Archivio mensile:maggio 2007

Amore fraterno

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Stasera Godzi mi ha dato un morso, io ho replicato cercando di strangolarlo.

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Bimbi senza rotelle

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Cari lettori radi come i capelli sulla testa del Miserabile Facchino, siamo stati al Circeo una settimana e là accaddero prodigi irripetibili. Un mattino immani ruspe presero a disseminare sabbia che sgorgava magicamente da un grande tubo. Insieme alla sabbia comparvero centinaia di bellissime conchiglie che insieme a papà raccogliemmo con mia grande gioia.

In breve tempo dove c’erano grandi distese di acqua comparvero grandi distese di sabbia che promettono un’estate Priva Di Sassi sotto i piedi. Non essendo contenta, convinsi mamma a comperarmi ulteriori conchiglie in un negozio e ora sono la più grande proprietaria conchigliera della costa.

Godzilla invece mangiò moderate quantità di sabbia e bevve anche acqua di mare, ingoiò ampie dosi di creme di mamma e tutto questo senza soffrire neanche un po’ di mal di pancia, a dimostrazione della sua natura profondamente animale.

Come avrete notato dalla splendida fotografia, imparai ad andare in bicicletta senza rotelle. A un certo punto dissi al Miserabile Facchino,
"Toglimi le rotelle!".
"Quelle ti mancano già da tempo"
"Non ho capito"
"Io sì".
Comunque prese la chiave inglese e in pochi attimi mi ritrovai sulla strada con un povero genitore rassegnato a dover correre su e giù sorreggendomi. Invece: abbandonai immediatamente la sua mano per lanciarmi in una pedalata autonoma e senza precedenti, segno che ero pronta da tempo al passaggio epocale dall’età infantile a quella adulta. E Godzi non riesce nemmeno ad andare sul triciclo, ah ah!

Tornati dal Circeo andammo subito a Subiaco dove la cugina Sofia aveva fatto la  cresima. Ci alzammo in una casa abitata solo dal Miserabile Facchino; infatti sia mamma che la nuova deliziosa ragazza erano felicemente sparite dalla circolazione. Il valente maschio adulto ci fece fare colazione, ci vestì, ci fece pranzare in anticipo e ci legò saldamente ai seggiolini della macchina. Dopo un viaggio rilassante ci ritrovammo a casa di zio Alberto alle 13.30 e fino alle 17.00 Godzilla non smise mai di correre; si fermò solo dopo aver felicemente concluso  il 42° chilometro. In questo tempo esplorò ogni angolo pericoloso del giardino e della casa, cercando ripetutamente di evadere per raggiungere la strada. Io invece mi comportai come una principessa e venni portata in visita alle galline e ai conigli. Godzi nel frattempo strinse un’animalesca amicizia col cane Abramo, che dimostrò subito grande comprensione nei confronti del forsennato fratellino.
Alla fine della giornata tutti gli invitati convennero che Godzilla fosse uno dei bimbi più frenetici da loro mai conosciuti, e furono ben contenti che la sorte l’avesse assegnato al Miserabile Facchino. Il quale impiegò due giorni per riprendersi.

appunto briciole

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Avrei qualcosa da scrivere sulla mia intensa vita, ma sono in procinto di andare al mare qualche giorno e questo evento mi riempie di gioia e serenità, anche se non si vede.
La mattina il mio risveglio è simile a quello di un gatto a cui abbiano pestato la coda. Per fare colazione sembra che debba prendere una medicina amara; per vestirmi ho bisogno di minacce concrete che attentino all’integrità dei miei aurei glutei. Papà dice che ho un dolce caratteraccio.

In macchina quando andiamo a scuola so riconoscere una canzone triste da una allegra e sto perlopiù zitta mentre Godzilla guarda a destra e a sinistra e commenta parlando come un papero.

