Archivio mensile:dicembre 2006

Blando Natal

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Per prima cosa ci fu la partenza, che impegnò il Miserabile Facchino oltre ogni esperienza umana, giacché la Grande Generatrice era partita per il lavoro lacrimando dalla gioia disperazione. Fortunosamente venne in soccorso del virile genitore nonna Adriana, che permise la nostra rumorosa migrazione verso Subiaco. Ovviamente dormimmo in macchina quel tanto che bastò a privarci del sonno fino a sera inoltrata, incantando il pomeriggio di papà con ripetute risse e urli.

Per seconda cosa ci fu la vigilia di natale che si svolse con impressionante confusione; la cena fu abbondante ma rapida visto che ciascuno rimase seduto per non più di trenta secondi. In questa terribile baraonda passarono in secondo piano le evoluzioni di Godzi e soprattutto la mia sconsiderata bellezza.

Per terza cosa ci fu babbo natale che passò tintinnando sul balcone davanti ai miei esterrefatti occhi, per svanire nel buio pesto non prima di aver lasciato alle mie innocenti spalle decine di regali che nonna Franca iniziò a gettare da una parte all’altra creando una perfetta replica del caos primigenio.

Per quarta cosa ci fu che dormimmo tutti insieme con papà e la cosa fu buona e giusta; Godzilla aprì i suoi rettileschi occhi non prima delle nove del mattino anziché alle quattro e mezzo. Peccato che papà avesse maldigolafebbremaldistomacotossebrividi che ne avevano minato la leggendaria resistenza.

Eh già, per quinta cosa ci fu Godzi che salì e scese i gradini delle scale di casa trilioni di volte, cadendo rovinosamente solo una e stampandosi di guancia contro il gradino – peraltro senza soffrire danno alcuno.

Per sesta cosa ci furono i miei meravigliosi regali: la bambola baby born che mi procurò una gioia incontenibile; il geomag col quale costruii solidi tratti da un incubo architettonico; una bellissima vestaglia da notte color crema che inaugurai subito; altro di cui smarrii ogni traccia mnemonica.

Per settima cosa arrivò mamma che cercò di mettere in ordine la nostra camera e venne per questo presa da crisi impronunciabili.

Per ottava ci furono le passeggiate nel terreno dove sembrava l’inizio dell’autunno anziché la fine, e i cani Uccio, Billy, Tita e i due micetti grigia e tigrato, tutti cari a nonna Franca come pupille a un occhio e le foglie rosse e le pigne e i sassi bianchi. E Godzi.

Per nona la nostra partenza a causa della quale nonna Franca venne presa da viva gioia disperazione; oh come mi mancherete! esclamò tenendo nascosto dietro la schiena moet&chandon.

Per decima il nostro arrivo a Roma dove riprendemmo le nostre turpi abitudini, con la novità costituita dalla caduta della barriere del letto di Godzi il quale dormirà più vicino a me la notte; con questo si spera che il tellurico fratellino non deturpi le notti dei vecchi. 

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Figura barbina

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Non dovrei scriverlo, ma ieri a scuola durante il nostro coretto natalizio gorgheggiato amabilmente davanti ai genitori deliziati… io la sottoscritta me medesima la principessa si stava addormentando! In piedi! Insomma muovevo le mani a comando e gli occhi si chiudevano, le palpebre erano di piombo e solo un grido che saliva dalle nebbie del torpore mi ha risvegliata prima che cadessi nel sonno più profondo. Il Miserabile Facchino era già pronto a raccogliere i miei resti quando la valida maestra Raffaella ha gridato "Flaminia!" e io sono tornata ad aprire gli occhi. Il pubblico ha tirato un sospiro di sollievo e i nostri canti si sono conclusi in modo trionfale quando è entrata una befana (ma era vera?) che ha avuto la malaugurata idea di distribuire dolcetti. E’ stata immediatamente sbranata da un esercito di pirañas travestiti da angioletti. Natale si avvicina e la mia bramosia aumenta.

