Archivio mensile:maggio 2010

Il brevetto di Godzi

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Andrea ha affrontato la prova di brevetto il giorno successivo al mio; sebbene il suo comportamento sia nettamente migliorato, in termini di disciplina, il Miserabile Facchino si è raccomandato ugualmente. pregandolo di ascoltare l’istruttore ed eseguire l’esercizio al meglio delle proprie possibilità. Andrea ha ribadito che sì, certamente l’avrebbe fatto. A parte qualche sbavatura, come partire tre secondi dopo il "via!" dell’istruttore e andare a zig-zag nella corsia, la vasca stile gambe dorso è andata benissimo. Rimontando lo svantaggio alla partenza, il fratellino si è piazzato secondo, dietro una ragazzina che andava come un missile. Nella prova successiva, gambe stile libero con tavoletta, Godzi è arrivato penultimo, dimostrando quanto poco si fosse allenato durante l’anno. In un tripudio di canzoni e inni, la premiazione l’ha visto indifferente ai richiami della graziosa speaker, che seguitava a pronunciare il suo nome per condurlo al palco. Alla fine, svegliato dal suo torpore onirico, Andrea ha potuto ricevere l’agognato diploma e alzarlo verso il cielo in segno di giubilo, mentre il Miserabile Facchino ringraziava le divinità delle migliaia di migliaia di religioni mondiali, per l’aiuto prestato. Ieri, abbiamo sostenuto un’altra grande prova: i saggi di fine anno scolastico, nei quali Godzi e io abbiamo dimostrato la nostra eccellenza, pur con qualche comprensibile sbavatura. Ma di questo parlerò nel prossimo post, miei amati lettori-fantasma che ormai so dediti ai sordidi vizi di facebook. Scriverò invece di Andrea che  sempre ieri, ha preso un’insolita decisione e ha voluto andare a dormire da nonna Adriana, che già ospitava il cugino Riccardo. Così, dopo aver mangiato, è stato accompaganto da mamma nel lontano appartamento di nonna, dove è stato bene a parte qualche piccola avventura. Mamma infatti aveva dimenticato di portare con sé il fido Topino, il peluche inseparabile compagno notturno di Godzi. Questo ha provocato una piccola crisi che Andrea ha superato brillantemente, rifiutando di tornare a casa come proposto da mamma. Il prode fratellino si è addormentato a mezzanotte, parlando poi nel sonno di mostri o treni o chissà cosa, infine alzandosi per scostare le tende e far entrare un po’ di luce dato che il buio assoluto lo angosciava molto. Stamattina ha fatto colazione e ha atteso che il Miserabile Facchino andasse a prenderlo con il motorino. Per finire la fantastica tre giorni, oggi pomeriggio Andrea è andato alla festa di lucia, una sua compagna di asilo, dove ha litigato con un amichetto per il possesso dei rami più alti di un alberello, non ha mangiato nemmeno una patatina, né bevuto un goccio di coca-cola, mi ha portato un grazioso palloncino rosa a forma di cuore, ma io ho protestato perché volevo una pistola ad acqua.

