Archivio mensile:febbraio 2008

bri-cio-le

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Godzi fa gli scherzi a papà che cerca di dormire sul divano. Gli dice "Apri gli occhi, non dormire!", gli tira pezzi di carta. Ma nessuno riesce a farlo alzare come il nostro richiamo dal bagno, "Ho finitooo!" quando, ehm, avete capito.
Io dimentico a volte di fare i compiti e la mattina insieme a un altro manipolo di disperati cerchiamo di rimediare aspettando la maestra, coi quaderni aperti sulle ginocchia, disperati, mentre chi li ha fatti ci suggerisce risposte tutte diverse.
Oggi ho fatto una prova per fare nuoto, così mercoledì prossimo ho la mia lezione insieme a Godzi. Lui starà con i ferri da stiro, mentre io sguazzerò felice nella nostra corsia da secondo brevetto, aha! Anche se l’istruttore dice che ancora non vado troppo bene.
Sto imparando a sillabare, a scrivere le parole difficili e piccoli pensieri; uso un computer di papà e so usare molti comandi di word e insegno a Godzi come colorare le locomotive, visto che lui fa il macchinista.
Ieri mi sono fatta male al polso correndo sconsideratamente sul pavimento pieno di cera a casa di un’amichetta; ieri sera piangevo e mi lamentavo ma lo stesso ho dato fastidio a Godzi e mi sono fatta male un’altra volta mentre scappavo. papà ha detto che sono, uhm, non ricordo ma era una parola poco carina.

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Una settimana qualsiasi

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Lunedì tornai a scuola in preda a crisi da impreparazione, tanto che le compagne mi presero in giro dicendo che mi era caduta la lingua. Martedì andò un poco meglio, ma mercoledì decisi di farla finita con le incertezze e presi due "eccellente" di seguito! Questo tanto per dimostrare che ero tornata, aha! Inoltre divorai mezzo libro di lettura e presi un dieci e lode+++ con una deliziosa recitazione di una tenebrosa storia di streghe e ghiande, nonostante quella fosse la prima volta che lo declamassi. Bene, dopo i miei trionfi scolastici, passiamo al resto.
Godzi pensò bene di segnare di rosso il muro appena dipinto di bianco, provocando l’ira funesta della Grande Generatrice; mamma però ebbe da meditare sui disastri quando allagò casa per aver messo in lavatrice un tappeto i cui tessuti  intasarono lo scarico. Il nostro parquet, già ridotto come Dresda dopo il passaggio degli aerei alleati, ora somiglia al fondo del mare, con tutte quelle graziose dunette che ancora sputano acqua. Per due giorni i tappeti rilasciarono graziose gocce.
Oggi è venuta nonna Adriana, che alla fine ha sentenziato la nostra meravigliosa buona condotta, a parte alcuni capricci di Godzi in vasca da bagno, dove ci affrontammo a colpi di schiuma.

Godzi si traveste da virus per distruggere l’hard disk di papà


Una mia foto di un anno fa, non sono cambiata per niente, sono solo un po’ meno pagnottella.


Questa invece è di qualche settimana fa

Una domenica

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La Grande Generatrice,  Godzi, io, consumammo più antibiotici in tre settimane che nei precedenti cinque anni, ma alla fine la scienza medica ebbe la meglio sull’influenza che ci colpì, e costrinse me a casa una settimana. Recuperato il mio spirito ottimistico, mi accorsi che domani dovrò tornare a scuola, ma dopo una così lunga assenza non mi resi conto della gravità della cosa.
Oggi ci venne a trovare nonna Adriana, alla quale fornimmo uno spettacolo pietoso, fatto di strilli, pianti e capricci che scossero persino il Miserabile Facchino, che da numerose settimane cercò la via del dialogo evitando di poggiare le sue mani sui nostri sacri glutei. Oggi invece Godzi prese uno sculaccione che gli fece cambiare improvvisamente atteggiamento mentre nonna Adriana, sebbene scossa fin nel midollo dai nostri urli, ebbe ancora la forza di dire "Ma no, non lo meritava". Ha ha, ne meritava dodici, mica uno! Anche io rischiai, ma la mia straordinaria maturità mi fece capire quando fermarmi.
A parte questi incidenti, la giornata passò tranquillamente, mentre mamma, in viaggio, tirava grossi sospiri di sollievo lontana da casa, affrontando col sorriso sulle labbra anche risse a bordo, dovute ad accensioni di cellulari in fase di atterraggio.
Domattina prevedo urla disumane, rivolte, incendi, cavallette  e trasformazione di acqua in cocacola fin sulla porta di scuola.

Colpita e affondata

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Sob, la febbre colpì anche me, sotto forma di temperature da altoforno, dolori diffusi soprattutto allo stomaco. Niente appetito, nessuna gioia. Tornai a Roma da Subiaco in mestizia, portando però due bellissimi puzzle che mi regalò zio Agostino. Nonna Franca fu molto triste per la nostra partenza, lamentando la prossima solitudine; che differenza con le nostre prime visite, quando non vedeva l’ora che levassimo le tende! merito soprattutto di Godzi, che si è comportato benissimo, salvo evidenti momenti di pazzia. Il Miserabile Facchino tagliò, segò e ripose ingenti masse di legna, mentre mamma dentro casa badò alla malattia di Godzi prima e alla mia dopo. Poiché manca solo papà all’elenco dei malati, egli  preparò massicce dosi di antibiotico da assumere alla bisogna; per il resto incrociò le dita.

Subiaco

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Il primo giorno caddi mille migliaia di volte, il secondo nessuna, e zero spaccato anche oggi! I miei progressi sulla neve furono strabilianti e ora posso scendere sulla pista topolino da sola, senza aiuti. Vi informo di questo miei amati lettori, affinché possiate capire la mia gioia nel trovarmi a diverse decine di chilometri da scuola, anche se la sua ombra mi perseguitò anche qui, sotto forma di numerose schede che devo compilare, colorare, esaminare e risolvere.
Godzi invece sulla neve non fece altro che invidiarmi e scapricciare perché voleva seguirmi sugli sci, ma una volta che tornai a valle giocammo insieme a realizzare un grandioso Castello di Racchia. La Grande Generatrice si rese conto della sua scarsa forma fisica quando, dopo la seconda discesa, si accasciò in preda a una stanchezza cosmica e dolori diffusi alle gambe.
Il Miserabile Facchino invece, forte del suo allenamento, ordinò in cataste legna a non finire, terminando le sue giornate in preda a strani sdoppiamenti di personalità, pensando di essere diventato il Grande Boscaiolo, fatto evidentemente falso!