Archivio mensile:gennaio 2008

Il mal di febbre

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La nostra casa divenne magicamente un ospedale da campo. Tutto iniziò una sera quando mamma dichiarò solennemente.
"Per fortuna non ci siamo ammalati quest’anno".
La mattina successiva si svegliò con novemila di febbre, tosse, raffreddore e dolori muscolari neanche avesse corso sedici maratone di seguito. In questo modo tutto il peso della casa, quando la tata fu assente, ricadde sulle volenterose spalle del Miserabile Facchino, che ne fu Molto Felice.
Una volta che mamma si fu parzialmente ripresa, fu la volta di Godzi, che oggi giace febbricitante anche se sempre iperattivo.
Io e papà tremiamo.

Godzi con la sua febbre da cavallo cerca di guarire


mentre io scrivo per i posteri

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Sei anni sono passati

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Ecco, ogni tanto ricordo che ho un blog 😦
La mia festa di compleanno fu un successo planetario, bimbi intervennero da tutto il mondo ricavandone un divertimento senza precedenti e tutto filò liscio, salvò lievi danni all’arredamento di casa. Tutto prese il via la mattina presto, quando i vecchi presero a spostare divani, scrivanie e tappeti per creare l’ampio anfiteatro nel quale noi potemmo giocare, ballare e mangiare smodatamente seguendo le direttive dell’animatore. Godzi, in preda a un raptus anarchico, seguì le liete vicende da lontano, insieme alla sua fida Ferrari. Ricevetti numerosi regali. Il primo fu una sorta di enorme volume su Biancaneve e il principe che si annoiano molto dentro un ambiente piuttosto spartano; il secondo un miliardesco numero di perline con cui costruire monili indiani o hawaiani o peruviani che distribuii anche a Godzi, che li masticò per bene; il terzo fu l’ennesima casetta dei pony che mi rese simile a berlusconi con le sue sei ville in sardegna. Poi un bellissimo giubbotto, uno zainetto, una borsetta.
Saziata da questa abbondanza, rinunciai a chiedere regali a papà per circa dodici ore.

Ci siamo quasi

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Già, miei amati lettori, domani è il mio sesto compleanno! Non potete immaginare la mia gioia per la festa in programma, per gli amici e le amiche che vedrò e per i regali che riceverò (i regali li ho messi in coda all’elenco per dissimulare abilmente la mia avidità).
Ovvio che tutte le attenzioni siano per me. Ieri accompagnai mamma al supermercato per acquistare bevande zuccherose e cibi malsani da propinare a noi bimbi domani, mentre parteciperemo a feroci giochi di società insieme all’animatore. Questa nostra uscita provocò la grintosa gelosia di Godzi, che aggredì la Grande Generatrice con intimazioni del tipo "Ti chiudo in camera! In punizione! Tu non devi più stare con Flaminia!". Il risultato fu che mamma dovette passare mezzo pomeriggio col rettile mentre io mi esercitavo nella lettura di difficili testi in salone, divenuto più tranquillo dopo che papà spostò il lettore dvd in un’altra stanza, dove Godzi potesse vedere in loop i suoi amati Tom&Jerry.
Colleziono di tutto. I piccoli peluche di che mi tengono compagnia la notte (Godzi invece preferisce i modellini di automobiline che sono duri e spigolosi), pezzi di carta colorata, sassolini, conchiglie, cuoricini di pietra dura, mollette dalla forma particolarmente attraente. Poi nascondo tutto perché ho paura che Godiz trovi e distrugga tutto. Il risultato è che mamma e papà aprono cassetti, armadi, ante e sportelli e trovano roba mia, ha ha! 

Godzi!

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Lui, il fratellino rettilesco, da un po’ di tempo fa il pisolino pomeridiano senza pannolino. Ma ogni tanto gli scappa, ha ha! Oggi allagò il letto e si bagnò tutto. Dovette pensare, "Se esco ridotto così, che sembro caduto nella vasca piena, mamma mi squarta". Così si spogliò, aprì l’armadio, scelse abiti asciutti, li indossò centrando persino il verso giusto. Prese i panni grondanti, li depositò nell’armadio, che chiuse; infine arrischiò l’uscita dalla camera,
"Mamma ho fatto pipì, ho bagnato il letto ma vedi mi sono cambiato".
La Grande Generatrice, smaltito lo sgomento, constatò la veridicità del racconto godzillesco e decise di disperarsi in silenzio, preparando la diciottesima lavatrice della giornata con le lenzuola e i panni bagnati.

Io, invece, la Principessa Inarrivabile, oggi presi uno sculaccione dal Miserabile Facchino, a causa del mio comportamento teppistico per strada. Sembrando una ultrà scalmanata, papà decise di darmi una lezione appena tornati a casa. Ovvio che rientrai tra mille cautele e ritardi, ma questo non bastò a evitare il doloroso contatto con la mano di papà. Però leggo bene e lui mi ha colmato di lodi e mi ha comprato un regalino, un libro con delle figure magnetiche raffiguranti le automobili di cars. Domani, poiché non si va a scuola a causa della mancanza di acqua potabile, dovrò fare molti compiti; e stasera ho aiutato Andrea a mangiare cedendogli il mio orsetto; e lo picchio un po’ meno, ma sempre tanto però. Voi che dite, mi sto rimbambendo?

