Archivio mensile:giugno 2008

Album d’acqua

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Qualche foto dei nostri ingloriosi brevetti, conquistati dopo lievi fatiche e patemi d’animo.

Godzi portato in trionfo dall’istruttore, allibito dalla sua improvvisa e improvvisata disciplina

Non dite che non sembra felice in acqua, lo è.

… Ed è stato anche premiato, il rettile.

Qui espongo il mio brevetto, con votazione inferiore ai miei desideri ma superiore alle attese.

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News

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Godzi ha vinto con largo anticipo il premio MercurioCromo 2008, mentre io devo prendere una settimana di putridi antibiotici per questo vigliaccococco che mi ha aggredita, me! la principessa. Tempi duri, però oggi ho pareggiato 1-1 con papà nel gioco di barbie.

Bollettino medico n. 2

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La mano di Godzi va ottimamente, cara Valu85, e lo spazio tra i due lembi di pelle si è ridotto a mezzo centimetro. Il dermatologo disse Oh Bene! mentre Godzi faceva danni ai suoi macchinari per sei-sette milioni di euro. In compenso io forse ho uno stupidococco perché sto male da venerdì scorso con febbre e occhi rossi alla Nosferatu; domani farò un tampone faringeo per scoprirlo e il mio futuro forse sarà segnato da una robusta settimana di antibiotici. Con l’occasione porteremo anche Godzi così scopriremo se anche lui è malato. Mamma e papà sospirano Sarà una lunga estate.

grr

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Per-colpa-di-Godzi ritarderemo la nostra felice calata al mare. La sua mano ha bisogno di almeno due settimane per cicatrizzare, nel frattempo non può fare il bagno, non può prenderci il sole, così staremo un po’ qui, un po’ a Subiaco. Per consolarmi ingaggio con lui furibonde battaglie mentre mamma e papà assistono attoniti coi loro bulbi oculari che rotolano sul pavimento.
Oggi ho scritto le tabelline dall’1 al 6 sul quaderno, ma al momento di impararle a memoria sono stata presa da una crisi mistica. Godzi dorme, questo significa pace in terra per tutti gli uomini di buona volontà.

Ritorni

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Siamo tornati a casa e abbiamo trovato mamma, che ci ha comprato dei regalini in Spagna. Il mio era la macchina di Minnie con lei dentro, però sono caduta e ho rovinato le sue scarpe, rigando il parquet e inzuppando il divano e le poltrone con le mie lacrime di dispiacere. Papà ha detto che avevo fatto più danni del nuovo governo, ci ha pensato su e ha aggiunto che no, è impossibile, ha suggerito che con lo smalto da unghie dovrei riuscire a riallinearla al mio senso estetico. Non posso giocare con un pupazzo che abbia le scarpe rovinate, cercate di capirmi.
Nel frattempo un uccellino è rimasto incastrato tra la grata e la finestra, e il Miserabile Facchino non capiva come fosse riuscito a passare oltre la zanzariera. Dicendo al pennuto Hai vinto il Premio Scemo, ha aperto la grata e il passerotto è volato via lasciando sul campo due anni di vita e qualche piuma.
Sarà un settimana molto lunga, prima che noi si possa andare al Circeo.

Come ravvivare le vacanze

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Siamo a Subiaco, o lettori fedeli, e Godzi inaugurò le sue vacanze scarnificandosi il dorso della mano, grazie a un’intelligente operazione in cui infilò la mano tra la forcella di una bicicletta e la ruota che faceva girare vorticosamente. Dopo attimi di comprensibile panico, si scoprì che la ferita, per quando brutta, non abbisognava di punti di sutura, benché mancassero all’appello tutti gli strati di epidermide per almeno quattro centimetri quadri. Lui si spaventò molto, tanto che da ieri fu capace di stare fermo per oltre dieci minuti nello stesso posto, fatto impensabile finora. Papà (non) dormì con noi in quanto richiamato, nel cuore della notte, da Godzi, così che potessimo prenderlo a gomitate e accalcarci su di lui come una mischia di rugby. Mi comportai come una brava sorella maggiore, coccolando il fratellino e carezzandolo mentre piangeva. Non ci crederete, ma da quando si fece male smisi di maltrattarlo. La Grande Generatrice era fuori, per cui quando sentì papà che le raccontava della "lieve escorazione" di Andrea, invocò il pronto soccorso, una lastra, lo stato di calamità.
E ora le note liete: ho quasi completato tutte le schede estive in preparazione della fulgida seconda classe, haha! E poi corro sui tremila metri di prato, appena tagliati da papà con una piccola ma rombante tosaerba, il cui rumore fingemmo, Andrea e io, fosse quello della macchinina sulla quale stazionammo per un’ora in uno splendido mattino di fine primavera, lamentandoci perché non si muoveva da sola.

Campo di maggio

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In una settimana due eventi scossero il mio granitico sistema nervoso: il saggio di fine anno a scuola e il brevetto di nuoto. Per quanto riguarda il primo, riuscii a memorizzare il sessanta per cento della canzone che dovevamo cantare in gruppo, agitando manine e piedini e scodinzolando a più non posso. Ovviamente, visto che il migliore di noi era stonato come un cervo, venimmo aiutati da un robusto playback. Avemmo successo, però, grazie soprattutto al fatto che muovemmo a pietà i nostri genitori con sguardi da cucciolo smarrito e minacce velate di rappresaglie future.

Godzi sorprese l’intera scuola partecipando attivamente alla propria prova, senza creare disturbo né mettere in pericolo l’incolumità di alcun altro bimbo.

Una volta finita la prova ricevette le commosse congratulazioni da parte della maestra, incredula; raggiungemmo casa sani e salvi, dove potei cantare a squarciagola la canzone della recita deliziando papà e mamma con le mie stecche memorabili.
Il mio terribile fratello provocò piscine di stupore al momento del brevetto di nuoto. Con papà scommettemmo che non avrebbe eseguito neanche uno degli esercizi necessari a diventare stella di mare,  proseguendo nella sua tradizionale avversione a qualsiasi autorità, invece il rettile obbedì perfettamente agli ordini prendendo un voto migliore del mio e facendo commuovere l’istruttore, che benché rotto a tutte le avventure non seppe resistere a quella esibizione! La mia frustrazione venne alleviata dal fatto che il brevetto, sebbene con triste votazione "discreta", lo conquistai con sole nove lezioni, contro le sessanta di altri competitori.

Infine andammo al mare, questi giorni, dove ci lanciammo in acqua con felicità. Godzi provò a indossare i braccioli ma non si spinse mai nell’acqua alta. Lo stesso per me, che nonostante il fresco fregio di pesce rosso, non osai recuperare una paletta, lanciata là da Godzi, dove non toccavo! Raccogliemmo altre conchiglie e mamma ci pregò in ginocchio di non portarne altre dentro casa, visto che ogni spazio era occupato da gusci e amenità marine simili.

Tra queste attività, trovammo il tempo di andare alla festa del cugino Giovanni di due anni. Giocammo con Riccardo il cugino gagliardo e assistemmo allo spettacolo di un prestigiatore che diede fuoco a un libro ma non riuscì a fermare Godzi che attentò alla sua attrezzatura. Andrea inoltre aprì anche due bocchettoni dell’acqua inzuppandosi tutto. Fortunatamente la temperatura quel giorno era di novanta gradi. Per la prima volta però sedé accanto a me per guardare i giochi.

E ora alla conquista dell’estate!