Archivio mensile:ottobre 2010

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Devo ancora imparare una poesia e scrivere un piccolo racconto, e siamo quasi a domenica sera, domani si torna a scuola, miseriaccia. Il fatto è che nonna Adriana, che è venuta oggi, mi ha regalato un libro e devo leggerlo tutto altrimenti mi sento male! Papà mi ha chiesto quale fosse la trama iniziale ed io, con comprensibili balbettamenti, gliel’ho riferita. Lui lo fa apposta, per controllare che inizi a capire quel che leggo, cosa che non mi riusciva fino all’anno scorso.

Con Andrea ci divertiamo a girare filmini con i nostri pupazzi. Papà dice che siamo molto divertenti. Andrea ha anche tirato su una specie di casa occupando una parte del salone dove c’è la scrivania di papà; ci ha messo dentro i cuscini, un grande atlante che fa da muro divisorio, e una serie di oggetti che ha preso dappertutto e che vende a prezzi esorbitanti, picchiando chi non vuole comprare nulla, altri due cuscini sotto la scrivania che dovrebbe essere una specie di studio, dove ha sistemato il computer sul quale naviga su internet o vede i dvd. A scuola fa passi da gigante, lo dice la maestra. Mamma e papà stanno sempre col fiato sospeso quando lo vanno a prendere, visto il suo inizio disastroso. Ieri ha fatto tutti i compiti molto velocemente, e questo è strano. Che stia diventando grande anche lui?

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Supermamma

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La Grande Generatrice quando può svicola, delega, sparisce e lascia che il Miserabile Facchino se la cavi con me e Andrea, e vi assicuro che non è un compito semplice. Ma lei è perfetta anche così perché quando c’è mi fa fare i compiti come dico io, mi lava, mi cura, mi coccola e mette tutta in ordine. L’altro giorno però ha superato se stessa, perché in un pomeriggio mi ha portata dal dentista, poi a nuoto, è tornata e a casa ha trovato Emma, la bimba nostra vicina, che Godzi aveva invitato allettandola con promesse di matrimonio alle quali lei ha subito abboccato.
"Ci dobbiamo baciare", ha dichiarato l’ingenua bambina riferendosi a Godzi.
Emma è rimasta anche a cena; mamma ha preparato un meravigliosa tavolata con tutte quelle cose saporite che ci piacciono tanto. Andrea, che come è noto non mangia altro che la sua sbobba orripilante, ha adottato una strategia di ripiego, indirizzando le sue mascelle verso le crocchette di patate, più simili per aspetto e sapore a un pasto umano. Ci tiene a non perdere la faccia, il furbo, tanto che quando Emma l’ha beccato col biberon in mano lui si è scusato per la sua infantile attitudine e poi l’ha trascinata via cambiando abilmente discorso.
Mamma ci ha anche portati a nuoto, tutti e due, da sola! Se l’è cavata egregiamente, anche perché Godzi era stato lungamente indottrinato riguardo al corretto comportamento da tenere in vasca, così sembrava un soldatino. Tacerò sulle minacce che ha subito, tali da impensierire anche un leoncino quale è lui. 
Il vile dentista mi toglierà presto l’apparecchio sul palato, ma solo per installarmene uno sui denti, perché dice che altrimenti mi vengono su storti. Somo molto triste. Però a scuola vado così bene che mamma, sempre lei, mi ha regalato una specie di criceto semovente che fa un miliardo di versi. Per non scatenare una guerra, ne ha comprato uno anche ad Andrea che invece non lo meritava per niente, perché lui a scuola va, nel senso che entra in classe e poi è tutto a sorpresa, non si sa mai cosa combinerà. Il Miserabile Facchino è stato incaricato di andarlo a prendere perché mamma non se la sente di ascoltare le osservazioni della maestra sulle imprese del piccolo rettile. Dice che le viene l’ansia. Così al loro ritorno sappiamo che rifiuta di fare gli esercizi, risponde male e, ovviamente, a mensa non tocca cibo.
Così non solo io, ma anche lui ha avuto i suoi compiti da svolgere nel fine settimana! Tutto ciò che aveva rifiutato di portare a termine durante l’orario scolastico lo ha dovuto completare a casa. Pensate che l’abbia fatto volentieri? No, per convincerlo papà ha dovuto usare mezzi che voi umani non avete mai visto, ma dopo aver assaporato il Trattamento del Miserabile Facchino, Godzi ha finito i compiti in cinque minuti e ha imparato in due-minuti-due la poesia, rifiutando però di recitarla ad altri se non a papà e alla maestra. La sera mi ha fatto infuriare perché stavo ripetendo la mia, di poesia, a mamma, ma non ricordavo una strofa e ho taciuto, e indovinate chi me l’ha suggerita? Quel fetente di Godzi, che l’aveva imparata meglio di me. La mia poesia! Sono andata via sbattendo tutto, non posso essere umiliata così, io sono la migliore!
Sabato siamo andati da nonna Franca. Papà e Godzi hanno acceso un fuoco bruciando le stoppie, le canne e tutto ciò che stava nei dintorni. Li ho aiutati moltissimo radunando con un grande forcone tutte le erbacce che papà poi gettava sul falò. Andrea ha fatto amicizia con il bimbo del terreno vicino e dopo cinque minuti senza dire niente a nessuno ha scavalcato la rete per andare a casa sua, allarmando l’altra mamma che si è vista piombare dentro casa un grazioso frugoletto biondo piovuto da chissà dove. Abbiamo mangiato fuori perché faceva caldo e la maggior parte del tempo sono stata sdraiata sul divano a giocare col ds. Temo che avrò ben pochi ricordi di questi anni, non nel senso che perderò la memoria, ma nel senso che la mia vita è concentrata perlopiù sull’affascinante scatoletta Nintendo e sulla comodità dei sofà.