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Geometria

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Siamo andati in cartoleria. Io dovevo comprare un pennarello verde malva che desideravo da sempre e una penna nera. Andrea doveva prendere un goniometro, e voleva spendere i suoi risparmi per un gioco.

Ne ha visto uno che però costava troppo.  Mica ha rinunciato, si è messo a trattare col proprietario,

– Tu devi essere impazzito! Costa troppo, non puoi fare questi prezzi!

Finché non si è fatto fare lo sconto di un euro e mezzo, non ci posso credere! Papà, ammirato, ha sborsato qualcosa in più per premiare quell’abile sfacciato.

Io avevo paura di tre problemi di geometria, invece avevano la soluzione scritta in faccia.  Andrea intanto seminava disordine e segnacci sul suo quaderno di matematica, e veniva colpito da prese in giro di papà che non posso ripetere, ma che lo facevano ridere molto.

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Inconscio

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Mentre giocavo con un’amica, dopo aver fatto finta di studiare insieme, Godzi elaborava una strana richiesta al Miserabile Facchino:

– Papà svegliami alle sette.

– Un’ora prima, perché?

– Faccio colazione e mi rimetto a dormire vicino a mamma, così col suo calore mi si riscalda l’inconscio e faccio bei sogni.

Due cose strane

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Stamattina sono scesa dalla macchina e ho dimenticato la cartella di tecnica, poi papà m’ha chiamata e ho evitato il guaio. Quando sono tornata a casa ero molto allegra, per motivi che mica sapevo. Ma ero allegra e parlavo ad alta voce.

Poi sono andata a casa di un’amica e sono rimasta a cena.

Godzi intanto non ha combinato niente, e questa è la seconda stranezza della giornata.

Novità

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A proposito della comunione, Godzi dice,

– Sull’ostia non potremmo mettere salsa rosa?

Oggi abbiamo comprato con il Miserabile Facchino dei pennelli nuovi, una cartella nuova e un’agendina rosa coi fogli bianchi. Nuova.

Ieri sono stata a casa delle amiche del mare, la loro cagnetta ha partorito dei cuccioli bellissimi. Loro non vogliono affezionarsi troppo perché tra un mese devono darli via.

 

Estate

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Ma è davvero un sacco di tempo.

Siamo stati promossi tutti e due. La mia pagella era buona ma scontata, quella di Andrea buona ma sorprendente. Siamo partiti subito per venire qui, al mare.

Ogni tanto faccio i compiti, quasi sempre esco con le mie amiche, facciamo il bagno, oppure con gli asciugamani intorno alla vita sediamo sulle panchine bianche che stanno appena dopo la spiaggiua, sulla strada.

Ho solo due costumi ma resisto a mamma che vorrebbe portarmi con lei a comprarne un altro.

Il Miserabile Facchino dice che i giorni dell’estate sono uguali, ma diversi. Che succedono le stesse cose, ma noi ragazzine siamo già cambiate tra l’una e l’altra.

Mare d’aprile

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Andrea costruisce aerei di carta, di Lego, disegna piste di atterraggio sui fogli degli appunti di papà.

Siamo andati al mare oggi, ma non c’era nessuna delle mie amiche e così mi sono annoiata dal primo momento. L’aeroporto di Andrea sul tavolo del salone era stato allagato dall’acqua entrata da un terrazzo con lo scarico otturato. Si sono bagnati anche i cuscini del divano. Papà ha acceso il fuoco nel camino e la stanza si è scaldata un po’. Siamo tornati presto perché pioveva.