Archivio mensile:settembre 2006

Da Godzilla a Scheggia

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 La mia scuola è iniziata bene, se può iniziare bene un lungo periodo di detenzione. Ho ritrovato qualche amichetta, i giocattoli della città, la televisione con Tom & Jerry che mi mancavano molto. Ho iniziato il nuoto e la prima volta mi ha accompagnato il Miserabile Facchino, che mi osservava dal vetro mentre facevo la bulla andando sott’acqua benissimo e cercando di stare a galla malissimo. L’altra sera appena siamo arrivati a casa si è rotta la caldaia per l’acqua calda, così per lavarci scaldavamo dei grandi pentoloni. Papà quando ha pagato i tecnici che hanno montato la caldaia nuova era piuttosto depresso. Ma adesso possiamo fare il bagno nell’acqua alta!

Credo sia ora che Godzi cambi soprannome, il motivo è che lui è andato al nido e… aspetta, cominciamo dall’inizio. Era una mattina di sole quando la Grande Generatrice ha accompagnato Andrea al nido. L’esordio non è stato dei più promettenti; l’istitutrice, quando ha visto il piccoletto frignare senza ritegno cercando le sottane della mamma, ha dichiarato mestamente che l’inserimento sarebbe durato almeno un mese. Il giorno dopo Godzi è andato con papà, e le cose sono andate molto meglio. La volta successiva è stato lasciato con tata Cristina, e poi di nuovo con mamma. Complice un grande accogliente giardino, Godzi ha salutato tutti e si è dileguato all’aria aperta, così l’inserimento durerà meno del previsto e martedì prossimo Andrea mangerà per la prima volta a scuola. Mangerà, ecco, insomma, ci proveranno, perché i più tenaci tra voi sanno che Andrea rifiuta di masticare.

Però il piccoletto ha fatto passi da gigante (lo so, è un grazioso ossimoro), e le maestre, una volta che si sono rese conto con chi avevano a che fare, l’hanno soprannominato *Scheggia*. Lui inizia a correre e si avventura ovunque con una rapidità sconcertante. E si fa male. Mamma è stata avvisata: è probabile che torni a casa con qualche livido. Non è probabile, è sicuro, ah ah. Mettiamo ieri sera, eravamo in pigiama in attesa del giusto sonno quando Scheggia contocendosi in aria come un tuffatore è andato a impattare con il sopracciglio sinistro la base di un mobile. Pianto, sangue, mamma che diceva Ci vogliono i punti, Ospedale, Pronto soccorso, aita! e papà che scuoteva la testa mormorando virilmente non è niente. Mamma ha ottenuto di portarlo almeno in farmacia per un consiglio, così siamo partiti tutti i macchina verso una aperta fino a tardi. Ci ha accolti una dottoressa con un trucco tutto luccicante, simpatica! Ha dato un’occhiata ad Andrea e ci ha rispediti a casa con dei cerottini. Tutto qui. Siamo dovuti uscire in fretta perché il piccoletto aveva adocchiato gli scaffali e lui sa bene come allungare le mani… Poi Scheggia si è addormentato e nel sonno si è strappato il cerotto, ovviamente, e stamattina aveva un taglietto che lo rende molto fight club.

Scheggia, il mio amoroso fratellino!

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Note di un ritorno

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Quando avremo finito di togliere sabbia dalle scarpe, dai giochi, e di contare le conchiglie che abbiamo raccolto…

Allora inizia la scuola. Cioè, era già iniziata ma io vado domani. E domani Godzi inizia l’inserimento al nido.

Dunque siamo tornati tutti a casa, papà dorme da due giorni per riprendersi, mamma mette in ordine quello che io e Andrea disordiniamo, lo scaldabagno si è rotto venerdì sera. Godzi inizia a formare le prime frasi, ci vuole molta concentrazione per capire cosa voglia ma insomma, sembra che stia per iniziare anche per lui la felice stagione dell’infinita chiacchiera.

 

Ultime gocce d’estate

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Dovrei scrivere che sono molto triste perché siamo tornati in città e tra qualche ora comincerà il mio calvario scolastico. Dovrei scrivere che mi mancano il mare, la sabbia, i bagni e il sole, la bicicletta e le sveglie tardi. Che sono piena di malinconia settembrina al ricordo del tepore sulla riva placida. Invece no! Ah ah, sono ancora al mare e me la sguazzo con sghignazzo! La spiaggia è vuota ma la mia amichetta del cuore è ancora qui, così giochiamo tutto il giorno in perfetta pace mentre Godzilla e il Miserabile Facchino sono impegnati in una gara a inseguimento senza sosta. La mia amica però parte oggi, questo mi rende Molto Triste. Andrea ha molti graffi perché corre sulla strada e cade, cade anche sulla sabbia ma lì purtroppo non si fa niente. Com’è qui la vita quando si fa deserto? Un po’ noiosa la sera quando facciamo un giro in bicicletta e l’unico diversivo è Godzi che corre avanti e indietro come un matto, che non è uno spettacolo esaltante. Andrea è famoso in tutta la spiaggia per la sua attività frenetica e distruttiva, tutti gli vogliono bene ma nessuno lo terrebbe nemmeno per un minuto!

Godzi col caschetto per proteggersi dalle punizioni!In effetti non ci sono molte cose da dire, se non che la tata è andata in ferie e domani torna mamma, questo vuol dire che siamo soli col Miserabile Facchino che per tutta l’estate è stato odiato dagli altri papà. Già, perché le mamme dicono Guarda lui, prendi esempio! mentre il mio vecchio si fa in quattro per impedire a Godzi di suicidarsi, a casa ci fa la doccia, ci asciuga, ci veste e prepara da mangiare, mi racconta frammenti dell’interminabile Saga di Racchia per convincermi a svuotare il piatto, mette in ordine e ci addormenta. Perché dormiamo, anche, ma questo è un evento fortuito che dura sempre troppo poco.