Archivio mensile:febbraio 2007

Un giorno come gli altri

Standard

Per la mia festa di carnevale avevo un vestito così così, il solito abito da principessa fata o cose del genere, un vestito-meticcio, direi. Poi Andrea Godzilla si è ammalato mentre io no, solo una mattina avevo la gola un po’ rossa ma sono andata lo stesso a scuola e a nuoto. Da una settimana voglio i gormiti, che sono dei mostri radunati in famiglie di mostri di plastica. Questo orripilante meme infantile mi piace da impazzire. Ho regalato un gormito ad Alice, uno ad Alessandro, un paio li ho scartati perché privi di personalità. Papà è il mio pusher e quasi ogni giorno mi dice "vediamo un po’ se lo meriti". Ah ah, figuriamoci se non sono capace di comportarmi bene, oggi ho anche scritto la A e la B e comincio a leggere le parole lettera per lettera ma ancora non so cosa vuol dire finché non la sento intera, questo vuol dire che c’è una bella differenza tra le parti e il tutto. Godzilla ieri ha preso a morsi lo spigolo del muro del salone. I vecchi davanti ai calcinacci hanno allargato le braccia considerando che non c’è niente da fare, il mio fratellino ci sa fare! Dice Obscurio che è il nome di uno dei mostriciattoli, gioca a nascondino con me, lo inseguo e ci facciamo un sacco di risate. Dice la febbre è andata via toccandosi la testa e si vede perché rovescia subito la sedia in terra. Stamattina ci ha svegliati tutti alle sette gridando "facciamo il monte!" perché ieri sera abbiamo fatto una montagna coi peluche e ci tuffavamo e ci siamo fatti un sacco di risate. Stamattina mi sono lamentata "dormivo così bene!" e l’ho minacciato "se non stai zitto ti riempio il letto di peluche" che come minaccia non è granché, in effetti.

Annunci

Poche parole e qualche foto

Standard

E’ un po’ che non scrivo niente, perché non succede niente qui! Siamo tornati trionfalmente da Subiaco e ho ripreso la triste vita romana, divisa tra scuola e giochi casalinghi con Godzi, che sta acquistando una parvenza di intelligenza tattica che lo rende consapevole delle mie torture. Il ginocchio di mamma va meglio, tanto che è partita per il lavoro lasciandoci da soli col Miserabile Facchino. Quando la Grande generatrice è con noi posso adottare la vigliacca tattica del ping-pong: se papà mi rimprovera invoco piagnucolando mamma, e viceversa.

Papà "Flaminia, adesso le prendi!"…  sculacciat…
io "sigh, mamma!!".
Papà "Adesso siamo soli io e te, mamma è fuori, non hai scampo, devi sottostare alla mia legge, ah ah!".

Ecco come vanno le cose, capite la mia tragedia?

Ora qualche fotografia:


qui la mia espressione perplessa ai primi corteggiamenti sbaciucchiosi dei maschi, la foto è relativa alla mia festa di compleanno:


Godzi e la sua simpatica faccia da schiaffi:

 
Godzilla insieme ad altri due animali, i cani Billi e Uccio:


Nel mio fulgore mattutino mentre mi nutro con saggezza:


E infine io me medesima la super principessa sulla neve di Campo dell’Osso:

Metti una settimana di febbraio

Standard

Siamo a Subiaco. Nonna Franca è scappata andata da amici a Lecce, così siamo soli e le nostre fenomenali grida si perdono nel silenzio bucolico della campagna. Nonna ci chiama sedici volte al giorno per sapere se qualcuno dei suoi animali (i cani Uccio, Billi e Tita e i mici Macchia e Titti – questi ultimi due nomi sono miei!) sopravvivrà alle dure intemperie.

"Non ti preoccupare mamma, ne rimarrà solo uno e sarà highlander!", scherza papà; stranamente  lei si è rassegnata – ma sa che in gatti hanno nove vite e i cani sono robusti meticci e papà ama gli animali.

Subiaco è un posto bellissimo dove c’è il caminetto che manda rosso mosso.

Dove Andrea si sveglia nel cuore della notte gridando E’ mio è mio! e papà dice Mi farei neurone per capire cosa diavolo vuole.

Dove io la Pittrice Meravigliosa sono nella fase pittorica "carota" e disegno bellissimi fiori tutti mossi.

Dove la mia abilità con le forbici ha fatto sì che minuscoli pezzi di carta saranno trovati nei secoli a venire negli anditi più occulti e oscuri della casa. 

Dove Andrea mette la macchina in garage dentro le scatola a forma di cuore e la regala a papà (ah no, sono io).

