Archivio mensile:agosto 2009

E non siamo photoshoppati

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imbronciata perché costretta ai compiti forzati

Godzi se la ride perché fa quello che gli pare

La mia prodigiosa sdentatura, hahaha!

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BM 7 – Questi venti giorni d’estate

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Questi venti giorni d’estate piena sono successe poche cose, ma intense. Prima di tutto mi sono caduti altri due dentini e quando rido sembro una vecchietta, così ho vietato al Miserabile Facchino di scattare immagini allegre. Il primo dentino non mi è esattamente caduto, ma mi è stato estorto con l’inganno da Andrea, l’amico di papà che è dentista. Il vile dapprima mi ha circuita lasciandomi scegliere tra una comoda piccola anestesia locale oppure un fastidio breve. Quando ho scelto la punturina lui mi ha comunicato con immensa tristezza che purtroppo non aveva siringhe e mi ha semplicemente chiesto di poter osservare la mia zanna pendula servendosi di un pezzo di carta assorbente. Non ho sentito niente, ma il Miserabile Facchino si è ritrovato in tasca il corpo del reato mentre io ho fatto un po’ di lagna lacrimosa tanto per non deludere il pubblico. L’altro dente, invece, mi è schizzato via mentre azzannavo un pezzo di pane. E poi sono caduta dalla bici da ferma e sono riuscita a farmi più male che non Godzi quando vola a centosettanta all’ora contro i muri rugosi. Tagli alla mano e un danno muscolare al braccio sinistro da farmi strillare, hanno provocato un comprensibile allarme che mi ha apportato coccole supplementari, quando temevo fossero poche ne avevo di più versando qualche lacrima del tutto gratuita. Sapete, posso piangere come, dove, e quando voglio, una vera professionista. Ora sto dando sfogo alla mia dipendenza dal diesse che sta toccando vertici inimmaginabili. E se il Miserabile Facchino prova a dire qualcosa mi tocco il braccio e subito calde lacrime bagnano il mio vestito. Il problema per me è Godzi che ama il gioco di Mario e mi rompe ogni volta per farmelo mettere. Addirittura si trasforma nel mio guardiano. Già, papà vuole che lo stesso tempo che dedico al ds lo debba dedicare ai compiti estivi, così mi ritrovo questo piccoletto prepotente che mi dice di fare i compiti così poi giochiamo e io non lo sopporto! Però ho quasi finito i due libri anche se mi mancano un sacco di problemi.
È venuta Martina, la mia amica di Roma, e siamo andati a trovarla a Sabaudia sulla spiaggia col mare basso. Fa tanto caldo e abbiamo giocato bene. C’era lei quando sono caduta rovinosamente e così piangevo e facevo sconnessi discorsi teologici “Perché Dio ha creato le cose così e non mette le cose a posto e io sono tanto sfortunata mi sono fatta male non potrò giocare col diesse e oggi c’era Martina come sono sfortunata”.
Sorpresi che non dico nulla di Godzi? Oh, lui ormai vive sulla fama che si è costruita in duri anni di danneggiamenti, però è andato a Subiaco con papà, a trovare nonna Franca. Là ha trovato un secchio, con dentro un pennello a rullo con ancora dei residui di vernice verde, e l’ha passato correndo sulla nuova stradina di cemento appena fatta, schizzandosi tutto il vestito e diventando nel complesso verde come un ramarro. Mamma sentiva così tanto la sua mancanza che quando Godzi e il Miserabile Facchino sono tornati, la sera, ha detto “potevate rimanere due giorni”. Sulla spiaggia si arrampica su tutte le grosse pance che vede e se si tratta di una donna dice “c’è un bambino là dentro?”, e quando non è vero ma si tratta di troppe fettuccine allora mamma vorrebbe chiedere scusa. Fa tanti tuffi da tutte le altezze ed è sceso in acqua anche dagli scogli, prende il materassino da solo e va verso il largo provocando grida isteriche delle altre mamme che non sanno che almeno dieci metri a nuoto, con stili non contemplati dai manuali, li sa fare, e poi c’è sempre papà che lo sorveglia. Da stanotte farà anche a meno del pannolino, visto che ormai sono diversi giorni che preserva dall’umidità il letto. Si è impossessato di due vecchi telefonini di papà e ha distrutto diversi giochi. Ecco.
Abbiamo visto i fuochi d’artificio sulla spiaggia a Ferragosto, e siamo a quota un miliardo di bagni. Quando torniamo a Roma tra una ventina di giorni saremo tristi, ma sazi.


Il compleanno di Godzi è andato bene, ci siamo abbastanza divertiti anche se lui ha tentato la fuga temendo di dover mangiare la torta-da-grandi.


Quando ha spento la candelina assistito da nonna Adriana tutti hanno capito che il peggio era passato e la festa si avviava trionfalmente alla conclusione.


Siamo andati a cena da zia Simona per il suo compleanno, e qui siamo da sinistra a destra Andrea, Max, Riccardo, io e Giovanni