Archivio mensile:novembre 2006

Scienza del litigio

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la scopa swiffer
le automobiline
i telefoni e telefonini di qualsiasi genere, purché in grado di chiamare Melbourne
l’aspirapolvere
il lettore cd
la matrioska

sono le cose che piacciono oggi a Scheggia

le bambole polly
i fogli da disegno
una scatoletta di cui mamma è molto gelosa
l’orsetto di N. la dolce ragazza che sta con noi
la matrioska

Sono le cose che piacciono oggi a me

da cui segue l’applicazione della Legge Immutabile Della Rissa: dato anche solo un piccolo, ininfluente punto in comune tra me e Andrea, allora ben presto, ma più probabilmente nei momenti meno opportuni, tutti e due grideremo e piangeremo lungamente.

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Domenica è sempre domenica

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Ieri è venuta nonna Adriana ad aiutare il Miserabile Facchino visto che mamma è fuori per lavoro e torna domani. Papà dice sempre Posso farcela da solo (in effetti quest’estate è andata così) ma se arriva qualcuno lui non è che sia dispiaciuto, anzi. Con nonna gioco "al negozio", metto la mia mercanzia sul divano, una stella di mare, una matrioska, i sette nani, no, sono rimasti in cinque, e qualche pezzo della carica dei 101; nonna fa la cliente e arriva per comprare, chiede, contratta, vuole lo sconto e alla fine ci mettiamo d’accordo sul prezzo ma i soldi io non li vedo mai!

Devo assolutamente far arrivare la mia richiesta a babbo natale, papà dice che i genitori non possono rivolgersi direttamente al ciccioso dispensatore di regali perché non sono credibili, quale genitore direbbe no, il mio pargolo è cattivo e fetido? Così la richiesta deve essere filtrata da parenti che attestino la mia perfezione morale, la mia innata bontà e il mio spirito di sacrificio, soprattutto verso Scheggia.
Pss, non è vero! Quando Andrea vuole qualcosa di mio inizia una lotta senza quartiere, e lui inizia a menare, il disgraziato! Allunga le mani, per fortuna ha ancora un equilibrio così così e finisce sempre sconfitto (devo solo stare attenta quando vuole prendermi a capocciate!).
Allora voglio una bambola che fa pipì più della fontana di trevi e papà dice A volte non è facile trovarla, alcuni negozi non l’hanno e io rispondo Ma babbo natale allora va con la slitta a un altro negozio e papà capisce che ha perso, ah ah!

ma perché Andrea ogni volta che si sveglia dice a alta voce che un cancello o la macchina si sono rotti? Ieri sera invece, dopo che aveva bevuto due biberon di camomilla ne voleva ancora ma papà l’ha convinto a stare zitto con un Ringhio Molto Spaventoso (non so come ha fatto ma Scheggia è stato zitto e s’è addormentato). Quando la Grande Generatrice non c’è ci addormentiamo tutti nel lettone poi quando siamo davvero svenuti papà ci porta uno per volta nei nostri lettini, a me rimbocca le coperte e mi dà un bacio e io mi rannicchio.

Ho avuto un po’ di mal di gola questo fine settimana, però non quando dovevo gridare per diciotto ore al giorno. Ma stamattina sto bene e vado a scuola, ma papà s’è dimenticato a casa il grembiule! Così torna a prenderlo e me lo infila quando siamo davanti alla classe e io mi nascondo perché senza grembiule mi vergogno, poi faccio il mio ingresso Molto Timido dentro la classe e dico al Miserabile Facchino Non ti lascio andare ma lui risponde Cosa scegli, che ti venga a prendere oggi o domani? Oggi rispondo io e lui fa Allora ciao, e io dico Ciao senza accorgermi che mi ha tirato una fregatura.

