza gli euro che Godzi aveva incautamente disposto nella sua nave (di cui parlerò dopo); corrotto con eccelse capacità nonna Adriana; ipnotizzato con estrema facilità papà, il quale è andato su internet e ha ordinato quanto desideravo. Il gioco è arrivato e da quel momento non faccio altro che vestire e rivestire modelle virtuali.

Godzi ha costruito con pezzi di Lego di molteplice provenienza una lunga cosa che lui chiama nave. Ci sono ponti, panchine, stive, bagni, gru, casette, corridoi e oggetti vari. La nave, che non sembra per niente una nave, ovviamente se messa in acqua affonderebbe in un nanosecondo, ma credo non sia neppure sollevabile, ha l’aria di poter finire a pezzi solo a guardarla, fatto sta che occupa tutto uno scaffale.

Ieri abbiamo fatto l’albero di Natale. C’è stata una dura lotta con mamma sui colori. Volevo introdurre il rosso ma l’opposizione è stata ferma e dopo una lunga trattativa abbiamo concordato su blu, argento e oro, più lucine interne che papà ha acquistato dopo un’avventurosa uscita col motorino in un tempo assai tempestoso.

Mentre papà tirava fuori palline grosse e piccole, pigne vere e di plastica, stelle, angeli, slitte, renne e babbi natale di varia forma, Godzi afferrava per disporre a suo piacimento sull’albero, cioè tutto attaccato. Probabilmente se avesse continuato per un po’, l’albero si sarebbe inclinato su un fianco e sarebbe crollato. Con grande pazienza papà gli ha spiegato il concetto di simmetria e le cose sono andate meglio e anche l’albero, anche se di plastica, ha tirato un sospiro di sollievo. Nel frattempo io svolgevo la mia preziosa funzione di musa ispiratrice. Abbastanza lontana dall’albero da evitare il rischio di trovarmi invischiata in quel duro lavoro (solleva l’addobbo, attacca l’addobbo), intonavo canzoni di Natale in un inglese in parte sconosciuto ai dizionari, in parte no. Il mio melodioso canto diminuiva la fatica dei maschi, che come si sa devono essere gli unici a faticare.

Godzi a un certo punto ha deciso che papà era il più grande pittore del mondo e andava in giro esclamando a tutto spiano. Ha voluto attaccare un quadro in camera nostra, ma io l’avevo già fatto una settimana fa, con un altro quadro con figure tutte tonde e tanto oro dentro. Non contento, Andrea ha preso una tela e ci ha disegnato sopra la sua celebre composizione: Picchi Innevati Con Cascata, Alberi Giganteschi, Nuvole e Alberi Minuscoli. Ma nonostante papà gli avesse detto di preparare colori diluiti, lui ha esaurito in breve tempo tutta la dotazione, e l’opera ora è là con una montagna che rischia di crollare sotto il peso del marrone e del bianco che lui ci ha messo sopra, mentre l’altra montagna è molto triste, essendo ancora solo disegnata.

 

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Le vacanze sono bellissime, ma sono finite! Siamo stati quasi sempre a Roma, salvo cinque giorni da nonna Franca, che ha una casa bellissima e si sta tanto bene. Godzi poteva far volare i suoi aeroplani di carta su più piani. Glielo ha insegnato un compagno di classe a costruirli in modo che planino come F14, dritti negli occhi dei presenti a settecento all’ora! Andrea una notte voleva uscire nel giradino con sei gradi sottozero, per provare il range rover telecomandato con sei pile che aveva estorto a zio Agostino e Marzia in una memorabile passeggiata in paese.

A Capodanno abbiamo mangiato cibo cinese perché a nessuno andava di cucinare. A mezzanotte abbiamo visto le esplosioni e sentito gli scoppi. Quando Andrea ha scoperto che per far scoppiare dei microscopici botti bastava tirarli contro qualcosa l’abbiamo isolato in veranda, dove poteva inventare assalti e battaglie lanciando granate.

Ho ricevuto anche gli altri regali che desideravo, compreso il Lego rosa col quale faccio concorrenza a Godzi. Lui sparpaglia tutti i pezzi a terra e io gliene rubo per rendere il mio appartamento rosa multicolore. Andrea è diventato bravissimo a giocare a Mondo e ci divertiamo per ore.

Ho memorizzato i dati della carta di credito del Miserabile Facchino sull’e-shop del mio nintendo. Ogni tanto (due volte al giorno) mi produco nella parte della figlia-perfetta-con-grandi-occhi-dolci per farmi dare dieci euro con cui comprare dei giochi nuovi. Fallisco sempre, ma non rinuncio!

Godzi si produce, almeno sei volte al giorno, in vivaci scambi di opinioni con il Miserabile Facchino e la Grande Generatrice. Compiti, cibo e disastri ambientali i temi più sentiti.  Diciamo che il fratello s’è specializzato. Non combina più duemila piccoli danni al giorno come prima, ma solo una decina, grossi.

