Archivio mensile:ottobre 2007

Ottobrata

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Adorati lettori, qui tutti sembra andare per il meglio! Il mio rendimento a scuola fa segnare vette di perfezione, tanto che accolgo i dieci e lode con noncuranza. Sto imparando a leggere e a scrivere sempre più rapidamente e papà mi ha detto che presto potrò scrivere da sola i miei post. Una volta che avrò capito cosa sono i blog, il computer, internet e tutto il resto collegato alle prese elettriche.
La mia nuova passione.
Dai Gormiti passai a esseri altrettanto mostruosi che abitano a Ponyville, trattasi di cavallini femmine, intuisco, dotati di fluenti criniere con fulgidi colori, una sorta di sinistre barbie equine, per intenderci.
Godzi ha cercato subito di ambientare le loro avventure in un mattatoio, ma sono riuscita a evitare una strage grazie a metodi non convenzionali, non ultimo un morso sulla guancia del rettilesco fratellino che mi costò una sculacciata assai forte da parte del Miserabile Facchino. Questa prodezza dentaria mi costerà il ponyville della settimana, sob.
Volete sapere qualcosa di Godzi? Tanto su internet, mi ha detto papà, gli odori non si sentono, ah ah! Dunque dovete sapere che ieri sera Andrea fece la pupù al bagno, ma contrariamente alle direttive, non avvisò alcuno della casa di andarlo a lavare e si presentò in salone col didietro ripieno! Dovendosi pulire utilizzò nell’ordine due cuscini, il pavimento, un tappeto e un bracciolo della sedia di papà il quale, commosso per l’omaggio, lavò amorevolmente il sederino di Godzi per poi trasformarlo in un tramonto infuocato. Umh, Andrea si ritirò in lacrime in camera nostra a parlare con se stesso. Sembrò Marzullo! Si fece le domande e si diede le risposte:
"Non hai detto che avevi finito".
"Sì, è ho preso gli sculaccioni", e così via. Finché giunse l’ora di andare a dormire.
Stamattina, ovviamente, ci svegliammo presto perché non c’è scuola.

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Il compleanno del Miserabile Facchino

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Ieri fu il compleanno di papà, e per tutto il giorno ignorammo la questione sia io che Andrea, mentre mamma, fuori per lavoro, telefonò una quindicina di volte (sia io che Godzi parlammo con lei amabilmente). La sera, quando papà tornò dalla palestra e sedé a tavola, io gli chiusi gli occhi, Andrea la bocca e il naso e il Miserabile Facchino rischiò di soffocare; tutto si fece buio e Michela, la nostra super tata, portò una torta con sopra un cifra Molto Alta  illuminata da una sola candela. Papà aprì gli occhi, riprese a respirare e fu molto contento di vedere la torta sulla tavola (anche perché l’aveva pagata lui). Lo aiutai a spegnere la candelina del suo compleanno e gli regalai un disegno fatto da me apposta per la sua festa, con un albero verde e otto mele rosse e due fiori verdi e rossi su un foglietto dalle forme irregolari. Lui fu estremamente contento e mi diede un grande bacio. La questione si risolse così, io e Godzi riprendemmo a bisticciare e papà dichiarò "E’ stato un bel compleanno".

Godzi e Ciccio

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Per prima cosa ciò che riguarda la mia principesca persona! Ecco uno dei miei primi disegni con gessetti colorati, sono io sotto la pioggia e me la rido.
A Subiaco non andò male, salvo una raffica spaventosa di starnuti e colpi di tosse che prese prima mamma, poi me. Sabato mattina andammo comunque al mercato che si apre lungo il fiume e ci divertimmo un sacco noi femmine, tanto che rimediai persino uno splendido diario con Titti che servirà per annotare i compiti di scuola.


Infatti sto iniziando a scrivere, miei amici, e anche a leggere, sia pure con una lentezza, che io chiamo accuratezza pignola, che mi sta facendo diventare famosa in classe. Il fatto è che non sopporto imperfezioni.


Godzi invece, libero da impegni, si scatenò in una battaglia epica con Ciccio, che vedete qui sotto. Ciccio è il nuovo gattino di nonna Franca – la cui casa somiglia a un caravaserraglio perché ogni volta c’è qualche animale nuovo che scorrazza felice nel giardino o dentro casa. La sfida fu serrata e feroce, e alla fine direi che vinse Ciccio, sia pure di stretta misura. Godzi infatti contò un graffio sulla fronte fino al sopracciglio, un altro sulla guancia, uno piccolo sul naso, nonché piccole escoriazioni alle mani, mentre Ciccio rimediò numerosi colpi provenienti da lanci di oggetti vari. Quando non fu impegnato a battagliare col micio, Godzi trovò il modo di costruire una pista per le sue automobiline nel camino! Sebbene spento, il piano ingombro di cenere servì ottimamente allo scopo del pericoloso rettile: assumere varie tonalità di grigio dalla testa ai piedi e poi gettarsi sul divano in un tripudio di polveri sottili. Il povero divano venne inoltre sconquassato dalle sue incursioni, con cuscini volanti ovunque e con grave danno per la salute nervosa di nonna, che venne colta a vagare nel giardino ripetendo Ma come fanno, come fanno! Riferendosi a mamma e papà e alla loro straordinaria capacità di assorbimento. Per finire Godzi cadde una notte dal letto ma venne trovato profondamente addormentato sul pavimento; questa, se mai non vi bastasse, è la prova conclusiva sulla sua natura animale.


Il prode Ciccio, che combatté contro Godzilla fino a sterminarlo.

Breaknews

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Godzi nella vasca da bagno, profittando della distrazione della Grande Generatrice, ha versato un sacco di bagnoschiuma nella vasca, ha mosso l’acqua da quel lucertolone che è, poi ha cominciato a mangiare le bolle di sapone! Immaginate le grandi quantità di aria nella sua pancia cosa hanno provocato. Sembrava il campionato mondiale di rutti, sob.

Scuola, oh

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Vado forte a scuola, il mio quaderno è Assai Ordinato e non voglio più tornare all’asilo, anche se la mia amichetta del cuore è ancora col grembiule verde mentre ormai io sono un grembiule bianco!
La cosa più difficile di questo inizio scuola è arrivare in orario. Fino all’anno scorso il mio ingresso era placidamente scandito da tranquille passeggiate intorno alle nove, mentre adesso la preparazione è frenetica e in genere arriviamo alle 8.29 e 59 secondi, appena prima che la maestra rimproveri aspramente chi mi accompagna. Mettiamoci che non mi va di alzarmi, non mi va di prepararmi e in genere non mi va di andare a scuola, anche se quando sono in classe il mio sconsiderato orgoglio mi fa impegnare al massimo.
Ormai so scrivere un sacco di lettere e comincio a leggere, anche se è faticoso e non mi va molto.
Godzi se la cava sempre meglio all’asilo, anche se caccia degli urli che si sentono fino al piano di sopra dove sono le nostre classi. La mia classe è molto bella, con una grande vetrata curva e un sacco di luce. Andrea invece è di sotto è là si arrabbia spesso, minacciando tutti, maestre comprese, di dare pugni e morsi.
A casa invece mi dà fastidio con metodo allora io grido e poi lo picchio, aha! Lui mugola qualcosa e si rifugia dal primo adulto nei paraggi. Io invece sono costretta a mettere più in alto possibile i miei giochi per evitare che lui li prenda.
Per la fine dell’anno dovrei riuscire a leggere tutto questo, e quando riuscirò a scrivere il mio primo post, o tenaci lettori, sarà un piccolo balzo per l’umanità e uno grande per me!