Archivio mensile:novembre 2012

A casa

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Sono tre giorni che non vado a scuola, a causa di una serie di malattie una dopo l’altra come mal di gola, mal di testa e mal di pancia, una al giorno, che poi svanivano piuttosto rapidamente nel corso della mattinata. Papà ha avanzato il sospetto che stessi facendo la furba, ma questa insinuazione mi ha molto offesa. Stamattina, poi, ha detto che poiché stavo male,

–  Niente televisione e niente ds.

Poteva ammazzarmi e avrebbe fatto prima. Gli ho chiesto se per caso sarebbe andato al tennis, e lui all’inizio ha creduto che volessi averlo sempre accanto, poi ha capito che volevo togliermelo di torno così avrei subito acceso la tv, oh no! In un moto di pietà mi ha dato il permesso di vederla e sono stata così tanto tempo seduta che il divano mi ha chiesto di uscire insieme.

Sto inziando a elencare i miei regali di Natale, che cerco di avere prima così posso chiederne altri!

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Scacchi e smacchi

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Con la mia amica abbiamo giocato a scacchi l’altro giorno. Sapete che ho giocato anche con Andrea, ma la sua propensione a passare alle vie di fatto quando gli catturavo un pezzo mi ha fatto passare la voglia.

Anche la mia amica non era felice di farsi mangiare i pezzi, così dopo un paio di partite la nostra anima giocosa ha preso il sopravvento e abbiamo creato il Mondo Scacchiera. I personaggi erano: Artemide, Teodora, Pandora, Teodolinda, Beatrice, Afrodite, Vanessa e Vanilla le pedone; Alfierini gli alfieri; Torrone ogni torre; Fulmine e Saetta i cavalli; re Ettore e regina Artemisia. La mia amica ha nominato solo re Wolf e la regina Incantatrice. Nomi molto belli, lo ammetto, ho anche provato a rubarglieli. Siamo arrivate a organizzare tè danzanti e feste in maschera, nessun pezzo si faceva male o correva pericoli di sorta stando sulla sua casella, tipo essere catturato o mangiato all’improvviso mentre sonnecchiava.

Ho affrontato papà e Godzi in un’epica battaglia navale, ero certa di vincere avendo beccato la cannoniera al primo colpo, sì! Invece papà non ha voluto farmi vincere e ha preso a capire tutte le posizioni delle mie povere navi, affondate una dopo l’altra. Coi miei uomini abbiamo venduto cara la pelle e alla fine c’era un solo equipaggio nemico rimasto a galla mentre noi, accidenti, tutti sott’acqua.

Giochi pericolosi

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Ieri siamo andati al museo zoologico, è stato bellissimo! Abbiamo seguito un corso sui vulcani e Godzi faceva domande assurde, pioveva e mamma e papà sono andati a passeggio con gli altri papà e mamme.

Ho provato a giocare a scacchi con Andrea, ma lui non sopportava quando catturavo i suoi pezzi e ha iniziato a strillare arrabbiato passando alle vie di fatto, voleva introdurre la regola che il re non si tocca, e non sono riuscita a fargli cambiare idea. Allora ho lasciato stare gli scacchi e sono passata alla battaglia navale elettronica, ma quell’aggeggio strano cercava di affondare da solo tutte le navi, mentre io mi disperavo cercando di fermarlo.

Domani a scuola c’è sciopero, quanto mi dispiace!

E’ sempre presto

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Sono stata tutto il pomeriggio a casa facendo rumori con la bocca mentre finivo i compiti – avete presente lo zoccolo di un cavallo sulla strada? – e chiedendo aiuto a papà per operazioni con difficoltà “ridicolo” nella scala che da “ridicolo” arriva a “impossibile”.

Nella stessa scala, aiutare ad apparecchiare è “impossibile”. Non ridere di Andrea quando fa lo scemo è “impossibile”. Non mangiare la nutella… beh, è chiaro! Oggi papà mi ha dato una bella lavata di testa perché intorno alla mia bocca c’era cioccolata, sulle dita c’era cioccolata. Ho perfino provato a negare.

Stanotte Godzi vuole dormire sulla poltrona in salone, sto pensando di fargli qualche scherzetto, ma ho la vaga sensazione che non riuscirò a svegliarmi e a travestirmi da fantasma. Io svengo la notte, non sento nemmeno i temporali quando cercano di buttare giù la finestra.

La poltrona notturna di Andrea adesso sembra un negozio di giocattoli, probabilmente si ritroverà con l’aereo di lego sotto la schiena. Vuole essere svegliato alle sette. Se braccia pietose non lo porteranno a letto tra poco, probabile che si addormenti alle sette, così domani sarà lo straccio più bello in circolazione dentro la scuola.

I giorni scivolano su bucce di banana

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Il pigiama-party organizzato dalla mia amica per il suo compleanno è andato bene, le lasagne che abbiamo preparato un’ora prima, nel corso di cucina, erano buone e sono stata precettata per prepararle a casa. Tra le altre attività divertenti di bambine in procinto di diventare ragazzine, abbiamo fatto il gioco della strega: una di noi doveva catturarci al buio utilizzando le sue portentose arti magiche. Dopo dieci minuti che brancolava stentando a capire dove si trovasse, ha ricevuto il nostro aiuto per catturare almeno un tavolo o una sedia, che avevano l’aria di stare piuttosto fermi.

Su consiglio di papà, Andrea ha legato la telecamera sopra la Porsche telecomandata. Ci ha deliziati con soggettive del pavimento e primi piani di pantofole dondolanti (le mie mentre cantavo una canzone), nonché testimonianze di urti clamorosi che hanno semidistrutto l’attrezzatura.

– C’è molta polvere sotto il letto, è stata la sua conclusione scientifica in base alle riprese.

Ha-a-lloween

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Ero, me malgrado, la strega più bella dell’emisfero boreale, con un cupo trucco che ravvivava gli occhi verdi, i capelli ornati da un grazioso cappello a punta, le labbra e le unghie viola, pronta a giocare scherzetti malgrado i dolcetti. Il tutto circondato da un mantello misterioso che agitavo per confondere tutti.

Godzi era vestito da scheletro, e visto che è magro, sembrava che sotto le ossa avesse solo altre ossa.

la festa è stata divertente, tornati a casa ho scoperto d’essere un po’ raffreddata – ottimo per non fare nulla in aiuto di papà.

Godzi una volta a casa ha preparato un bagno-da-paura, riempiendolo di ragni orridi, scheletri e fogli con teschi disegnati, candele pipistrellose e castagne, anche se il loro potere terrifico rimane un mistero per tutti noi.

Chi entrava in bagno era costretto a esclamare con gemiti di terrore, al che Andrea rideva diabolicamente.