Archivio mensile:ottobre 2008

Dialoghi sull’ora che era ma non Ã¨

Standard

Grande Generatrice: Ieri a quest’ora era ora di pranzo, quindi oggi senza ora legale anche se è un’ora prima è comunque ora di pranzo e abbiamo fame.

Miserabile Facchino: umh, sei sicura? hahaha!

 

Annunci

Internet è magnanimo

Standard

Papà per la sua festa di compleanno era malato, Godzi e io l’abbiamo talmente aiutato che a fine giornata siamo stati accusati formalmente di tentato omicidio, per futili motivi. Mamma intanto ha pulito non solo casa ma anche la valle circostante per preparare al meglio la Cena Dei Grandi. Quando gli amici di papà sono arrivati noi siamo stati presentati. Godzi si è subito tuffato sul petto di una ragazza toccandolo a più non posso. "Com’è bello" diceva rapita lei. Io invece ho mostrato la mia innata disciplina giocando rumorosamente a un videogioco sul computer vecchio di papà. Alla fine siamo stati allontanati e i grandi hanno avuto la loro cena.
Oggi ho preso tre dieci e lode, ahà! Nonostante fossi stata malata anche io, e anche la Grande Generatrice, e per primo quell’untore di Andrea, insomma tutti! Ecco, ho studiato bene anche se la tabellina del 4 proprio non m’entra in zucca.
Godzi in piscina fa progressi. Nel corso dell’ultima lezione si è sfilato i braccioli e li ha buttati via. La cosa strana è che l’istruttore non si è scomposto e ha lasciato che il rettile sguazzasse pericolosamente, tuffandosi dal blocco ripetutamente finché anche le sue sterminate energie sono venute meno. Io invece ormai sono un pesciolino dorato, anche se la tabellina del 3, umh, mi mette in difficoltà.
Come avrete capito, qui la situazione è tranquilla. Mamma non sa se perderà il lavoro o meno, ma intanto progetta fughe irrealistiche in Alta Badia ed è stata risucchiata dal mostruoso mondo di internets tra masi, stube e chalet, mentre il Miserabile Facchino progetta più prosaicamente un futuro da coltivatore diretto.
Baci a tutti

Sette giorni o meno

Standard

La sera mi addormento subito, vorrei rimanere sveglia per andare nel lettone quando papà e mamma vanno a dormire, Non ci riesco. Invece Godzi sì, lui finisce beato tra loro due e sorride nel sonno, così dice papà quando se lo ritrova appiccicato come una patella. Il furbastro si sveglia nel cuore della notte, va al bagno e poi s’infila come una lucertola sotto le lenzuola proibite. Vile!
Siamo andati in piscina, io brava, Andrea un folle alligatore che si tuffava avvitandosi e sputando acqua come una fontana.
Strillo come una pazza quando il fratellino mi dà fastidio. Oggi Papà lo ha messo a colorare le figure e lui si è rifiutato, mentre papà lo cacciava dal salone io l’ho aiutato colorando al posto suo, ma il vecchio se n’è accorto. Troppo fatto bene, ha detto dandomi un bacio. Dopo essere stato cacciato tre volte Godzi ha colorato, sbadigliando e protestando. Papà era soddisfatto, come un domatore quando insegna alla tigre a sedersi. Domani è domenica e dormiamo fino a tardi. Io almeno.

Malgrado me, è autunno

Standard

Sta passando un sacco di tempo e diventiamo sempre più complicati, io e Godzi. Cioè, facciamo sempre le stesse cose, ma in modo diverso, eh. Lui è sempre capoccione, ma anche io; con lo studio vado bene, ogni tanto dimentico le doppie consonanti ma imparo bene le poesie. Godzi invece è il bambino più punito della scuola, sebbene lui prometta ogni volta di non farlo più.
Da un po’ di giorni chiedo a papà un videogioco che si chiama N***ndo diesse, che hanno alcune amiche. Lui si è messo a ridere e ha risposto che neanche morto, e se me lo regala qualcuno potrò usarlo massimo un’ora al giorno, poi ha fatto l’imitazione di me che gioco col diesse e sembrava un pesce addormentato. Ma io lo voglio. Poi ho preso un libretto con sopra una bambola super accessoriata e per tutta la sera ho elencato tutto quello che vorrei ricevere da babbo natale. Godzi intanto faceva la verticale sul divano rovesciando il succo di frutta. Papà è molto paziente, e anche mamma quando torna dal lavoro.
"Finché c’è", sospira, ma a me piacerebbe che lei stesse tutti i giorni a casa anziché tutti i giorni fuori, e lontana.