Archivio mensile:luglio 2007

in diretta dal mare

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Miei adorati strenuti lettori, qui va tutto per il meglio, sappiatelo. Mamma giunse oggi reduce da un turno di lavoro generato da un folle dedito alla tortura, per iniziare le sue ferie che dedicherà tutte a noi, adorati frutti del suo seno. Scommetto un occhio della testa che entro dieci giorni pregherà in ginocchio di tornare a lavorare, ah ah.

Godzi inizia a capire che è meglio usare prevalentemente il vasino e la tazza per certe attività poco narrabili, se non in certi romanzetti splatter, e tutto sembra prendere un’aria diversa, nonché un odore migliore! Poiché quando mangiamo lui ha l’abitudine di torturarci, abbiamo trovato, grazie al Miserabile Facchino, il sistema di allontanarlo. Semplice, agitiamo davanti al suo naso la forchetta con qualcosa di estremamente commestibile tipo pane, carne, pasta, dicendogli "Godzi, mangia, assaggia!". Al che lui si produce in una fuga degna di Steve McQueen, o, come è più probabile, un vampiro davanti all’aglio! Già, lui mangia tutto omogeneizzato, il marmocchio pazzo.

La mattina andiamo al mare, il pomeriggio andiamo al mare, che questi giorni passati era freddo da far mettere un maglione a un pinguino, e ci tuffiamo felici. Emergiamo viola e tremanti ma papà e mamma ci aspettano con un caldo asciugamani e allora siamo felici.

Ho riempito casa di conchiglie bellissime.

 

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Poiché venni rimproverata per il mio persistente silenzio, rompo la mia profonda abulia narrativa per narrarvi, o gentili e scarni lettori, le nostre ultime avventure.

Quando due settimane fa venne il giorno della partenza un insetto punse la mia guancia che si gonfiò fino a farmi somigliare a un coniglio con molta erba da una parte sola della bocca, così la Grande Generatrice mi portò dalla pediatra per una visita straordinaria insieme a Godzi, per il quale forse sarebbe stato meglio un veterinario ma tant’è. Questo portò a un ritardo trascurabile nella partenza, poiché la sagace dottoressa diagnosticò per me una rapida guarigione e per Godzi una irreparabile perdizione. Tornammo a casa e in un tripudio cosmico di borse e valigie prendemmo la via del mare. Qui giungemmo verso le sette di sera e al Miserabile Facchino venne la brillante idea di portarci a vedere la Grande Spiaggia senza averci attrezzati con costumi e asciugamani.

Appena giungemmo a lambire le onde vi ci immergemmo senza esitare, così l’improvvido genitore dovette chiamare a rinforzo mamma che portò tutto quel che serviva per non farci raffreddare come asciugamani, costumi di ricambio e una bombola a ossigeno per papà. Rimanemmo in acqua finché il sole si fece rosso e ci salutò da dietro il promontorio e solo allora i nostri vecchi riuscirono a trascinarci a casa con la stessa facilità con cui si portano due muli al lavoro. 

la mia giornata scorre tra bagni di mare, visite alle amichette e Adorazione Di Un Oggetto Qualsiasi, che dura in media mezza giornata. In questo periodo di tempo una scatoletta, un braccialetto, una collanina diventano per me più preziosi della corona d’inghilterra che non so cosa sia ma sembra molto costosa. Il resto del tempo devo difendermi da Godzi e dalle zanzare che credo siano imparentati a causa del profondo fastidio che mi provocano. In compenso sono campionessa di dispetti nei confronti del fratellino che geme e stride con somma eleganza non appena mi avvicino a lui.

Godzi depositò l’altroieri i suoi bisogni più sostanziosi nel vasino e di questo fu molto sorpreso, ma gli scroscianti applausi che ricevette lo distrassero. Replicò la sera, con sommo gaudio dei vecchi, ma già ieri seminò cose non esattamente profumate nel cortile e poi sul pavimento del salone, segno che non ha ancora ben capito la meccanica della questione. In compenso sta imparando a pedalare sulla mia ex-bicicletta da mocciosi anche se la sua andatura è simile a quella di una persona che abbia bevuto sedici litri di vino.

Mamma e papà iniziarono a fare avanti e indietro con Roma per via del lavoro; questo non ci piacque minimamente. Mi piacque di più quando papà mi portò a vedere la sua partita di tennis con un altro signore; presero a correre avanti e indietro mentre io mi divertii talmente tanto a innalzare mucchi di terra rossa che chiesi a papà di portarmici ancora. Lui rispose di sì ma poi, vedendo le mie gambe prese di mira di qualche zanzara molto affamata, concluse che prima sarebbe stato meglio spargere su di me del liquido che le tenesse lontane. La sera invadiamo il lettone e costringiamo papà a dormire tutto storto.

La Nuova Spiaggia funziona molto bene, il mare è trasparente. Quando esco di casa per andarci dico sempre che non voglio fare il bagno, ah ah. Ovviamente si tratta della mia ennesima, putrida bugia.