La befana bussa sempre due volte

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Miei eroici lettori, eccoci giunti alla fine di queste festività, che significarono tanta gioia per noi e tanta fatica per i vecchi, ricompensati dalla nostra adorabile presenza notte e giorno, ogni momento, ogni istante, ovunque e comunque e sempre con risse, capricci e strilli, ha ha!

Ricevetti dalla benefica vecchina numerosi regali, trovati miracolosamente dentro piccole calze misura 650 appese in cucina. Il regalo di Godzi invece, una simil-Ferrari, era talmente grosso da dover essere trasportato con una gru. Andrea riuscì subito a dechappare due pneumatici, prontamente ricostruiti dall’alacre Miserabile Gommista con del nastro adesivo. La mia passione per i particolari trovò soddisfazione in una serie di minuzie rosa contenute in scatole rosa con valigette rosa, in un demenziale tripudio monocromatico che spero mi abbandoni all’avvento dell’età della ragione.

La giornata di domenica proseguì presso l’incredibile abitazione di zia Alessandra, dove con Godzi trovammo motivo di riflessione. Io mangiai in cucina con Riccardo il super cugino, che mi sovrastò in appetito fino a farmi vergognare, mentre gli adulti s’ingozzavano elegantemente in salone. Andrea invece scovò la tartaruga della cugina Diletta dando inizio a un proficuo confronto tra rettili di origine preistorica. Le diede da mangiare, visto che si trattava di un esemplare acquatico del peso di diverse tonnellate, pensò di contribuire al suo benessere bevendo acqua dal biberon e sputandolo dentro il suo contenitore, infilò le sue manine nell’apertura per afferrarla; la cugina gliele tolse appena prima che quella lo trascinasse con sé nelle profondità della vasca. Godzi venne condotto altrove prima di estinguere il povero animale, la cui specie sopravvisse a millenarie vicissitudini che non contemplarono il terrificante fratellino.

Al momento dei regali capii che la befana bussa sempre due volte, o anche tre, esattamente come babbo natale. Carica di deliziosi regali, mi misi di impegno a concupire, insieme a Godzi, quelli di Riccardo, che ricevette una splendida autopompa dei pompieri, insieme a un elicottero dello stesso Corpo, con cui giocammo fino al momento di dover andare via. Sui nostri doni stendo un velo di silenzio per non farvi arrossire di invidia.

Tutto terminò con un brindisi augurale, al quale papà e zio Dario aggiunsero il grido di giubilo "Domani ricomincia la scuola, yuhuu!".

In macchina ci comportammo bene, Godzi si accasciò immediatamente iniziando a russare rumorosamente, mentre io abbassai le mie delicate palpebre poco prima di giungere a casa.

Così terminò il nostro periodo di feste, durante i quali, va sottolineato, sgobbai come una schiava sui libri scrivendo difficili parole con ghe e ghi, leggendo impegnativi testi sui capricci di Pasquino, e risolvendo complicati problemi di insiemistica sul numero dei paperottoli rinchiusi in un recinto. Ieri la prima sveglia alle 7:30 ripristinò le antiche, sane, confortanti abitudini. Godzi urlò Nonononoooo! Si alzò per picchiare il Miserabile Facchino e si rimise a letto, dove ingaggiò una feroce battaglia per non essere portato in salone. Io feci finta di dormire anche contro ogni evidenza, strillando come gli uccellacci stregati del signore degli anelli quando venni presa in braccio e tolta alle mie amate coltri. Venimmo vestiti e condotti al quieto edificio, dove maestre riposate diedero addio al loro essere riposate per ripiombare nel Puro Terrore.

Tornai a scuola, ma ormai so scrivere e leggere con rara abilità, per cui la cosa non mi pesò più di tanto.

Qualche immagine di bimbi celestiali

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Non sono granché, ma ultimamente il fotografo di casa perde colpi…


Non lasciatevi ingannare dal nostro angelico aspetto, questo è stato l’unico nanosecondo in cui Godzi e io non ci siamo accapigliati come marinai ubriachi, per futili motivi e urlando come ossessi.


Quando Godzi è soddisfatto il Miserabile Facchino si guarda intorno allarmato per capire dove la sua distruzione assoluta abbia raso al suolo qualcosa.


Andrea in falsissima posa angelica, arredato col vestitino della festa, tra un inseguimento di Ciccio, uno sculaccione, una tirata di capelli e così via.


Questa foto fa schifo vero? (a parte ME ovviamente). Il motivo della sua assoluta bruttezza tecnica sta nel fatto che venne scattata da Godzi, non si sa come. Il mostriciattolo pigiò tasti a caso, inquadrando a occhi chiusi, ed ecco, grazie alla fortuna dei principianti, cosa ne uscì.