Archivio mensile:marzo 2012

Finita

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E così anche la nostra meravigliosa settimana bianca è finita. Va bene, non mi andava di sciare e ogni giorno facevo la lagna per rimanere a casa (miei soprannomi: “Ventimila Lagne sopra i mari”, “La slavina di lagne” e così via), però poi ho fatto i miei chilometri e seguivo agevolmente mamma, non creavo problemi come Godzi, che ha urlato in tutte le valli e per fortuna c’era poca neve altrimenti sai le slavine? Siamo partiti salutando un po’ tutti, dalla proprietaria dell’appartamento alla vicina che ci affittava casa negli anni passati.

La vicina ha regalato a me una bella maglietta e a Godzi una macchina telecomandata, con la quale ha distrutto la pace nella piccola casetta che abitavamo, sbattendo contro le porte, i battiscopa e i piedi di mamma.

L’ultimo giorno Godzi e mamma sono andati a sciare prima, li abbiamo trovati al rifugio dove Andrea ha preso a suonare una campana e dopo hanno tolto la corda per disperazione. Però mio fratello era così elegante e bello e sembrava un piccolo Lord, anche se il suo comportamento è a volte un po’ discutibile. In un altro rifugio, qualche giorno prima, aveva fatto rotolare giù per la pista fino al torrente un ciocco di legno che serviva come tavolinetto. Godzi era tornato da noi dicendo “Un legno è rotolato giù da solo”, così papà-Sherpa ha capito al volo, ma non immaginava la mole del pezzo di legno. Andrea s’era presentato con i guanti sporchi di fango, la tuta sporca di fango e la faccia sporca di fango, perché aveva avuto l’ammirevole idea di cercare di recuperare il grande ciocco dal greto, senza ovviamente riuscirci perché doveva pesare più di lui.

Dopo essere partiti siamo passati per un paese là vicino dove papà aveva il suo papà, i suoi nonni e i nonni dei nonni e lui ha fatto una ripresa alla casa di famiglia che è stata venduta e ha detto che è rimasta identica, vista da fuori. Siamo arrivati a Roma per riprendere le nostre abitudini, così come le avevamo lasciate, cioè tv e diesse.

Papà non è più il Miserabile Facchino. Grazie al nostro fornitore di sci a noleggio, che si chiama Peppi e che l’ha chiamato così ridendo, è stato promosso a Sherpa, che sarebbe il Miserabile Facchino dell’Everest, il che non è poco e dovrebbe essere contento. Portava i nostri sci avanti e indietro dalle piste, ci raccoglieva quando cadevamo e ci spingeva sul piano quando eravamo stanchi (sempre…), se fossimo stati in alto nell’atmosfera avrebbe portato anche le bombole a ossigeno. Però m’accontento che mi aiuti a risolvere i problemi.

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Andrea va piano

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Oggi con Andrea abbiamo animato le piste. Lui voleva sempre stare vicino a mamma sia quando sciavamo che quando salivamo in seggiovia. Io ero gelosa, ma non troppo, e ho potuto divertirmi un po’ tormentandolo.

Era facile, quando sciavamo io potevo andare più veloce e lui, per cercare di superarmi, e tornare in coda a mamma, cadeva sempre, sì! Invece di rialzarsi, come vedeva che sfrecciavo lontana insieme alla Grande Generatrice, iniziava a urlare e aspettava il Miserabile Facchino, che parte sempre per ultimo e raccatta i nostri cocci quando cadiamo.

Un paio di volte l’ho preso in giro con risate sataniche salendo da sola con mamma sulla seggiovia mentre lui, ancora alla fine della pista, urlava come un matto facendo girare tutti. Allora si lasciava nuovamente cadere nella neve, in preda a crisi isteriche mischiate a terribili minacce verso di me, la sua adorata sorellina! Papà, che l’aspettava poco più a valle, doveva spiegare affranto, agli sciatori che si fermavano preoccupati, che no, non s’era fracassato le gambe, no, non era assiderato, no, stava solo avendo una crisi di gelosia acuta.

Siamo andati avanti così tutto il giorno e Andrea, per tutte le lacrime versate, s’era tolta la crema protettiva e stasera è tutto rosso in faccia, sì!

Abbiamo fatto diventare pazzi papà e mamma, però un sacco di gente s’è divertita.

La discesa difficile

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Andrea, a furia d’insistere, è riuscito a farsi portare sulla Gran Risa, che è una discesa, dicono, molto difficile. Papà l’ha accompagnato e ha detto che Godzi non ha mai avuto paura, è caduto solo una volta sul primo muro e per tutto il giorno è stato molto orgoglioso di quel che è riuscito a fare. Da parte mia, preferisco andare avanti poco per volta, curva dopo curva, con la mia velocità senza fretta, dietro a mamma che ha la sua andatura regolare, mentre papà e Godzi ne combinano di tutti i colori. La neve era molle e faceva caldo oggi. Al rifugio ho preso un pezzo di torta con la panna, ma in realtà ho mangiato un panino e la torta è andata a papà, insieme ai resti delle patatine di Andrea. Papà spazza tutto ciò che lasciamo nel piatto.