 

Teletubbies addio

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Il mio divorzio dai teletubbies si è consumato ieri, preceduto una lunga serie di incomprensioni. Dopo che la turpe banda dei quattro aveva domandato ossessivamente per migliaia di volte "che cos’è?" e io avevo ogni volta la pazienza di dirglielo "è una luce intermittente!!" alla fine ho mormorato.

"Stupidi mostri".

 

Se fosse solo tosse

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Qui ci siamo ammalati un po’ tutti! Mamma stanotte ha avuto mal di pancia, io la tosse catarrosa e Andrea si è svegliato con un occhio mezzo rossogonfiolacrimoso. Un’epidemia! Quindi non aspettatevi resoconti particolarmente movimentati, però devo dire che:

l’altro giorno sono andata alla festa di B. e mi sono ritrovata a invidiare il suo regalo che è Il Transatlantico di Polly! Lo vogliovogliovoglio! Ho ripetuto a mamma fino allo sfinimento. Dovete sapere che questo gioco ipercostoso è formato da circa sei miliardi di pezzi tra accessori di abbigliamento, trucco e generi di tortura; quando papà ha visto la pubblicità in televisione ha detto sghignazzando "se una roba del genere la trova Andrea il gioco deve cambiare nome in Il Titanic di Polly, ah ah!". Inutile dire che non ho apprezzato la crassa ironia del vecchio. Però è vero, se Scheggia mettesse le mani su tutto quel bendidio troveremmo scarpine e vestitini anche nella minestra.

Ho composto un collage raffigurante la sacra natività insieme a N. la mia ragazza preferita e a papà. Loro tagliavano pezzi di carta e figure che io disponevo sul foglio. Ne è uscita una composizione scarna, essenziale e soprattutto facile da colorare! C’erano altre composizioni a scuola che potevano rivaleggiare con la cappella sistina, ma io mi sono tenuta sul semplice…

Natale si avvicina, ieri sera ho chiesto a papà quando arriva e lui mi ha detto tra undici sere, allora ho contato e ho detto ma sono tantissime! e lui mi ha risposto pensa che il 25 dovrai contarne 365. Oh, accidenti!

E comunque oggi non sono andata a scuola.

Presepe!

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Oh anche il sacro presepe è nato! Questa volta è stata la Grande Generatrice a preparare il campo dove la capanna, il monte, lo stagno e la palma sono disposti con cura e attenzione. Tutto è andato bene complice il martello e i chiodi coi quali il Miserabile Facchino ha bloccato lo scaffale della libreria affinché il piccolo Scheggia non replicasse il crash test dello scorso anno. Certo la trattativa per avere salva quella porzione di territorio è stata lunga e sofferta. Andrea infatti ha voluto che in nome della tregua venisse offerto un sacrificio umano così un povero pastore terrorizzato è stato messo tra le sue mani e del tapino si sono perse notizie, potrebbe a) essere stato mangiucchiato oppure b) deposto in un luogo dove verrà ritrovato durante le pulizie di primavera.

L’angelo annunciatore non se l’è vista bene perché mancava il modo di fissarlo al tetto della sacra capanna, così è stato sistemato come Snoopy in bilico ma ha minacciato di tacere per sempre se quella posizione ridicola non verrà mutata in una più consona alla sua dignità.

Io esigevo invece che il bambinello venisse immediatamente deposto nella mangiatoia ma il Miserabile Facchino ha cercato di spiegarmi che non era il caso di parlare di parto prematuro perché sarebbe crollata una tradizione millenaria. Abbiamo convenuto che poteva essere messo dentro la sua pagliosa culla ma lontano dalla capanna altrimenti la giovane mamma poteva rimanere sconcertata. Ho anche diversamente disposto qualche gallina che mi sembrava poco pia, ah ah. Nel frattempo ho rapito tre pecorelle che porterò nel mio lettino e stasera mi farò raccontare da papà la favola di Racchia che vuole rubarle a Flaminia. Ah, se incontrate tre pastori insieme alla polizia e vi chiedono se avete visto tre ovini smarriti siete pregati di tacere!

