Archivio mensile:novembre 2007

Godzi e la macchina elettrica

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Godzi il primo pomeriggio ricevette  in regalo una macchina elettrica telecomandata; bella, rossa. La prima ora ruppe l’alettone, poi un finestrino, lanciando a tutta birra la sfortunata vettura contro un muro; pensò Ma guarda, posso farla schiantare senza usare la forza delle braccia ma pigiando solo un bottone Il pomeriggio inoltrato le viti di sostegno anteriori decisero di suicidarsi; la sera fu la volta di quelle posteriori così che il pianale col motore e la carrozzeria si separarono consensualmente, ciascuno per la propria strada. Il Miserabile Facchino sperò che le batterie si esaurissero, così da porre fine a quella insensata distruzione, ma il signor duracell evidentemente nacque per nuocergli, così di fronte alla lagna insostenibile di Andrea tentò un’operazione disperata con scotch della migliore qualità (non un liquore come avrebbe voluto ma un mero adesivo) riuscendo a fissare le due parti. La riparazione durò il tempo di un battito di ciglia, giacché Godzi prese a staccare a morsi il nastro colloso senza fornire alcuna spiegazione del gesto insano. Il mattino successivo il semiasse anteriore venne dichiarato LIA (Lost In Action) e ciò che rimase fu simile, in tutto e per tutto, alla mano meccanica di Terminator, episodio 1: unico pezzo rimasto integro, insegue ottusamente la nevrotizzata protagonista. Godzi ebbe infatti tra le mani due ruote che seguitarono a girare scompostamente quando lui pigiò forsennatamente i magici tasti del telecomando. Poi furono buio, distruzione e cavallette.

Andrea a scuola imparò una poesia, ma la tenne per sé senza dirla ad alcuno, tantomeno alle disperate maestre, finché non andò  a prenderlo Michela, la cara ragazza che aiuta papà e mamma a sopravvivere e che mi prende sempre in giro! Quando la vide gliela declamò fino a ridurla in suo potere. Questi maschi!

Io invece, sob, oggi tornai a casa con febbre e dolori alle gambe. Evento increscioso e terribile, dovetti mettere una supposta! Ora annego in un letto di dolore e sofferenza (quello dei vecchi) e domani non andrò a scuola, ha ha!

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Relitti del lunedì

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Provate a immaginare due esseri bellissimi, vivaci e spensierati fino alla sera precedente, ridenti virgulti, sereni nelle ore dell’educato e innocente gioco consistente nel rispettivo massacro. Provate ora a immaginarli completamente distrutti, i volti teneri rigati dalla fatica, mortalmente offesi e bistrattati , con l’unico scopo di fargli trangugiare una misera colazione, vestirli di panni laceri e costringerli alla impervia strada verso scuola. Provate, e vedrete me e Godzi alle 7.30 del mattino di lunedì.

Il sabato viene prima della domenica

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È sabato! Finalmente ora capisco cosa vuol dire avere due giorni di festa perché dopo il sabato viene la domenica; il godimento mio e di Godzi è inversamente proporzionale a quello di mamma e papà,  costretti a condividere con noi questi che dovrebbero essere momenti di riposo, haha! Domani pomeriggio la dolce Grande Generatrice partirà lasciandoci in consegna a papà, che attenderà con ansia che noi ci si addormenti profondamente la Sera Felice che precede lunedì.
La mia istruzione progredisce e ora leggo con stentata sicurezza le insegne dei negozi, impegnativi testi riguardanti l’autunno e il letargo dei piccolo animali, alcuni titoli dei cartoni sulla nostra tv (mia e di Godzi ovviamente). Che noi  marmocchi abbiamo sequestrato la televisione non dispiace a papà, che sta diventando esperto in Winx e trenino Thomas anziché in Vespa e Mentana, sostenendo che i primi sono assai meno pericolosi per la salute mentale degli umani di qualsiasi età.

La realtà, sob, è che sono talmente priva di novità succose che riciclo vecchi argomenti per questo post orribile, simile a certi articoli politici, metto persino una foto vecchia e anche quel viscido traditore di Godzi, in genere così prodigo di guasti e danni, si limita a un’attività distruttiva di routine.

 

Però in vista ci sono giorni interessanti con:
 – la preparazione dell’albero di natale e del presepe, attività belliche che lasceranno sul campo parecchie vittime;
 – l’elenco dei regali che esigerò con una perentoria lettera a babbo natale, l’uomo che non deve mai dire Mi spiace!

PS Oggi è venuta a trovarmi Eleonora, una compagna di classe. Le sto facendo vedere Il signore degli anelli così questa notte ha gli incubi! Poi giochiamo con la mia collezione di Ponyville, di cui già vi narrai le equivoche sembianze. Godzi ha cercato di sedurre la mia amichetta mostrandole la sua nuova macchina elettrica, che sebbene ridotta a brandelli in poche ore conserva un suo fascino maschio.

Buon fine settimana a tutti.

