Archivio mensile:marzo 2008

Una settimana in poche righe

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Dunque, eravamo rimasti a Subiaco. Beh, la vacanza andò abbastanza bene, dipese dai punti di vista. Godzi stette sempre male di stomaco e risparmiammo sul cibo, io non mangiai il giorno di Pasqua e non stetti bene per altri tre giorni. Papà era appena uscito dal SUO mal di stomaco e ci assistette come poté, mentre mamma andò al lavoro proprio nel giorno della sacra resurrezione, appena dopo il pranzo. Niente cioccolata, ahinoi, niente leccornie, niente di niente. Vedemmo per breve tempo zio Agostino e i cugini, ma veloci come vennero veloci se ne andarono.
Il tempo fu meravigliosamente orribile, piovve sempre ma dentro casa fummo felici avendo tre piani a disposizione per litigare, cosa che permise momenti di pace ai vecchi. La notte i malesseri di Godzi (un prevalente bruciore alla bocca dello stomaco) rievocarono le notti in bianco di quando ancora giacevamo supini nella culla. Ma adesso il rettile sembrò aver recuperato la salute, così mamma e papà appaiono più rilassati.
A scuola tutto bene, sebbene non mi vada d’andarci riuscii a progredire grandemente; anche Godzi sembrò aver guadagnato piccoli gradi di considerazione da parte delle maestre, che decretarono la sua appartenenza a "un mondo a parte".
Sarà un segno che ogni giorno io chieda accoratamente "quanti giorni mancano al mare?".

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Primo contatto

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Godzi ebbe mal di pancia ieri sera, tanto che si addormentò sdraiato sopra papà. Stamattina il mio adorato fratellino si svegliò alle 6:30 am, e trascinò con sé il Miserabile Facchino il quale, nel pieno possesso delle sue facoltà nonostante la nottataccia, sedette al computer chiamandolo "Hal" e chiedendo "Dov’è il mio monolite?".

Dopodiché ci preparammo per partire per le nostre formidabili vacanze di Pasqua in formazione sparsa. La Grande Generatrice assai rammaricata (haha) si recò da un allergologo e ci diede appuntamento a Subiaco, mentre papà e la valente tata raccolsero il numeroso bagaglio, noi compresi.
A Subiaco venimmo accolti dalla casa gelida, visto che nonna Franca sarebbe tornata solo nel pomeriggio da una settimanale visita ad amici e il riscaldamento non funzionava, nonostante i tentativi di zio Alberto. Papà con mirabili manovre, consistenti nel girare a occhi chiusi dei rubinetti recitando dei mantra, riuscì ad accenderlo e la nostra avventura iniziò nel migliore dei modi. Inutile dire che Godzi se la fece sotto stasera, in conseguenza dei suoi problemi, però ricevette una bellissima macchina fuoristrada che dovrbbe resistere almeno fino a mezzanotte, ora in cui Godzi la trasformerà in rottame. Accompagnai mamma a fare la spesa e ci divertimmo un sacco, ricevetti un macchina delle polly tutta magnetica che fece sbavare il piccolo rettile di casa. Lo so, questo resoconto è un disastro, ma devo studiare!

ultimi giorni prima di Pasqua

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Il mio fine settimana coincise con la fine del mal di pancia che urticò me e parecchi miei compagni di classe, nonché molti genitori. Tornata venerdì da scuola, pensai bene di fare tutti i compiti, memore del consiglio di papà, "Se li fai subito, poi te la godi due giorni senza pensieri". Si trattò in sostanza di schede di marketing, dove mi venne chiesto di scrivere il nome del dopobarba di papà e della crema di mamma, nonché la mia top ten dei cartoni animati. Se riceveremo proposte commerciali in merito, sapremo che alla subdola furbizia dei pubblicitari non c’è limite.

Passata la tempesta, Godzi e io pensammo di organizzare risse gratuite percepite fino ai piani alti, e sabato notte il fratellino, accusando misteriosi dolori, devastò il sonno di mamma (il furbo papà, malato, dormì altrove).
Ieri andammo insieme a una festa. Il Miserabile Facchino, acquisito tatticamente il mio mal di pancia, mi ringraziò perfino della possibilità di rimanere a casa da solo, mentre la Grande Generattrice gemette all’idea di andare con me e con Godzi, l’anarchica pestilenza. Una volta là, io mi inserii perfettamente nel gruppo mangiando l’immangiabile e partecipando a graziosi giochi tra cui "uccidi gli altri per il possesso di una sedia", "balla cercando di fratturare i piedi a tutti" e così via. Godzi invece pretese di uscire e dirigersi verso un solitario campo da pallavolo in erba sintetica, che lui proclamò essere una Spiaggia. Quale neurone malato della sua mente possa aver partorito una simile nefandezza non so. Fatto sta che dopo un litigio furioso con mamma, Godzi venne accompagnato in trasferimento coatto a casa, dove pianse la spiaggia perduta tra le braccia di un attonito papà. Poi il rettile si chiuse nella cameretta e gemere sotto il letto insieme al computer di Burpie, che pose domande tipo "Ci sono 3 stelline, quante sono le stelline?", alle quali Godzi rispose invariabilmente premendo "x", il che non sembrerebbe proprio sciocco potendosi applicare a tutte le domande possibili.

La sera mangiai una buonissima pizza. Godzi invece a un certo punto vomitò dappertutto perché mangiò tre ovetti al cioccolato alla festa e altri due a casa, troppi anche per lui.

Dopodomani ultimo giorno di scuola prima delle meravigliose vacanze di Pasqua!