Avvertenza: questo post non contiene proprio niente di nuovo

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Le ultime novità non sono poi tanto nuove, anzi sono vecchie, perché le ho già raccontate mille volte. Dunque, Andrea che inizia a parlare… no, già detto, io che non voglio andare a scuola… già scritto, io che rubo a Scheggia i giochi e lui che mi tira i capelli e io che strillo e lui che piange… no, già spiegato. Sob, la mia vita sta diventando monotona, sto diventando vecchia, tra qualche mese avrò cinque anni e ancora non so usare il telecomando…

Vediamo, raschiamo il fondo del barile.
Ehm, lo sapete che ormai nuoto senza neanche uno straccio di ciambella, salvagente o componente tecnologica atta a impedire che il mio corpo si avvii con decisione verso il fondo della piscina? Faccio vasche su vasche con il mio classico stile imperturbabile mentre l’istruttrice si sgola per farmi imparare gli stili (io faccio finta di non sentire, ecco tutto).
E che quando mamma o papà mi vengono a prendere all’asilo, sono l’unica che mantiene un aspetto ordinato e pulito (non per niente mi chiamano la principessa!)?
E che disegno benissimo? E che sto imparando a fare i cerchi, le spirali e le casette col comignolo che fuma? Beh, se non lo sapevate, adesso sì. E che sono Molto Suscettibile lo sapete? E’ meglio di sì! (sempre meno di Scheggia che ancora, anche se ormai raramente, prende a capocciate il pavimento) E pigra, mmmh, la mattina vorrei poltrire nel letto e strillo quando papà mi prende, e quando grido la cosa si fa interessante (soprattutto per le orecchie del Miserabile Facchino).

Stamattina, mentre mi opponevo con centinaia di emendamenti alla decisione di mandarmi a scuola, ho improvvisamente intonato il canto degli Spazzolini Fuzzia mentre il Miserabile Facchino cercava invano di scandire fu-csia e poi anche Andrea smetteva di bere il latte per dire con me fuzzia e siamo andati avanti per circa cinque minuti, sufficienti per capire che i grandi di casa ci amano molto, di un amore cieco e sconsiderato che va oltre questi lievi fastidi procurati da una bamboccia che ripete ossessivamente questoèilballodeispazzolinifuzzia. Scheggia però ieri ha tirato il cavo del ferro da stiro e l’ha fatto cadere dal mobile distruggendolo (il ferro) e quindi è più dannoso di me.

Altre cose? Volete sapere proprio tutto? Va bene: tra qualche tempo mi compreranno una cameretta nuova, o perlomeno un nuovo letto perché quello vecchio si è rimpicciolito, è diventato più corto e i miei piedi quasi toccano il fondo! Dev’essere stata Racchia. E tra qualche giorno è il compleanno del cugino Riccardo, che organizzerà un festa dove sarò l’invitata d’onore, vero? E stanotte avevo sete e bollivo e sono andata a dormire da mamma e papà, dove già stazionava Andrea e abbiamo fatto una gran confusione perché io volevo bere, poi non volevo la coperta e scalciavo e mi appiccicavo a papà e anche Andrea e alla fine il vecchio facchino sembrava una fetta di prosciutto in un sandwich, ah ah!

Vi voglio bene perché leggete questi post senza capo né coda, perdonatemi! ma se avete smesso prima vi voglio bene lo stesso.

Una domenica

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La nuova ragazza che ci aiuta è tanto brava e mi sta simpatica, deve ancora impratichirsi con la casa e ogni tanto sbaglia la ghiera del mio biberon, lo mette giallo anziché rosa! e… ops, l’ho detto, sob, ebbene sì, bevo il latte ancora dal biberon! ma presto smetterò, lo prometto, posso farlo quando voglio, sono perfettamente padrona della situazione, quindi assumo l’impegno formale e irrevocabile di bere dalla tazza molto presto. Tra un paio d’anni, facciamo tre. L’altro pomeriggio la mia nuova tata è stata con me un’ora a insegnarmi tante cose sul mio nuovo quaderno molto da grandi e questa sembra la cosa più auspicabile per il mio sviluppo culturale. Dovete sapere che quella donna distratta che risponde al nome di suor Raffaella (la mia adorata maestra) credeva che io fossi più piccola, ehm, a parte che sono alta un bel po’, comunque a gennaio faccio cinque anni! C’è che ragionava per anno di nascita e gennaio e dicembre sono lo stesso per lei. No, non è lo stesso, così ho detto a papà "mi fa usare ancora il quaderno dei 4 anni, sob". Così il Miserabile Facchino ha parlato con Raffaella e ha preso il Quaderno di Preparazione alla Prima!! Ora, non so quanto mi sia convenuto perché non è che sia troppo facile, però adesso sono adulta e mi esercito con assicelle, merlature, ghirigori e presto arriverò alle lettere, ai numeri e poi chissà, sulla luna!