Ora per par condicio, tre immagini del rettile brevettato

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Il mio brevetto di nuoto

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Sebbene il mio interesse per il nuoto sia nettamente inferiore a quello che provo per il Ds, mi sono comunque trascinata verso la vasca per ben una volta a settimana, lungo tutto l’autunno, l’inverno e la primavera, fino ad arrivare alla fatidica prova per il brevetto. Sono stata accompagnata da mamma, munita di una videocamera che padroneggiava con incerta perizia; infatti, molte riprese sono durate pochi istanti, altre erano un primo piano della sua mano, altre ancora tremavano come foglie in una tempesta; alcune infine, mostravano bene il mio grado di miglioramento, notato anche dal Miserabile Facchino che mi ha dato un lungo bacio di congratulazioni. Avrei voluto finirla qui, la mia carriera natatoria, però la Grande Generatrice e papà hanno tanto insistito sul fatto che almeno lo stile delfino devo impararlo, che l’anno prossimo seguiterò, una volta a settimana, a gettarmi in acqua dove tra l’altro sto tanto bene (quello che non mi va è cambiarmi prima e vestirmi dopo, e questo la dice lunga sulla mia pigrizia). Farò due volte ginnastica artistica, al momento so fare la ruota e il ponte, il minimo sindacale in vista della mia esibizione ai saggi di fine anno scolastico. Presto scriverò qualcosa su quel forsennato di Godzi, che ha fatto il suo solito teatrino al brevetto, dove è diventato PescePalla, ecco. Pubblico tre foto, una alla consegna del brevetto, le altre due prima, quando meditavo sul significato profondo della vita acquatica.

Una giornata intensa

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Ci siamo svegliati presto ieri mattina, dovevamo andare al matrimonio del cugino Antonio, che si sposava al Santuario della Mentorella. Papà si è messo a studiare la strada ma dopo un attimo di ottimismo ha scoperto che esistono due santuari,  lui avevasperato in quello di Gerano, con la strada fosse breve. Invece no, quello verso era sulla cima della montagna, così i nostri piani-partenza sono stati sconvolti. Ci siamo alzati e la preparazione è stata caotica però mamma, contrariamente al solito, era calma e tranquilla. Fuori pioveva e tirava vento freddo. Ho indossato una bella scamiciata di velluto rosa, con sopra uno scaldacuore di lana fatto a mano, tra i capelli delle piccole roselline con lunghi nastri sempre rosa. Al matrimonio avevo il compito di portare le fedi, insomma un lavoro impegnativo.
Ci siamo messi in macchina e sulla strada non c’era nessuno, pioveva e faceva sempre più freddo mentre passavano in mezzo a boschi e rocce nere, cavalli e mucche che stavano alcune come sceme in mezzo alla carreggiata. Siamo arrivati alla chiesa un po’ bagnati; dentro faceva freddo come in un frigo e ho tenuto addosso il piumino quando non esercitavo le mie preziose funzioni. Ho preceduto gli sposi entrando con il piccolo cuscino porta fedi ben visibile tra le mani; seduta in prima fila ho atteso che la cerimonia andasse avanti, fino al momento in cui i due protagonisti hanno avuto bisogno di ciò che custodivo gelosamente. Ho raggiunto l’altare e ho consegnato il cuscino, poi è stato compito dello sposo cercare di sciogliere i nodi gordiani che trattenevano gli anelli. Superato anche questo ultimo intoppo, c’è stato il bacio! Sulla bocca!
Andrea si è comportato piuttosto bene, ha acceso tutti i i ceri votivi muovendo rumorosamente gli interruttori elettrici e giocava con le macchinine dentro il confessionale, con la sua anima poco devota.
Gli sposi sono stati bersagliati fuori dalla chiesa e in quel momento aveva smesso di piovere. Siamo andati al ristorante dietro zio Agostino che conosceva la strada; ci siamo trovati in un agriturismo con il parco giochi lumacoso, il laghetto con le anatre beccanti, la vasca con la bava verde repellente. Dentro il ristorante c’erano due sale, in una abbiamo mangiato tutti, nell’altra solo gli altri perché io m’ero riempita di mozzarelle fritte e patatine, Andrea solo di patatine.
Il pranzo dei grandi è durato poco, sei o sette ore; Andrea le ha passate fuori bagnandosi tutto due volte, correndo nell’erba bagnata e raccogliendo con le mani la bava verde che stava dentro la vasca (cosa che faceva schifo a tutti i presenti) e gettandola qua e là; ha anche cercato di demolire il muretto sopra il campo giochi dove io ho trovato cento lumachine.
Dentro la sala ho visto nonna Franca ballare e dopo cantare una canzone; mamma Monica recitare due belle poesie di zio Agostino; la cugina Giorgia cantare, ballare la lambada insieme a Francesca; papà correre dietro a Godzi. Io ho fatto la mia parte, recitando davanti a una platea attenta la lunga poesia dedicata alla mamma e riscuotendo un grande successo.
Alle sei e mezza, quando è arrivata la carne, siamo fuggiti verso casa. Qui abbiamo trovato il caos provocato dalla nostra frettolosa uscita. Ci siamo impegnati tutti, io giocando al ds, Godzi su internet coi suoi disastri ferroviari (dice "Nella curva a vomito il treno draglia!") e mamma e papà che sfaccendavano esausti.
Qualche immagine dei giorni passati, quelle del matrimonio tra un po’.


