Archivio mensile:novembre 2009

Feste battono rime 3 a 2

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A scuola impariamo un sacco di poesie a memoria, la maestra ce le assegna il venerdì così abbiamo due giorni per impararle. Venerdì scorso erano due. Ma stavolta qualcosa è andato storto perché avevamo tre feste di compleanno, una venerdì, una sabato e una domenica! Tutti quelli che hanno gozzovigliato non hanno imparato nemmeno una poesia. Mi sono salvata solo perché domenica stavo poco bene così una l’ho imparata bene, l’altra, accidenti, non ho ricordato l’ultima strofa e ho fallito l’appuntamento con la perfezione, conquistato dalle tre celebri "secchie" di classe, che non vanno mai a una festa, vanno a letto alle otto e devono avere dei circuiti elettronici da qualche parte.
Gozi intanto è stato convinto da papà a non mettere i sassi del giardino in bocca, cosa che fa preoccupare molto la maestra. Il Miserabile Facchino non ha usato mezzi termini:
– Sui sassi ci fanno la cacca le lucertole, gli uccelli, i ragni e i vermi. Se li metti in bocca dovrò lavarti la bocca col detersivo dei piatti.
– Ho capito – ha risposto Andrea con una smorfia di reale disgusto, non si sa se per i resti sui sassi o per il detersivo.

La fase 2 è convincerlo a non mettersi le dita del naso a mensa mentre tutti gli altri bambini dell’asilo mangiano.
Però ha delle qualità. L’altra mattina papà m’è venuto a svegliare perché dovevo finire di imparare una poesia, ho risposto che non ricordavo solo un pezzo con delle montagne oscure e Andrea, dal suo letto, ci ha detto tutta la strofa. Poi sa tutte le canzoni di Natale e quella del militare che è brutto farlo. La maestra, sebbene disgustata dalle sue esplorazioni nasali, è contenta del suo rendimento scolastico. Il vile rettile infatti ieri mi ha detto "Io prendo tutti dieci mentre tu anche dei sette" e io ci sono rimasta male; ha solo cinque anni, chissà come sarà pericoloso a otto!

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no maschi, sì party

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Ieri ho partecipato a una festa animata da sole femminucce, addio maschi! Sono troppo turbolenti e danno fastidio, anche se a me piace uno della mia classe (non dirò chi è perché magari poi mi legge!) che è somaro, fastidioso, ma tanto divertente e carino. Hanno detto che insieme noi due siamo il diavolo e l’acqua santa! A parte questa vergognosissima parentesi sentimentale, ieri ci siamo divertite un sacco tra manicure e trucchi vari. A. aveva rinunciato a mangiarsi le unghie per una settimana pur di averle non dico lunghe, ma averle almeno. L’unico problema è che Godzi mi ha attaccato la febbre e ieri sera ero uno straccio lamentoso. Comunque ho deciso, anche la mia festa sarà riservata solo alle bambine.

Cinque minuti dietro ad Andrea

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Andrea è in cucina, viene in salone, apre la finestra e va in veranda al freddo, prende la macchina blu, sposta il divano e prende la pallina di metallo, torna in cucina, va in camera, prende la pista, la smonta e la rimette insieme, ci gioca. La pallina va sotto il divano, Andrea batte i piedi per terra, mangia i suoi capelli, ora è rannicchiato e dorme e papà lo mette sul divano; Andrea gli chiede da bere del succo di frutta e si mette la coperta e sta tranquillo, ma si fa i nidi sulla testa, molto grossi. Alla fine butta il biberon vuoto per terra e fa un gran rumore. Lancia una noce, la rompe, va in cucina e prende un orsetto da mangiare, si mette sul divano, papà gli parla, Andrea è molto bugiardo, prende la sciarpa e sale sul tavolo, rompe un fiore secco, si mangia le unghie, va di nuovo in camera e prende una scatola piena di perline che fa scendere dalla pista sul pavimento e combina un macello. Poi fa scendere la pallina di metallo e gioca gioca gioca.