Mamma ha deciso di dare una pulita, dicendo che c’era troppo sporco, così ha preso l’aspirapolvere dal deposito e s’è messa ad aspirare dappertutto. poi ha pulito le camere, i bagni. Quando stavamo uscendo per andare a sciare ha incontrato la signora che fa le pulizie e che avrebbe pulito il nostro appartamento. Oh no!

Mamma ha preparato una valigia che il Miserabile Facchino ha definito Del Tutto Inusuale, anche per una femmina. Infatti, come ha ammesso la nostra Grande Generatrice, è riuscita ha infilarci tutto ciò che non le serviva, e lasciare a Roma tutto ciò che le serviva, il tutto per un peso davvero pesante.

Andrea va a dormire presto, prima di tutti noi. Non siamo sorpresi, visto quello che combina sulle piste.

In automobile

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Il viaggio è andato bene, considerando che Godzi ha chiesto ogni sei minuti quanto mancasse all’arrivo. Il viaggio è durato sei ore e mezza, quindi potete fare il calcolo da soli. La mia faccia, quando siamo arrivati,  era identica allo schermo del diesse, per tutto il tempo che ho giocato.

La casa è bellissima, abbiamo persino la nostra piccola stanzetta! Eravamo così contenti, con Andrea, che abbiamo sistemato tutti i nostri bagagli da soli, negli armadi, e senza risse. Si tratta di una cosa così unica che devo scriverla qui, a futura testimonianza.

Sugli sci mi sono stancata, immediatamente, ma ho proseguito con coraggio perché Andrea, davanti a me, stava sempre con la faccia nella neve. Poi ho iniziato a cadere anche io e il divertimento è finito. Al rifugio ho mangiato un pezzo di pizza, poi abbiamo fatto altre due piste con papà che mi chiedeva di aumentare ad almeno tre chilometri orari la mia velocità media, mentre Godzi prendeva a sfrecciare senza schiantarsi. Esausta, sono tornata a casa con mamma, mentre papà e Andrea hanno seguitato a spassarsela.

Sposamento

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Cosa succede quando uno si dà il bacio dello sposamento? Questa è la domanda appassionata di Godzi, che stasera va da solo a letto presto perché domani si parte, come se dovesse guidare lui. Ha dichiarato ripetutamente d’essere innamorato sul serio di E. una sua compagna di classe. Però c’è un problema.
Pesa ventisei chili, dice, lui pesa meno, questo gli dà pensiero.

Vuole portare il violino con sé, ma questo potrebbe provocare valanghe in quelle ripide vallate. Io penso che devo fare meno problemi di geometria, oh sì!
In pochi giorni ho quasi completato il mio album dei Cucciolotti, ma adesso quando compro dei pacchetti quasi mai trovo delle figurine nuove e il mio mazzetto di doppioni è diventato alto come l’Everest.

Torna il nuoto

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Andrea si chiude in camera e passeggia sognando a occhi aperti, così dice. Chissà cosa sogna, macchine e treni immagino.

La mia amica m’ha regalato novanta figurine dei cucciolotti, lei ha iniziato la raccolta molto tempo prima di me e ha un sacco di doppioni, che fortuna!

Abbiamo cercato di risolvere un problema di aritmetica insieme, ieri, ma abbiamo fatto un disastro, fortuna che è tornato papà che ci ha aiutate.

Visto che il corso di ginnastica artistica è finito, forse riprendo nuoto, non è che mi vada molto, anzi non mi va per niente! Però c’è la mia amica, chiacchieriamo in corsia, l’istruttore ci strilla, così andrà a finire.

Cuccioli

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Finalmente papà è riuscito a trovare l’album da riempire con figurine di dolci animali, anche quelli che sbranerebbero un uomo in pochi secondi. Ogni giorno gli chiedo nuovi pacchetti, che si sommano a quelli che chiede Godzi per la sua raccolta dei calciatori. Solo che non ha mai visto una partita e sbaglia tutti gli accenti delle squadre.

Nel palazzo due famiglie hanno comprato dei cuccioli di cane, Andrea appena li ha visti ci ha lasciato gli occhi sopra e ogni pomeriggio parte in missione per andare a giocare con uno dei due. L’altra sera è tornato con i calzini pieni di bava di cucciolo. Noi non possiamo prenderne perché sono allergica al pelo, anche a quello dei gatti e dei cavalli. Ecco, un cavallo dentro casa no, ma era tanto per dire.

Sabato scorso, dopo due tentativi andati male per colpa della neve, sono riuscita a organizzare il mio pranzo di compleanno con le compagne di classe. Abbiamo potuto contare sull’aiuto di nonna Franca, che è venuta da Subiaco e ci ha portato delle lasagne e dei dolci buonissimi, ci ha detto che siamo bellissimi, io e Andrea. Ci siamo tanto divertite, mamma e papà la sera erano un po’ stanchi.