Archivio mensile:settembre 2010

Scuola

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I miei primi giorni di scuola non sono stati terribili. Poiché durante l’estate avevo svolto con gioia sotto tortura tutti i miei compiti, al rientro ho scoperto che ad aver terminato le nostre fatiche eravamo stati solo in due. Questo vuol dire che fino a Natale studierò meno degli altri. Se non fosse che il Miserabile Facchino sequestra il mio ds, la mia vita sarebbe perfetta. Il crudele papà me lo toglie con motivazioni davvero ridicole; solo perché non aiuto in nulla dentro casa, mai, per nessun motivo nemmeno dopo mille richieste, ecco, non mi sembra che debba essere punita.
Domani devo andare dal dentista con le radiografie del mio grazioso cranio. Papà dice che mostra un singolare vuoto al suo interno, ma lui è un blablabla e non gli do retta. Forse verrò liberata dall’apparecchio che occupa gran parte del mio palato. Se dovesse succedere, sarò Molto Felice, in caso contrario, Molto Triste, soprattutto perché, una sera sì e una no, devo mettere la scomoda, malefica mascherina. Sapere che domani avrò anche la mia prima lezione di nuoto fa scattare in me il desiderio di sdraiarmi sul divano a riposare dal pensiero della fatica.

Godzi ha iniziato la prima elementare o scuola primaria, dite come volete. Sta sottoponendo le maestre a un robusto trattamento, visto che non vuole mangiare e rifiuta ostinatamente di svolgere le basilari attività scolastiche come imparare a scrivere e leggere. Non ha calcolato che le insegnanti avrebbero detto tutto a papà, tanto che in quel momento, mentre la maestra spiegava le nefandezze portate a termine dal mio biondo fratello, lui gridava al Miserabile Facchino "Non devi sentire! Tappati le orecchie!". Certe volte fa proprio ridere! Rispetto allo zero per cento di lunedì, ieri, a detta della maestra, ha lavorato la metà degli altri. Papà, sempre propenso a vedere la bottiglia mezza piena, ha considerato che un risultato s’è visto, dopo certi discorsi che ha fatto a Godzi, ma ha concordato con la maestra che si tratterà di fare un lungo, lungo lavoro su Godzi.
Lui ha già fatto la sua prima lezione di nuoto. Dopo un buon inizio, ha perduto man mano il controllo delle proprie energie, ma ha dimostrato di aver recepito i consigli di papà, svolgendo tutti gli esercizi con obbedienza e puntualità. Salvo assalti sconsiderati all’istruttore e la sua solita tendenza a voler stare sempre sott’acqua, ha fatto tutto bene.
Ieri, per finire, ha partecipato alla sua prima lezione di Judo. Era una lezione di prova che veniva svolta insieme a ragazzini con cinture più alte. Godzi ovviamente ha voluto fare commenti su tutto e tutti, mentre i maestri cacciavano alcuni bambini più esperti perché chiacchieravano troppo. Lui è stato perdonato solo perché è uno "nuovo". Forse lo vedrò in kimono, poiché ha detto di voler seguire il corso, dopo un’ora di avventurose capriole e un serrato corpo a corpo con una bella bambina che lo ha introdotto alla nozione basilare del rapporto di coppia: atterra l’altro prima che l’altro atterri te.

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L’estate finché c’è

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So bene che la mia assenza ha scatenato tempeste sui mezzi di comunicazione, ma tant’è, ero al mare e là bagni, sole e, argh, compiti, e soprattutto connessione internet razionata. Ma ora sono qui, miei adorati due lettori, spero che anche voi abbiate avuto bel tempo e divertimenti e che ora siate molto depressi per il ritorno alla vita autunnale così come lo sono io. Poiché sarebbe troppo lungo descrivervi compiutamente la nostra eroica estate, e io sono notoriamente Molto Pigra, vi propino una breve galleria fotografica con altrettanto brevi note.

Questa è la mia postazione preferita, il divano! Qui posso guardare la televisione, giocare al diesse e rispondere agevolmente di no quando mi viene richiesto qualche compito particolarmente gravoso come portare in cucina il tovagliolo nel quale m’ero messa dei biscotti.

Non si vive di solo mare. Qui siamo a Subiaco da nonna Franca. Godzi infastidisce Billi il cane gigante, che anziché mordicchiargli il sedere guarda me con espressione non particolarmente furba.

Godzi assorto; sembra tranquillo, ma il suo cervello lavora a tutto spiano per ordire disdicevoli e distruttivi piani.

Ecco il mio venefico fratellino, con una muta che si è fatto prestare da un ragazzo grande – non capirò mai come riesca a ottenere tutto quello che desidera – e la sua maschera, che affronta i marosi con scarso successo.

Qui sto provando le mie pose da pin-up, ma lo sguardo non è voluto. Sto fissando Godzi che minaccia un mio gioco, profittando del fatto che non posso muovermi, e provo a fulminarlo con una trasmissione di raggi laser dalle mie pupille alle sue mani. Inutile dire che appena il Miserabile Facchino ha scattato la foto, sono scattata anche io contro Andrea.

Godzi qui sembra uno scemo californiano, di quelli che stanno tutto il giorno sulla spiaggia a bere birra, guardare le ragazze e fare surf.

Questa è l’ultima foto scattata sulla spiaggia prima della nostra partenza. Mi sforzavo di non ridere e mi è venuta la bocca a ciabatta, così imparo!