Archivio mensile:dicembre 2008

Povero Godzi

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C’era una volta Andrea che s’addormenta tranquillo davanti al fuoco alle nove di sera e questo porta pace e serenità in tutta la casa. C’era una volta un ciocco che si rovescia e spedisce lapilli dappertutto. Uno di essi finisce sul rettile, buca il suo pigiamino all’altezza della coscia e lo bruciacchia. C’era una volta Godzi che strilla e schizza in aria come una lucertola, viene amorevolmente curato dalla piccola ustione e riprende energie e sta sveglio fino a mezzanotte, portando disperazione e distruzione in tutta la casa. Da qui l’appellativo "tizzo d’inferno".

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Un po’ di pace

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Mentre mi godo la collezione di "Topolino" che ho scovato in biblioteca, nel silenzio che segue il fragore del Natale, accovacciata in silenzio davanti al camino acceso con pazienza e costanza dal Miserabile Facchino, pubblico, o mio esiguo gruppo di amici e amiche, queste due fotografie. Godzi invece viene guardato a vista, perché imita tutto ciò che fanno i grandi, ma distruttivamente.

Qui col cugino Riccardo sorridiamo chi più chi meno all’arrivo dei regali

Qui invece la bella e breve nevicata di ieri, che come una promessa di Berlusconi si è sciolta subito.

Natale 1 chiama Natale 2

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O valorosi sperperatori di tredicesime – nel caso fortuito che ne abbiate ancora una – vi annuncio che il mio Natale è stato coronato da un clamoroso successo, sia a Roma che a Subiaco! Vorrei dare altre repliche, ma mi è stato suggerito che il Generoso Ciccione, esausto, si è ritirato al Polo Nord.
Il primo Natale, come da consuetudine, si è solennemente tenuto a Roma, insieme agli zii Dario e Simona, alla nonna Adriana e al cugino Riccardo, di cui vedrete presto una foto insieme a me, la principessa natalizia, con dei cappelli da gnomo nordico assetato di regalie.
La grande sorpresa fu l’arrivo di Babbo Natale in carne e ossa e ciccia. Riccardo, scettico, ha affermato che la barba era di ovatta e la pancia scendeva troppo e sembrava troppo giovane, così il Miserabile Facchino ha dovuto confessare la verità. Il fatto è, ha detto, che Babbo Natale non ce la fa da solo, così incarica degli elfi locali di sostituirlo. Poiché tali elfi sono assai giovani, non hanno ancora la barba d’ordinanza e non sono abituati a mangiare molto, così devono appiccicarsi delle barbe posticce e la pancia scende man mano che mangiano nelle varie case accettando i gentili doni offerti dalle famiglie. Non ha aggiunto altro ma abbiamo immaginato quali tremendi travagli intestinali debbano aver colto l’impavido elfo nel cuore della notte.
Riccardo ha ribattuto che l’elfo non parlava inglese. Senza scomporsi, papà ha replicato che gli elfi inglesi vengono selezionati in Inghilterra, mentre in Italia, of course, vengono scelti quelli che parlano italiano, e non se ne vedrebbe l’utilità di un elfo incomprensibile a parte la gutturale imitazione dell’Oh ho hoooo!
La nostra cena è stata talmente abbondante che anche zio Dario, notoriamente un splendida forchetta, si è arreso all’irrompere sulla scena del fritto misto, e non oso immaginare il resto nel cuore della notte.
I miei regali sono stati splendidi, ma questo è ovvio, avendoli ordinati io stessa a Babbo Natale. Godzi anche è stato assai felice e, complice la nostra partenza, non ha avuto ancora modo di demolire tutto. Il pezzo forte è stato il babyborn bua che ha la febbre e abbisogna di numerose cure, compresa un punturina, per guarire. Inutile dire che ho deliziato mamma e papà, per tutto il viaggio, con gli strazianti lamenti del perfido bambolotto.
Nonna Franca è stata assai felice di vederci, sia pure con un timore evidente che le gesta di Godzi possano mettere in pericolo la sua malferma salute. Il giorno stesso del nostro arrivo si sono uniti alla combriccola zio Agostino e i cugini Giorgia e Ludovico. La letizia è scesa sulla tavola imbandita con cibi che avrebbero sfamato un reggimento, tanto che nonna Franca, che aveva passato gli ultimi sei mesi a cucinare, ha ammesso di aver esagerato. La cugina Giorgia ha abbandonato le orrende diete microbiotiche che avevano caratterizzato il 2007 e si è avventata, seppure con giudizio, contro tutto ciò che promettesse di poter essere sgretolato tra le mascelle. Ludovico invece ha indossato una terrificante vestaglia color tristezza mortale, che lo ha reso simile a un nobile decaduto che non nasconda una profonda irreversibile depressione, ma il suo pezzo forte è stato "Ora studio", una simpatica recita nella quale ha disposto tutte le dispense universitarie sul tavolo, imitando alla perfezione la parte di uno che per pochi minuti finge di leggere e imparare e poi pensa allegramente ad altro, come squagliarsi davanti alla televisione ad esempio.
Poi con Godzi e i vecchi abbiamo esplorato il paese vecchio, quello scampato ai bombardamenti della guerra mondiale, abbiamo visto il panorama e giocato nel grande giardino di nonna. Sto imparando a suonare il flauto e il Miserabile Facchino mi ha suggerito come emettere Si La e Sol degni di menzione e non strida terrificanti che facciano sollevare in volo stormi di uccelli spaventati.
Forse domani nevicherà.