Pot-pourri

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Ieri siamo andati a teatro a vedere Oliver Twist. Non ci ho capito niente! Ogni due minuti saltava fuori un parente nuovo, mai visto prima, e nessun personaggio era quello che diceva di essere all’inizio. E papà m’ha dovuto spiegare che cosa significa "orfanello", e anche "avventura". Nel pomeriggio sono andata a una festa dove ho dato prova di comportamenti diabolici. Ho scritto "schioppo" sul mio quaderno di scuola e ho disegnato un fucile; uhm, non è esattamente pacifista questa roba. La mattina mi alzo facilmente perché alle 7.30 ci sono le winx in tv, questo risparmia molte energie a chi deve provvedere al mio sostentamento. Ma non è tutto rose e fiori, ieri sera ho preso qualche sculaccione perché ho tardato a sedere a tavola. Per difendere la mia roba da Godzi devo metterla sui piani più alti della libreria e strido come un pipistrello infuriato se scopro che lui comunque ci è arrivato. A proposito di Godzi, sbatte la testa dappertutto, perché ha l’abitudine di salire sui tavoli, sui braccioli delle sedie, da punti alti insomma,e poi lanciarsi di sotto al grido di Ajééé!! Una volta su cinque dà craniate fantozziane contro ostacoli imprevisti, e ogni volta grida piangendo "voglio il ghiaccio!". Ieri il freezer è stato aperto una decina di volte.

Risvegli

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Capite, se Godzi apre gli occhi e mormora "Io sono Andrea De Zordo" vuol dire che si sente perlomeno spaesato. Quando ci svegliamo per andare a scuola la nostra occupazione principale, oltre quella di cercare di ricordare chi siamo, è urlacchiare, protestare, cercare di colpire il Miserabile Facchino con corpi contundenti. Lui, infatti, ci solleva dal letto e ci depone in un ostile, freddo salone dove sorbiamo la nostra amara prima colazione. E poi la vestizione, e poi la processione su una strada buia verso l’edificio dove con i miei colleghi stiamo imparando a leggere e scrivere.

Haha! Ieri scrissi le mie prime parole sul diario, nomi di oggetti con relativi disegni rappresentativi, attaccai adesivi, feci scarabocchi. Come mi disse papà, questa mia attività ho reso un diario qualsiasi il Mio Diario, che terrò segreto per tutti meno che per mamma, papà e Andrea. Certo, Godzi non sa leggere, ma prima o poi imparerà.

Noi e la tv

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Sebbene sia vero che vediamo poca televisione, perché i vecchi non la gradiscono – e perché se non piace a loro non dobbiamo vederla neanche noi? -, a volte mamma e papà la accendono e ci dicono "guarda c’è xxx!" sperando che ci facciamo assorbire dalla visione. Sicuramente non c’entra nulla il fatto che in quel momento sia io che Godzi stiamo litigando per futili motivi e ci inseguiamo urlando e tirandoci oggetti in salone. No. Né che io stia esercitandomi a lagnarmi allungando per mucchi di secondi tutte le vocali con toni che fanno vibrare i vetri. No.
Il Miserabile Facchino ha detto, "la televisione è brutta, ma con voi è legittima difesa".

Andrea da ieri è innamorato della kettle, il bollitore per il tè. Questo aggeggio ha le sembianze di Ciccio, il gatto di nonna Franca, solo che sta fermo e quando l’acqua bolle il vapore uscendo fischia. Oh meraviglia! deve aver pensato Godzi, che da quel momento vuole Ket, come la chiama lui, sempre vicino. Non so se avete provato a dormire con un grosso contenitore di ceramica e metallo su letto, Godzi sì.

Io invece, più banale, stravedo per le Polly con scarpette e ammennicoli vari di colori prevalentemente rosa, verde pistacchio, fucsia e così via. Ci tengo così tanto che quando Godzi si avvicina a meno di un metro lo assalgo come una furia per epiche battaglie intorno al tavolo da pranzo.

Un tranquillo Halloween di terrore

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Dopo quattro giorni passati a gozzovigliare urlando sguaiatamente e litigando furiosamente con Godzi, giunse domenica sera anche per me, Principessa del capriccio. Sul campo rimasero ciuffi di miei capelli mentre Andrea subì segni da graffio, pizzico e morso. Entrambi, infine, riportammo vistosi danni ai glutei causa sculaccioni. La casa sembrò l’azzeccata scena di un disastro cosmico causato dalla feroce lotta tra potenze oscure, piccole e lagnose (che stranamente somigliavano a noi piccoli angeli di mamma e papà).
Nonna Adriana venne a trovarci ieri, aiutando il Miserabile Facchino a gestire la difficile e conflittuale situazione visto che  mamma è fuori per lavoro; ci lasciò verso sera per correre a casa e vedere un programma in tv, nonché per prendere un centinaio di pillole ansiolitiche. Papà fu enormemente allegro perché l’indomani sarebbe tornato al lavoro mentre Godzi per festeggiare cosa non so mangiò del pongo verde che fece somigliare la sua bocca a quella di Hulk dopo un bacio con Shreck.

Per Halloween mi trasvestii sommariamente per depredare un palazzo di dolcetti, ma temo che risultai assai poco terrorizzante.

Piuttosto venni impressionata fortemente dagli adulti che aprirono le porte, ridotti in pietose condizioni da altre feroci bande di streghe, folletti e mostri che ci precedettero.