Domenica siamo andati alla festa di Giovanni, un piccolo, dolce  pupetto di un anno che non ho ovviamente degnato di uno sguardo. Era tutto pieno di piccoli esseri in carrozzina e c’era anche un animatore disperato perché è risaputo a livello mondiale che sotto i tre anni i bambini sono animali pazzi e anarchici. Io non mi sono annoiata perché per fortuna c’era una bambina che aveva all’incirca la mia età, e poi è venuto Riccardo il cugino gagliardo che però era un po’ triste e solitario e non abbiamo giocato molto. Godzilla si era innamorato dell’ascensore, tutto di ferro ben visibile al centro delle scale grandi. Poteva fare le sue dichiarazioni perché gli zii avevano spalancato la porta di casa per far entrare gli ospiti. Fuori sembrava un parcheggio di carrozzine e Godzi si è seduto su tutte gridando "mia, mia!". Il Miserabile Facchino ha dovuto portare il venefico fratellino su e giù per tre volte con il divertente macchinario cigolante e poi, stanco di inseguire Andrea per le scale, lo ha minacciato.
"Andrea, se superi la soglia ti picchio".
Non so se Godzi abbia capito il significato della parola "soglia", credo di sì la prima volta che si è toccato la testa mugolando "schiaffo!". Da quel momento si è piazzato sul limite estremo della soglia e da lì chiamava flebilmente,
"Ascensore!". Quando quello veniva chiamato a un altro piano e,
"Ecco l’ascensore" quando arrivava al piano con qualche altro ululante ospite.

Io invece giocavo coi palloncini di diverse forme simulando stragi di gormiti e orchi. Ho rivisto il nefasto fratello solo quando gli zii hanno chiuso la porta di casa. Dopo un vano tentativo di scasso, Godzi si è rassegnato a stare nel vasto salone dove ha dato dimostrazione del suo quoziente di fastidio, equivalente a nove su una scala di dieci. Però in compenso nell’arco della giornata ha mangiato fino a scoppiare, e questo è un evento degno di nota.

Ah, la nostra amica di casa se ne va, ma il suo posto verrà prontamente preso da un’altra che arriva in aereo. Con Godzi abbiamo scommesso che riusciremo a farle fuori il sistema nervoso in pochi mesi.


the gangsta bros

I giorni fuggono

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Proprio così, mi sembra ieri che festeggiai a Subiaco la Pasqua scartando cioccolata con dentro regalini che subito disputai con Andrea. Da allora trascorsero molti giorni senza che la mia vita cambiasse molto. O forse sì. 

Ahimé, l’era dei Gormiti sembra essersi definitivamente chiusa. Tutto finisce, dunque. Quale estrema risorsa mi accaparrai l’intera serie dei Doppioni, che avevo affidato al Miserabile Facchino, per rimpolpare oltremodo la mia tribu degli originali. Scartai solo due esemplari della seconda serie tirandoli addosso a papà.

Il mio mirabile genitore maschio fece in modo di acquistare la trilogia del signore degli anelli che potei guardare tifando per lo spiritello gollum, del quale coglievo solo la bontà e mai la cattiveria. Quando precipitò nella lava sciogliendosi insieme all’anello proposi che i grandi falchi che dopo salvano frodo salvassero anche lui.

"Ehm, temo sia impossibile, lui si è dissolto".
"Papà, che vuol dire?".
"Come lo zucchero nel tè".
"Ah"

Questo esito non mi piacque minimamente, lo spiritello era il mio preferito.

Mamma e papà comperarono una piccola auto nuova (loro dicono "usata" ma non so cosa vuol dire) che fece i-m-p-a-z-z-i-r-e me e Andrea. Prima di tutto c’è la musica, poi si vede tutto perché siamo più alti, ah ah. Godzi piange disperato ogni volta che dobbiamo scendere. ieri siamo andati a Subiaco a trovare nonna Franca che però era da alcuni zii là intorno, così andammo con la macchina nuova su per una salita vorticosa dove alla fine c’era la casa, delle piacevoli pozzanghere per Godzi e il Cane Più Cattivo del Mondo chiuso dentro un recinto corazzato. In realtà era una femmina che appena ci vide a una distanza di venti metri iniziò a ringhiare facendo tremare la terra. Poi partimmo e io crollai addormentata mentre Godzi si godeva il panorama e urlava contento, recitando poi una scena miserabile con lacrime vere quando fu il momento di tornare a casa dal garage.

Stamattina con papà vedemmo un grosso ratto ferito o malato che si trascinava lentamente sul marciapiede. Il Miserabile Facchino accennò che se ci fosse stata mamma con me lei sarebbe svenuta urlacchiando; ma a me il topone non faceva paura, ma pena e volevo che si nascondesse; infatti se fosse arrivato un gatto l’avrebbe stecchito in pochi minuti. Chiesi dettagliate informazioni su dove vivessero i topi, poi mi concentrai sul fatto che non avevo portato nessun oggetto eccentrico a scuola e presi a giocare coi compagni di classe.