Dove siamo andati a sciare, ma solo io e il Miserabile Facchino perché mamma ha male al ginocchio. Faccio gli scherzetti a papà mettendogli ciambelle di plastica nello scarpone. Arriviamo in vetta e io vengo consegnata al maestro. Dunque, il mio elegante spazzaneve funziona solo nelle curve a destra, per quelle a sinistra la mia anca è sballata.
"Presto imparerai cosa vuol dire angolazione", mi ammonisce papà che scia all’indietro davanti a me. Ma io dopo un’ora col maestro Mario dico la mia.
"Voglio sciare come mi pare!".
"Ma per sciare come ti pare prima devi imparare a sciare, non trovi?".
Ecco perché odio questionare con papà. Insomma eccolo là che mi fa fare la pista un po’ più difficile e mi tira, mi bacchetta, mi ripete metti peso qui, gira quell’anca ingessata e le spalle là! Grr! Ma alla fine sembra che io riesca a girare a sinistra. Voglio sciare sempre con lui!

Dove in macchina, tornando a casa, gli chiedo.
"Perché in inglese rosso si dice red?".
Lui cerca di confondermi, "Perché in italiano rosso si dice rosso?".
"E dai e dai e dai e dai…!".
"Va bene, vuoi sapere la verità? Il rosso è arrivato per primo davanti al Maestro dei colori e…".
"Maestro dei colori? Di che colore è?".
"Di tutti i colori, da qualsiasi punto lo guardi. E’ lui che decide i nomi dei colori in inglese".
"E come fa?".
"Dunque, il rosso arriva per primo e dice ‘Maestro, che nome mi dai? Voglio un nome aggressivo’ e il Maestro ci pensa su e dice ‘dunque, qualcosa tipo grr, grred, red!’, così il rosso se ne va felice".
"E il nero?", "Per il nero che vuole un nome scuro, tenebroso, il Maestro comincia e dice Brock, block, Brack, Black!".
"E il giallo?", "Il giallo vuole un nome allegro, vivace, così il Maestro pensa a qualcosa come Hello, Yelloh, Yellow!".
Insomma il primo tratto di strada è andato via così; il secondo ho battuto papà nel gioco "vedi per primo la pietra miliare" che è in realtà un cartello. Io ho vinto perché ho una Vista Molto Acuta. 

Subiaco è un posto dove Andrea ha imparato ad aprire la dispensa e a rifornirsi illegalmente di biscotti, io e lui stiamo diventando un’associazione a delinquere minorile.

Dove balliamo l’hip hop, io gobba con un ghigno, andrea saltando e muovendo il busto, papà sotto il tavolo che ride.

 

Che tocca fare

Standard

Come sapete, la mia avida voracità in fatto di giochi non conosce vergogna. Giorni fa, appena dopo il mio colpeanno, ebbi a desiderare smodatamente un meraviglioso pupazzo di peluche rosa shocking con un cuore rosso in acconcia posizione sul petto e capacità locutorie raffinate. Appena lo vidi me ne innamorai perdutamente ma il Miserabile Facchino, da me portato davanti alla vetrina del Giocattolaio Esoso con un vile trucco, gelò il palpitante sangue nelle mie vene.

"Avevi detto che volevi solo vedere senza comprare nulla".
"Papino, solo questo, ti prego".
"Tu sei pazza, costa 30 euro, fa schifo, mi disgusta, non ho soldi, non te lo comprerò mai".

E’ passata una settimana ma la mia mente rimase attaccata come una ventosa a quella vetrina. Escogitai vari trucchi.

1) Rinunciare a tutti i giochi, ma questa proposta si è scontrata con la proposizione di principio adottata dal Miserabile Taccagno: l’Orrido Peluche costa troppo;
2) Chiedere a mamma e poi a nonna Adriana di comprarmelo, forse una delle due cede;
3) stampare soldi falsi. Questa idea mi venne ieri pomeriggio mentre sguazzavo allegramente nella piscina per la mia lezione di nuoto. La lezione di nuoto consiste in una piccola delfina che cerca di gabbare l’istruttrice – appena lei si volta mi aggrappo al bordo e sogghigno, quando lei mi guarda eseguo gli esercizi alla più-o-meno-perfezione. Dai suoi strilli ho il sospetto che si accorga di tutto. Ma ecco, torniamo a noi, mentre nuotavo ebbi l’illuminazione che rivelai all’attonito genitore.

"Papà, quando torniamo a casa voglio le forbici, la colla e un pezzo di carta".
"Ehm (tono sospettoso) per farne che?".
"Mi faccio 30 euro da sola!".
"E’ illegale". 
"Cosa vuol dire?".
"Che è contro la legge, contro le consuetudini accettate nella società, e se lo fai arriva la polizia".

Pensare che le Forze dell’ordine possano fermarmi è pura follia. Detto fatto mi misi all’opera e mentre gli altri erano impegnati nella Ricerca del Biberon Scomparso io confezionai una moneta con sopra scritto un meraviglioso "30". O così credevo.

"Mia piccola falsaria, qui hai scritto "03".
"Cavolo, adesso la rifaccio, ma tu non avvisare la polizia".
"Ok".

Stamattina torna mamma; se viene a prendermi a scuola, se il Giocattolaio Esoso è aperto, se lei è in vena di bontà infinita, se non si sente male quando vede l’Orrido Peluche, allora avrò vinto! Anche perché Godzilla ha distrutto la matrice dei miei euro falsi…