Dove si narra di alberi di natale

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Non era ancora l’alba dell’otto dicembre che Andrea ha svegliato mamma e papà dicendo "prendiamo latteee!" che ripetuto ad alta voce ha convinto uno dei due ad alzarsi. Indovinate chi? ah ah. Il Miserabile Facchino ha riempito il biberon di Scheggia fino all’orlo e dopo averglielo dato (questo ha calmato la sua litania lamentosa) nel buio ancora assoluto si è squagliato sul divano mentre il piccolo ciuccialatte vagava finalmente silenzioso in cerca di un posto dove sdraiarsi (l’ha trovato all’ingresso).

Dopo questo rilassante esordio, diciamo un’ora e mezza, abbiamo preso a svegliarci anche noi femminucce e papà è andato a prendere l’albero di natale in cantina, io mi aspettavo che sarebbero successe cose turche tipo Andrea che devasta tutto con un lanciafiamme, tenta la scalata sui rami con una motosega e la maschera da portiere di hockey, invece:

1) l’albero è stato preparato sulla solita veranda mentre io intrattenevo Scheggia con giochi tipo insegui-e-abbatti, strappa-e-piangi, spingi-e-cadi dove la seconda parte dopo i trattini spettava sempre a lui. Mamma dopo aver promesso di non aprire bocca sui risultati della vestizione dei rami si è allontanata dal salone in tumulto. Sono stata bravissima perché papà ha potuto addobbare l’albero in pace e poi ha aperto i cancelli a noi piccoli adorati ululatori.

2) Scheggia è rimasto in ammirazione estatica dell’albero per una decina di minuti, la sua temuta carica distruttiva si è limitata allo scuotimento di una palla dicendo "din don". Io invece ne ho rotta una e mi sono sentita molto male tanto che ho detto "è colpa mia" e credo sia stata la prima volta che queste parole sono uscite dalla mia bocca (anche l’ultima mi sa). Mamma è tornata e ha iniziato a dire Però dovevate… ma si è fermata quando papà le ha ricordato con toni tuonosi la sua promessa.

Capite cosa dico? Che Andrea non ha devastato l’albero, neanche un po’, così nel pomeriggio il Miserabile Facchino ha proposto a mamma "perché non spostiamo l’albero dalla veranda nel salone?". La sua proposta è stata accettata dopo un’oretta di trattative serrate e faticose e prima devi vedere se ci sta prendi le misure ma non è che dà fastidio e come lo facciamo passare. Il voto decisivo l’ho dato io, mamma mi ha chiesto ti va che stia dentro l’albero? e io ho detto sì! facendo tremare i vetri. Alla fine l’opera è stata compiuta e l’albero è stato sistemato in un angolo dove è tranquillo. Andrea ogni tanto si avvicina e tocca qualcosa ma senza distruggere niente, io non lo riconosco mica, è cambiato! Si mette là davanti e mormorabiascica dindolon e accenna passi di danza, secondo me le luci lo ipnotizzano e ogni due ore occorre cambiarlo perché beve come un cammello e il pannolino gli diventa grosso come uno zeppelin.

Nel tentativo di non far alzare Scheggia così presto la mattina, la Grande Generatrice ha preso la decisione di dargli un po’ di latte ieri sera. Ma non è servito a niente perché stamattina alle settemenounquarto non solo Andrea, ma anche io ero in piedi! Indovinate chi ci ha portato in salone? ah ah. E poi ha iniziato a piovere forte fortissimo ed era bello da vedere però lo scarico del terrazzo era otturato e presto abbiamo avuto l’acqua che cercava di entrare dentro casa, così indovinate-chi è uscito a piedi nudi e con una affilata scopa ha sconfitto il malvagio ingorgo.

L’albero è illuminato a intermittenza e noi stamattina abbiamo fatto colazione là davanti, che bello! E babbo natale sembra abbia trovato la bambola da me agognata, una specie di autobotte con gentili fattezze infantili grazie alla quale potrò allagare casa giocando a fare la giovane mamma.