Archivio mensile:aprile 2008

Aprile è un mese crudele

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Siamo tornati da Subiaco col nostro carico di gioia e dolori. Il dermatologo che mi ha visitata ha detto che il grazioso neo che ho sulla schiena, e al quale tengo molto, va solo tenuto sotto controllo. Invece sulla guancia mi sono procurata un’ustione di terzo grado, ecco perché non mi ha fatto male.
A Subiaco, dopo due giorni di brutto tempo, uscì il sole e noi potemmo  scorrazzare in giardino.

Godzi manifestò i primi malsani pensieri da maschio, innamorandosi con tutta evidenza di Lala, la signora che viene ad assisterci alcuni pomeriggi a settimana, e che ci seguì a Subiaco dalla mattina alla sera. Quando lei tornò a Roma il rettile pianse disperato e in seguito promise di uccidere Jimmy, il suo fidanzato.

Io manifestai la mia grazia innata, anche se alcune riprese di papà svelarono la mia natura di piccola arpia. In compenso presi la febbre, la tosse e il mal di gola e ormai sono due giorni che bivacco smodatamente a casa, lamentandomi di tutto e sghignazzando alle spalle di Godzi quando esce al mattino col suo zainetto carico.


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Ci siamo ancora

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Penso siano passati due giorni e invece sono un sacco. Nel frattempo sono andata di nuovo a nuoto dove ho imparato lo stile libero mentre Godzi spruzza acqua dalla bocca addosso all’istruttore e va già sott’acqua, il rettile (ci credo!). Siamo andati in gita con la scuola sul pullman in un centro dove addestrano i cani poliziotto e le macchine fanno le giravolte e la sera siamo tornati e mi aspettava mamma. Poi siamo partiti per Subiaco, dove sono ora. L’ustione sulla guancia sta andando via, devo imparare a memoria una poesia triste, che nonna conosce e dice anche lei che è triste, ma è di questo uomo che si chiama Pascoli e quindi va bene così.

Ma sarò scema

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Ieri a nuoto tutto bene, a parte qualche urlaccio dell’istruttore quando Mossi le braccia secondo schemi anarchici. Ma il bello avvenne nello spogliatoio, dove senza motivo razionale presi il phon e l’appoggiai sulla mia guancia, procurandomi una graziosa piccola ustione.

Le prime contestazioni

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L’altra sera  il Miserabile Facchino redarguì Godzi che si ostinava a fare pernacchie nel letto, nonostante fosse passata da molto l’ora di dormire. La sua risposta alle minacce di papà di esemplari provvedimenti fu una crassa risata HaHaOHOH! che lasciò il miserabile genitore basito. Ma questo fu nulla, o soavi lettori, rispetto a ciò che rispose il rettilesco fratellino all’ennesimo rimprovero di papà: un rutto dalla sonorità perfetta! Poi rise sguaiatamente mentre il mio povero babbo cercava di non crollare a terra dalle risate. Ebbene, io Non Mi Spinsi Mai a Tanto, sappiatelo. Io riesco a piangere ancor prima che papà mi tocchi, fatto che lo getta nella confusione più completa ed è motivo di alta irritazione, il che mette in pericolo la mia incolumità.
Però Godzi viene ritenuto, a ragione, un amore. Oggi papà, dopo un’accurata ricerca che lo portò ai poli della città, gli regalò saettamcqueen, la piccola macchina rossa, e lui ne fu così felice da giocarci tutto il pomeriggio.
Per quanto mi riguarda, impiegai il mio tempo nell’eccellere a scuola, nel perdere subito dopo l’acquisto un bellissimo temperamatite, che feci prontamente riacquistare a papà, e nel danneggiare l’equilibrio psichico di Godzi con continui furti e scaramucce. Disegno piccoli pezzi di carta che regalo a mamma e papà, leggo storie e scrivo i colori con i colori che indicano.