Auguri ai pochi che li meritano

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Giacché stasera è la vigilia di Natale, mi accorgo ora di non aver spedito la lettera al Babbo dispensatore di futili giochi! Sebbene sia certa che egli, folgorato dalla mia perfezione, sia in grado di portarmi ciò che desidero, un dubbio alligna in un angolo del mio cuore.

Intanto sto aiutando mamma e papà nella laboriosa preparazione della tavola, dove stasera sederemo in letizia insieme a zia Simona, zio Dario e Riccardo il cugino gagliardo! Ho sparso stelline lucenti e piccole slitte luccicanti. Note di agenzia danno in avvicinamento la magica slitta, ma il Miserabile Facchino mi ha spiegato che vige un ferreo divieto di sosta sul tetto e manchiamo dell’elemento camino, pertanto il generoso ciccione verrà a piedi, suonando mestamente il campanello di casa.

Vacanze

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Alla recita dove mi sono annoiata un po’, da un certo punto in poi. Ma siamo stati bravissimi, abbiamo imparato diciannove poesie e canti e li abbiamo recitati tutti. In uno dei dialoghi ho anticipato troppo la mia battuta ma la regista ha avuto pietà.

Godzi invece ha partecipato a una recita-ombra, gli altri si dimenavano obbedendo alla maestra di ginnastica, mentre lui faceva lo scemo con un compagno e dissipava il suo talento. Ma almeno è rimasto tra gli altri senza dare troppo fastidio.

Qui una foto segnaletica in tuta da ginnastica, per i tesserini di riconoscimento per la prossima gita scolastica

Godzi sguazza allegro in piscina, quando siamo stati invitati tutti per la festa del circolo.

C’ero anche io, ovviamente, a beneficiare di una piscina tutta per me

Qui mi esibisco in un meraviglioso tuffo raccolto con gridolino, difficoltà elevata.

Qui con mamma e Godzi, siamo stati bene mentre il Miserabile Facchino scattava foto e si beccava i nostri spruzzi!

Al cinema tutti insieme

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Siamo andati al cinema lunedì. Una notizia del tutto irrilevante se non fosse che era la prima volta di Godzi. Il Miserabile Facchino era scettico su Andrea e diceva: Dopo mezz’ora rompe l’andatura e comincia a galoppare per tutto il cinema. La Grande Generatrice invece era possibilista. Ha avuto ragione lei!  Il film era sufficientemente movimentato e ha tenuto sulla poltroncina il nostro vivace rettile per un’ora e mezza. Un trionfo.
Io, sob, posso solo essere splendidamente perfetta, ma nessuno mi fila, perché sono tutti impegnati a correre dietro a Godzi, che appena lasciato solo combina un disastro. Oggi sto male e sono rimasta a casa. Ma ci sono mamma e papà tutti per me. Mi hanno detto di scrivere una lettera a babbo natale, ma non so cosa scrivere. Papà ha promesso che mi sottoporrà a una rapida lezione di Retorica Finalizzata all’Estorsione di Regali Costosi.

Tutto scorre verso Natale

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Ieri dovevo imparare a memoria una poesia. Non ci riuscivo! Nemmeno la prima strofa! Ho avuto una crisi di nervi perché non mi veniva nemmeno una parola. Il Miserabile Facchino mi ha detto: Lascia stare, dormi e domattina ti alzi prima e vedrai che la ricordi. Come faceva a saperlo? Sembra che l’abbia studiata mentre dormivo. E poi papà mi ha regalato una specie di clarinetto o flauto per le mie lezioni di musica.
Godzi è stato molto invidioso del mio flauto, ma era troppo occupato ad attaccare il ferro da stiro alla presa e cercare di stirare una panca di legno. Papà l’ha scoperto, Godzi è fuggito ma la lunga mano della giustizia l’ha trovato e punito. Poi ha allagato il bagno, ma questo non è stato grave come il Colpo del Ferro. Poi è caduto in casa e si è fatto male al braccio, è caduto per strada e si è fatto male al ginocchio. Io invece ho avuto un leggerissimo mal di pancia che ho curato infilando sotto il pigiama un cuscino caldo.
Sebbene tra qualche giorno sia Natale, qui la confusione regna sovrana e nessuno sa cosa ci riserva il futuro, per quanto immediato.