Notizie dal mondo

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Andrea lancia i suoi urli mentre fa precipitare i trenini dal tavolo su un cuscino turchese a forma di cerchio che io tolgo così la locomotiva si schianta sul pavimento e lui urla come un tacchino. Andrea esce in veranda e con un rotolo di carta da disegno fa un tunnel per le sue locomotive mentre io gioco con nonna Adriana. Mamma mette in ordine e papà ci scatta fotografie. Dico no a tutto ma non a uscire per andare a cena da un amichetto. Siamo andati a trovare nonna Franca e mentre papà e la falciatrice facevano la lotta con l’erba alta io stavo beata tra i bottoni d’oro e non ho voluto che papà li tagliasse, così lui dovrà tornare per finire il lavoro. Andrea intanto si bagnava tutto e si spogliava, facendo ridere nonna che gli ha messo una sua maglietta che gli faceva anche da gonna così Godzi è diventato un antico romano; nonna ha messo i sandali, i calzini, la maglietta e i pantaloni davanti al fuoco. Però troppo vicini e un calzino s’è bruciato, un sandalo s’è mezzo squagliato e Andrea è tornato a Roma vestito a metà come dopo un disastro naturale. Abbiamo giocato a nascondino a Subiaco ma papà mi trovava subito perché avevo il maglioncino fucsia che non è mimetico nel verde, mentre Andrea sta incominciando a trovare dei nascondigli davvero buoni. Ho mangiato un sacco di bucatini alla carbonara che nonna prepara solo per me.Ieri il soffitto di casa pioveva, perché c’era una perdita al piano di sopra, e poi è andata via la luce per sempre perché l’acqua bagnava i fili elettrici, così è venuto l’elettricista Roberto ad aiutarci mentre Godzi faceva luce con la torcia. Roberto trovava tutte le scatole e faceva buchi al muro e noi ci siamo tanto dispiaciuti ma poi la luce è tornata così come la connessione internet per Andrea che va su youtube; sono andata a letto prima delle dieci Molto Preoccupata per le sorti della nostra casetta, ma ero terribilmente stanca perché Luca l’istruttore di nuoto mi aveva fatto fare almeno venti vasche. Mamma e papà temevano che sarebbero arrivate le cavallette e la pioggia di fuoco a completare la giornata fortunata.
Oggi invece tutto tranquillo, ho fatto la mia ora di ginnastica artistica e mamma è andata a nuoto con Andrea e ha fatto la spesa. Dimentica sempre la lista e papà pensa a tatuaggi momentanei con sopra scritto Latte Biscotti e Pane, dice "Non può dimenticare un braccio a casa". La maestra ci ha letto una favola sull’amicizia a scuola e noi dovevamo scriverla a casa; sembrava che avessi dimenticato la fine, cioè la morale, ma poi me la sono ricordata e ho scritto la storia, papà l’ha letta mi ha dato un bacio e ha detto che sono stata davvero brava. Sabato c’è il matrimonio di un cugino e io dovrò portare gli anelli, vi saprò dire com’è andata la mia collaborazione al felice svolgimento della cerimonia. Godzi invece penserà alle improvvisazioni.