Ieri siamo andati a pranzo da zia Simona e zio Dario. C’era anche Riccardo il cugino gagliardo, che però si vede che è un maschietto perché era giù in taverna a vedere un dvd e quando la mamma le ha detto che c’ero, lui ha biascicato "e perché non viene giù?" senza muovere un muscolo; col cavolo che sono andata! alla fine è venuto su lui a omaggiarmi, io sono la principessa! Abbiamo giocato a Metti In Disordine, e siamo stati aiutati in maniera strepitosa da Andrea che sembra nato con questo gioco nel sangue, un vero talento naturale quel marmocchio. Il valente Scheggia saliva le scale rapido, prelevava un automobilina piccola e qualcosa di grande dalla camera di Riccardo e scendeva aiutato dallo schiavo di turno (in genere il Miserabile Facchino) e in breve il salone si è riempito di suoni colori e quant’altro fosse utile a far venire la gastrite ai grandi. C’era anche nonna Adriana con la sua macchinetta fotografica con la quale sperava di farci un foto, ah ah, un fallimento totale.  Come al solito pioveva (quando andiamo da zio Dario piove sempre) e non siamo potuti stare in giardino, e quando siamo andati via abbiamo fatto un grosso regalo a mamma e papà addormentandoci in macchina.

Scheggia comincia a parlicchiare sul serio, uhm, dopo la conquista della posizione eretta da parte sua, questa è la seconda notizia che minaccia il mio incontrastato regno.

Primo post di novembre

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Miei indomiti lettori, non so come implorare il vostro perdono per la mia assenza, ma fatti vorticosi ghermirono la nostra dolce famiglia tra le loro brutali grinfie e… vabè, insomma, come sapete tata Cristina è fuggita, ha preferito le miniere di sale a noi e non la biasimo, io e Andrea sappiamo tormentare chiunque con capacità diaboliche. Al suo posto arriverà, speriamo, una dolce ragazza di cui già sapete qualcosa, in quanto ci è venuta a trovare. Che mi è piaciuta sapete anche questo. Ma allora dov’è il vortice di fatti malvagi? Beh, provate a pensare alla Grande Generatrice e al Miserabile Facchino in questa Terrificante Soluzione di Continuità, nella quale devono badare a noi, lavorare, e cercare di conservare usanze e aspetto umani.

Il mio adorato fratellino Scheggia da qualche mese, quando è stizzito, dà sonore capocciate sulla prima cosa che vede (no! Non è così fesso, sceglie con cura superfici dove non si fa troppo male). Avevo anche io quest’abitudine, ma l’ho persa, lui invece seguita, e lo fa anche al nido dove le istitutrici (maestre?) si sono un po’ spaventate. Ovviamente hanno avvisato mamma che ha parlato con papà ed è scattata l’Operazione Togliilvizio (avete presente la polizia quando arresta sedicimila persone nell’Operazione Tulipano Allegro?). Le cause dei contatti tra la fronte di Andrea e le superfici dure era da addebitare a: 1) carattere marcio fino al midollo, genitori, non sperate di cambiarlo, capoccione è e capoccione resta; 2) ricerca smodata di attenzioni e affetto, che intende sottrarre a me, ah, ma io lo spiezzo in due!; 3) Affermazione del sé  in un mondo bla bla bla, questa la scartiamo perché non è divertente. Insomma, i vecchi si sono messi là a seguirlo, rimproverarlo, correggerlo, cacciarlo, abbracciarlo e ho perso il conto delle cose che sono successe, ma Scheggia è migliorato, adesso al nido dà solo due o tre zuccate (quando davvero lo fanno arrabbiare), e anche a casa ne dà poche e solo quando non è in vista papà (questo mi suggerisce qualcosa sui brutali metodi utilizzati dal vecchio).

E io? Stella meravigliosa nel firmamento, eccomi con i miei amuleti, le mie conchiglie, i cuoricini le borsette e tutto quanto possa servire a farmi bella con le amiche dell’asilo. La mattina raccolgo la mia mercanzia e arrivata il classe liquido il Miserabile Facchino (il mio autista privato) e mi dedico a confronti serrati su chi ha l’oggetto più appetibile tra noi femminucce.

Spero infine che anche a voi novembre ispiri sentimenti malvagi verso il cosmo, visto che si tratta di un mese triste, buio e, da ieri, anche gelido.