Trilogia di vaccini

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Sob, oggi giorno di vaccini, Venni punzecchiata su entrambe le braccia e tra lacrime di dolore strappai la promessa di un regalo che ottenni torturando di lamentele il Miserabile Facchino, costretto a un’uscita con me sotto la pioggia per raggiungere il Sacro Antro del Giocattolo. Solo così l’incommensurabile dolore di non essere andata a scuola poté essere lenito (haHAHA!).

Piccoli nuotatori

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Ieri andammo in piscina, Godzi e io, per la nostra settimanale esperienza acquatica. Poco prima di uscire di casa, mamma e papà manifestarono il loro scetticismo riguardo al fatto che Godzi, alla sua prima esperienza, avrebbe voluto scendere nella corsia riservata ai marmocchi sguazzanti, e conclusero che probabilmente il mio venefico fratello avrebbe iniziato il corso l’anno prossimo.

Io. Ebbi un brusco contatto coi miei limiti stilistici, visto che da quasi un anno non prendevo lezioni; cercai di camuffarli in svariati modi, alcuni altamente controproducenti. Per prima cosa partii sempre per ultima. Questo, pensai, mi avrebbe fatto notare meno. Invece al severo istruttore non sfuggì nulla; nuotai sempre contromano, producendomi in disastrosi frontali con i colleghi nuotatori che tornavano indietro; utilizzai a più non posso le corde separa corsie per trainarmi senza faticare troppo. Accorciai la distanza fermandomi a cinque metri buoni dal bordo nonostante i continui richiami. Me la cavai bluffando finché non venne il terrificante momento dell’immersione. L’istruttore lanciò dei bastoncini che affondarono e che noi avremmo dovuto recuperare. Qui fallii miseramente, non riuscendo a portare sott’acqua neppure il mio sacro posteriore. Mamma promise che mi avrebbe portato con sé un sabato mattina per insegnarmi un po’ di trucchi del mestiere, perché proprio Non Sopporto di non saper fare le cose come gli altri.

Godzi. Appena immerso, la sua voce si stagliò netta e chiara sopra il vociare infernale di decine di bambini.
"Aiuto! Qualcuno mi aiuti!", temendo che i braccioli non lo tenessero a galla. Gli venne messo anche un salvagente, grazie al quale prese a vagare nella corsia sguazzando, ridendo e gridando come un deficiente mentre io vedevo i sorci verdi. Dopo mezz’ora rinunciò al salvagente gridando che non gli piaceva e che voleva distruggerlo. Passata l’ora, deposto sul bordo e pregato di indossare le sue ciabattine, Godzi fece capire al mondo che per lui la piscina era il più meraviglioso dei divertimenti. Cercò di gettarsi in acqua altre tre volte senza braccioli, ogni volta trattenuto dall’attonito istruttore; si produsse in una danza propiziatoria a saltelli per convincere tutti che lui Doveva Tuffarsi, si rassegnò alla doccia solo perché era a pochi centimetri dalla vasca; espresse il suo ululante disaccordo con la cerimonia della vestizione gridando per dieci minuti "Voglio andare in piscina!". Infine venne condotto in catene all’automobile e legato al seggiolino con gli occhi spiritati, mentre io facevo un gradevolissimo pisolino.

Tutto ciò vuol dire che la settimana prossima faremo di nuovo coppia, io la distratta e leggiadra nuotatrice, lui il perfido rettile acquatico.

Un fine settimana come tutti gli altri

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Il fine settimana filò liscio, se si escluse un pernicioso Godzi capace di strillare ininterrottamente tutta la mattina del sabato, provocando ampie fratture nei sistemi nervosi della Grande Generatrice e del Miserabile Facchino. Io contribuii malmenando il fratellino a ogni occasione. Poi mamma partì e noi rimanemmo da soli col genitore maschio, che non trovò niente di meglio da fare che minacciarci di morte una decina di volte. Noi ovviamente gli ridemmo in faccia, seguitando impunemente a devastare casa.
L’alluvione provocata da mamma non provocò seri danni, salvo sei listelli del parquet che formarono una deliziosa erta collinetta sulla quale Godzi simula terribili incidenti stradali, correndo poi dappertutto gridando "Ê successa una cosa spaventosa!" e indicando la macchinetta rovesciata ad arte.
Domenica venne nonna Adriana, vittima sacrificale dalla quale esigemmo obbedienza assoluta. Lei ci diede sempre ragione, haha! anche quando fummo colti in flagrante, rei confessi e per nulla pentiti. Facemmo in modo di rendere la sua permanenza indimenticabile con capricci assai fantasiosi. Il pomeriggio lo passammo a giocare sul terrazzo sotto un sole caldo, svuotando i vasi dalla terra e strappando fiori dai vasi. Godzi, nonostante la tempra, ieri si addormentò alle sette e mezzo. Inutile dire che, in sequenza, invademmo il lettone dove papà sperò di passare una notte tranquilla, distruggendo di fatto il suo ciclo sonno-veglia e ogni sua capacità raziocinante, Nonostante questo,  stamattina fu in grado di vestirci e portarci a scuola in orario, anche se dimenticò di mettere il grembiule a Godzi e per questo venne costretto a un nuovo passaggio a casa. Quando tornò Godzi stava già ricevendo i primi rimproveri per la sua condotta anarchica.
Ho segnato sul calendario i giorni pasquali di vacanza; oggi ho imparato le parole dello spazio come "destra" "sinistra", "sopra" "sotto" e "malmena Godzi"; infatti gli ho fatto un graffio assai spaziale vicino all’occhio.