Archivi categoria: favole

Standard

Il flauto potrei anche suonarlo per la recita, se mi toglieranno la steccatura. Adesso potrei sfilare il pollice dalla fasciatura ma papà ha detto che non devo farlo. Studio scienze con lui, mamma è uscita con le amiche e torna tardi. Andrea è andato a teatro per vedere la fiaba delle melarance e l'ha raccontata a papà che ha capito solo che a un certo punto spuntano tre bellissime ragazze assetate, una stregaccia e un principe.

Annunci

Una favola raccontata da Andrea

Standard

Per recuperare la chiavetta d’oro bisogna avere lo starzittibocca, che è fatto con una boccuccia rotonda come quella dell’aerosol, una mascherina fatta di nastro che si appoggia. Io ce l’ho sempre nella testa e con una magia riesco a stare zitto e riesco ad andare nell’abisso della morte. L’abisso è un mattone, un cerchio che ha tutti i pungecchioni, appuntiti che se tu caschi muori perché ti tagli tutto; io lo posso fare perché ho uno zainetto che quando lo apri si trasforma in paracadute.
Io evito il pungecchione perché atterro sul cerchio dove non ci sono pungecchioni, tu papà hai il paracadute di Tom&Jerry. Lo Starzittibocca serve anche a non svegliare la grande bestia bianca, che ci mangia. Si può andare a piedi nudi perché c’è un tappetino. La chiave d’oro serve ad aprire i meccanismi per tutti i cibi, adesso è aperto solo quello delle patatine. Voglio aprire il meccanismo della pizza perché le porte degli altri meccanismi sono chiuse e mi impediscono di mangiare. Tu papà devi aprire la porta giusta tra tre, quella giusta è quella col francobollo con la chiave d’oro, quella col francobollo coi pipistrelli ad aprirla volano tutti via i pipistrelli che dicono "Yuhuu siamo liberi!" E c’è la porta col francobollo coi gattini che ti vogliono bene. Quando tu papà apri la porta giusta tutto torna alla normalità, il nostro mondo può cambiare e la puzza viene assorbita e tutto torna alla normalità. Dietro la porta ci sono tre  chiavi d’oro, e quella giusta è quella a forma di cerchio, le altre sono una rettangolosa, una quadrata e una appunto cerchiosa. Devi tenere la chiave d’oro in mano così ti faccio un nodo perché io sto in cima al vulcano e ti tiro su con una corda. Mi devi dare la chiave così apro i meccanismi. Le altre chiavi servono quella quadrata per aprire la capsula di Lunar Jim, quella rettangolosa non te lo posso dire perché non voglio più parlare.

E Cenerentola provò la scarpetta di cristallo

Standard

Ma perché le scarpette  non sono svanite a mezzanotte come tutto il resto? Interrogate la fata Smemorina, fatela confessare la manigolda.

Ieri sera grosso grasso mal di pancia. in lacrime non riuscivo ad addormentarmi finché la Grande Generatrice non mi ha fatto degustare, a viva forza, un miscuglio di acqua calda, limone e bicarbonato dicendo "o ti fa digerire o ti fa vomitare".

La seconda che hai detto mamma! mi sono sentita subito meglio, ho biasciato che non avrei mai più bevuto una robaccia del genere e mi sono addormentata nel lettone occupando interamente lo spazio riservato al Miserabile Facchino. Tanto lui nel cuore della notte è emigrato trascinandosi via un irrequieto Godzi…
Domani è lunedì, torno a scuola, tutti riprenderanno a riposarsi.

Il libro delle fiabe

Standard

La sera è sempre il Miserabile Facchino che mi mette a dormire, perché mamma, la Grande Generatrice, è impegnata al tavolo dei negoziati con Godzilla il rompiscatole che va a letto tardi e la mattina si sveglia presto.

Papà mi racconta sempre le favole che ha inventato per me, posso disporre di un ampio menu con Le avventure di Racchia, Babbuino e Cagnotto; La notte dei Fuochi d’Artificio; Tom & Jerry e i Gatti Randagi cadono nella cantina putrida. Però l’altro giorno, preoccupati di darmi anche le stesse informazioni in possesso degli altri marmocchi su Biancaneve, Cappuccetto Rosso e così via, i vecchi hanno comperato un grande libro di favole. Ecco che papà ha preso a leggermi una storia o due, o tre, la sera, mentre sorseggio pigramente la mia camomilla nel lettino.

"Uhm, vuoi questa della Lampada di Aladino?".
"Mnlsnguth", rispondo agitando la testa.
Lui prende a leggere ma insieme ci accorgiamo che queste favole sono rimodellate, tagliate, rese incomprensibili. Mi annoio e papà si ferma.
"Due geni nella Lampada di Aladino? Sob!" geme lui. E poi deve tradurre un sacco di parole che non conosco, e trasformare frasi che non si capiscono.
"E la matrigna cattiva che fa?, domando quando un’altra storia finisce bene per la principessa senza finire male per l’orrida cattivona.
"Ma Biancaneve deve essere uccisa!" protesto dopo quando papà legge che la matrigna vuole che lei semplicemente scompaia nel bosco.
"E cosa vuol dire vedovo?" domando.
"Quando la mamma vola in cielo e papà resta solo".
"Quando la mamma muore". Sintetizzo.
"E così".

Le favole sono anzitutto dei gialli, una logica di ferro ci vuole, e tutti i personaggi devono avere la loro storia e la loro sorte. Non si può introdurre la matrigna cattiva senza poi punirla, e così con papà dialoghiamo e costruiamo una sceneggiatura alternativa che mi rende soddisfatta, sovrapponiamo alla bolsa, sciatta scrittura le nostre impressioni e ce la ridiamo. Viva le storie inventate! Ridatemi Racchiaaaa!