A papà hanno prestato una grande tastiera elettronica. Visto che in futuro vorrei prendere lezioni di pianoforte, mi ha detto, intanto posso provare con questa. Abbiamo visto la posizione delle note, le ottave e il pentagramma. Per fortuna so leggere un po’ la musica. Godzi invece, il selvaggio, ci si è avventato sopra e ha esplorato i suoni come una scimmia. Ovviamente gli sono piaciuti quelli più fastidiosi e per tutto il pomeriggio ha battuto piatti e tamburi, oppure metteva accompagnamenti di chitarre e si metteva a ballare vorticosamente gridando “Rock! rock!” prima di finire di nuca contro lo spigolo di un mobile.

Domani torniamo a scuola…

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La mia fede in Babbo Natale vacilla, visto che mi ha portato solo alcuni dei regali che gli avevo indicato sulla lista, che avevo perfino scritto sul computer di papà. Ho il sospetto che ci sia grossa crisi al polo nord.

Come previsto, casa è stata invasa da pezzi multicolori di Lego, piovuti sul pavimento dalle scatole ricevute in regalo da Godzi. La mattina di natale lui e il Miserabile Facchino hanno costruito una locomotiva completa di motore elettrico e telecomando. Ovviamente dopo pochi minuti Godzi s’era stancato di farla girare sulla ferrovia e ha preso a farla correre a tutta velocità per le stanze, rischiando continuamente di disintegrarla. Ha già cominciato a proporre piccole modifiche alla linea del locomotore, che presto si trasformerà in qualcos’altro, visto che Godzi ha a disposizione un’intera scatola di altri pezzi di saetta mcqueen, astronavi, trattori e aerei.

Per quanto riguarda me, nessuna bambola, ma giochi di ruolo, in cui distruggere l’avversario, sì! Dunque una battaglia navale, cluedo, e ben tre copie identiche di Piccole donne che però avevo già letto, oh no!

Casa nostra ha un divertente aspetto post-natalizio, con pezzi di carta a terra, cuscini a terra, pezzi di lego a terra, pezzi di plastica a terra e sia il Miserabile Facchino che la Grande Generatrice del tutto a terra.

Oggi andiamo da nonna Franca, compresi tutti i regali, sempre che la macchina vecchia si accenda visto che la sua batteria è anche lei a terra. Mamma ha calcolato che ci metterà tre giorni a rimettere in ordine casa.

Non mi preoccupo molto se non ho ricevuto tutti i regali della lista, ci sono sempre la befana e poi il mio compleanno.

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Stamattina mi sono scelta gli abiti da sola, mi sono vestita senza aiuto perché ormai sono una giovane, come veniamo chiamati a scuola. Certo, magari potevo iniziare prima il mio faticoso cammino verso l’autonomia, ma sono a) una piccola principessa, b) sono pigra e c) qui è Roma, Italia, e non Stoccolma, dove i bambini già a un anno vanno via di casa.

La mia lista dei regali si allunga spaventosamente. L’ho trascritta sul computer, con un messaggio molto breve a babbo natale: “Se non me li porti ti uccido”.

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La situazione del presepe al momento è stazionaria, anche se molto confusa, perché Godzi ha piazzato i personaggi secondo criteri, ehm, personali. Davanti al mulino con le grandi pale che girano, in alto sotto il costone di rocce, si sono l’asino e due pastori. Sulle scale che portano alla casetta c’è un re Magio tutto solo. Dentro alla casetta dorme una pecora, davanti c’è una seconda pecora, due pastorelle, una filatrice, un secondo re Magio che assiste, inginocchiato, al concerto d’uno zampognaro. Sulla scala che corre accanto alla cascata ci sono l’arcangelo Gabriele, che sembra voler soccorrere un donna distesa sotto una palma sul gradino inferiore, poi il bue, un altro zampognaro, un pastore e, sul primo gradino, accanto al muro di mattoni dove la cascata forma una vasca, sta Gesù. Nella grotta ci sono gli altri: il terzo re, un dromedario, un pastore e Giuseppe sembrano impegnati in una conversazione piuttosto interessante, poco più in là Maria fissa la parete della grotta, verso l’ingresso due pastori e una temibile pecorella montano la guardia,

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Oggi Godzi non ha partecipato a risse, almeno così sembra, in più ha apparecchiato la tavola guadagnando un punto-desiderio che mi ha rinfacciato a lungo; so bene che sta truccando le carte, e che presto ricomincerà ma… in realtà vorrei tanto che cambiasse sul serio!

In compenso ho giocato col diesse mezz’ora in più, che il Miserabile Facchino mi toglierà dalla mia ora di domani, cattivo!

Domani scrivo la lista dei regali che voglio da babbo natale. Papà dovrà poi indorare la pillola descrivendo i miei meriti, omettendo di dire che ho minacciato di morte il vecchio portatore sano di pacchetti in caso non mi consegni tutto il malloppo.