Interregno

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Domani avrò il mio primo tema. Oggi ho cercato di capire come funzionasse questo marchingegno infernale. Prima devo capire cosa significa il tema, che sarebbe il titolo del tema, oh no! E poi scrivere un elenco di impressioni, che sarebbe quello che penso del tema, no, sul tema. Poi scrivere una traccia che però deve avere tre parti, e poi copiare tutto in bella copia. Non ce la farò mai! Papà si è messo paziente a spiegarmi come potrei fare, mi ha anche scritto un decina di righe per farmi capire come si mettono insieme tutte le impressioni. Ma per lui è facile e con quella scrittura la maestra lo bocciava di sicuro!

Godzi intanto è stato male il fine settimana con un raffreddore terribile, durante la convalescenza ha rigato tutto il pavimento con una valigia che una fatina oggi ha fatto sparire. Non ci ha creduto, ha iniziato a picchiare papà che non ne sapeva niente. A mamma invece ha regalato l’infreddatura.

Stiamo tanto bene insieme io e Godzi e ci facciamo un sacco di risate.

machiavellico Godzi

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Mentre ripeto i compiti con mamma – con lei studio bene e con papà no – Andrea esce in veranda e tende un filo giallo e appende tutte le calze della Befana perchè vuole fare Natale. Mamma se ne accorge e lo riporta dentro che fuori fa freddo! Godzi urla come un pipistrello mannaro, va in camera nostra, rapisce Bianchina che è il mio peluche adorato guai-a-chi-lo-tocca e lo mette nel suo letto, poi mi chiama e mi dice "Flaminia, mamma ha messo Bianchina nel mio letto!" perché vuole che io mi arrabbi con mamma e lui così si vendica.  

Una favola raccontata da Andrea

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Per recuperare la chiavetta d’oro bisogna avere lo starzittibocca, che è fatto con una boccuccia rotonda come quella dell’aerosol, una mascherina fatta di nastro che si appoggia. Io ce l’ho sempre nella testa e con una magia riesco a stare zitto e riesco ad andare nell’abisso della morte. L’abisso è un mattone, un cerchio che ha tutti i pungecchioni, appuntiti che se tu caschi muori perché ti tagli tutto; io lo posso fare perché ho uno zainetto che quando lo apri si trasforma in paracadute.
Io evito il pungecchione perché atterro sul cerchio dove non ci sono pungecchioni, tu papà hai il paracadute di Tom&Jerry. Lo Starzittibocca serve anche a non svegliare la grande bestia bianca, che ci mangia. Si può andare a piedi nudi perché c’è un tappetino. La chiave d’oro serve ad aprire i meccanismi per tutti i cibi, adesso è aperto solo quello delle patatine. Voglio aprire il meccanismo della pizza perché le porte degli altri meccanismi sono chiuse e mi impediscono di mangiare. Tu papà devi aprire la porta giusta tra tre, quella giusta è quella col francobollo con la chiave d’oro, quella col francobollo coi pipistrelli ad aprirla volano tutti via i pipistrelli che dicono "Yuhuu siamo liberi!" E c’è la porta col francobollo coi gattini che ti vogliono bene. Quando tu papà apri la porta giusta tutto torna alla normalità, il nostro mondo può cambiare e la puzza viene assorbita e tutto torna alla normalità. Dietro la porta ci sono tre  chiavi d’oro, e quella giusta è quella a forma di cerchio, le altre sono una rettangolosa, una quadrata e una appunto cerchiosa. Devi tenere la chiave d’oro in mano così ti faccio un nodo perché io sto in cima al vulcano e ti tiro su con una corda. Mi devi dare la chiave così apro i meccanismi. Le altre chiavi servono quella quadrata per aprire la capsula di Lunar Jim, quella rettangolosa non te lo posso dire perché non voglio più parlare.