Archivio mensile:luglio 2006

Standard

Il tempo vola! Quando sei in vacanza non ci sono più i lunedì ad esempio, perché se li sono presi tutti mamma e papà. Lo sapete, il lunedì è quel giorno con sensazioni brumose, nebbiose, tristi e opprimenti in cui incombono i doveri inevitabili e deprimenti della vita e sarà così per altri cinque lunghissimi giorni. La mia sensazione davanti all’asilo, insomma. Ecco, questo giorno qui al mare non c’è, è sempre sabato e domenica! Invece i vecchi devono stare dietro a me e soprattutto a Godzilla, il Terribile!

Il tempo vola, non ricordo neanche l’ultima volta che vi ho scritto qualcosa, miei sparuti ed eroici lettori (che la mia riconoscenza vi porti fortuna). La mattina mi reco con pedalata trionfante alla spiaggia dorata – ehm, più o meno, perché ampiamente divorata da una mareggiata e con grandi porzioni di duri e dolorosi sassi – e mi dirigo subito, senza soluzione di continuità, verso il mare dove mi getto senza esitare. Là permango finché branchie e squame non arricchiscono il mio corpo! Le mie amiche sono Nicoletta e Ludovica. Benché mi diverta molto con entrambe, la seconda ha una moto elettrica che ha attizzato la mia orribile cupidigia infantile, così ogni tanto stiletto Nicoletta con degli squallidissimi "Non sono più tua amichetta!" così da concentrare le mie turpi voglie sul mezzo semovente parcheggiato nel giardino di Ludovica. La situazione si è risolta quando il Miserabile Facchino mi ha spiegato che quel che faccio non è esattamente giusto, e mi ha convinto ("altrimenti" ha detto quietamente, "ti ammazzo, ti squarto e ti butto a mare") a recarmi da una delusa Nicoletta  a riconfermare la mia duratura amicizia. Come premio papà ha preso a farci fare tuffi grandi lanciandoci in alto e io ho imparato ad andare sott’acqua, anche se ho bevuto molto e il livello del mare si è abbassato.

Il tempo vola, la mattina mi sveglio presto e siedo sulle scale e aspetto che papà venga a raccattarmi per depormi sul divano dove vengo rifornita di coccole e latte. Il primo pomeriggio, dopo aver mangiato, guardo un pezzo del mio dvd del momento, poi mi addormento. Ho visto dodicimila volte di seguito Biancaneve e i sette nani, adesso è la volta di Peter Pan, sono arrivata solo a diecimila visioni. E poi si chiedono come mai noi bimbi sappiamo a memoria le storie! E perché genitori usciti di testa alla fine mettono gli orridi nanetti in giardino. La sera infine facciamo una biciclettata allegra nel viale e poi a nanna.

Andrea Godzilla sta prendendo confidenza con l’acqua, adesso supera la formidabile barriera dei frangenti di dodici centimetri sulla riva e scende negli abissi dove il fondale è a due palmi dalla superficie! Qui sguazza lanciando terribili richiami nel suo incomprensibile linguaggio. Sulla spiaggia l’hanno soprannominato il Maratoneta; col Miserabile Facchino danno poi vita al remake delle scene più drammatiche de La collina del disonore perché Godzi scende e sale un viottolo che dalla spiaggia porta alla strada e viceversa, su e giù, avanti e indietro sotto un sole cocente e una temperatura di circa cinquanta gradi! Papà gli sta incollato in un ferreo marcamento a uomo, ogni tanto lo prende e lo porta a raffreddare i circuiti in acqua prima che fonda. Ecco Godzi sulla spiaggia.

Ieri sono passati zia Simona con Riccardo e abbiamo giocato subito tantissimo in acqua e fuori. Noi eravamo tre femminucce vezzose e feroci e lui era l’unico maschietto-vittima, ah ah! La prossima volta vado io a trovarlo sulla sua spiaggia mentre Godzi sta con tata Cristina, con lei sta buono il fetecchione, coi vecchi se ne approfitta!

Il tempo vola, è già il 21 luglio e mamma ha ripreso a lavorare, va via due o tre giorni e io piagnucolo, ma poco. L’altra notte sono caduta dal letto perché lei non c’era (non è vero! E’ perché mi muovo come un pitone ubriaco e il letto è di ikea, grandissimo, solo Morfeo sa come sia riuscita a cadere!) e sono andata da papà, poi è arrivato Godzi col suo biberon omicida e dava grandi zuccate sulla testiera neanche fosse il folle Zidane, si attaccava a papà, poi a me e non capiva, avrà pensato "mamma si è rimpiccolita!" così m’è salito sulla testa e io sono scappata ai piedi del letto. Tutta la notte così, una gara a inseguimento! La cosa strana è che la mattina il più stanco era papà, forse perché Godzi lo prendeva ogni tanto a biberonate.

 

Annunci

Standard

 

Il mio mare è bello quando ci sono le onde con la spuma che fanno splassh sopra la mia testa, ma do la mano a papà che mi solleva un poco e urlo a novemila decibel, però ci sono anche le onde mosce che non fanno divertire e grido per chiamare quelle alte. La spiaggia fino a pochi giorni fa era tutta di sassi, ma poi hanno preso della sabbia da qualche parte – se vi alzate la mattina, voi che abitate sulla costa, e scoprite che un pezzetto della vostra spiaggia non c’è più, è da noi, non vi preoccupate, poi il mare ve la riporta prima o poi. Godzi anche lui si diverte un sacco, ma con la sabbia si diverte di più. Papà ha sentenziato "la sabbia è il paradiso dei bimbi e l’incubo dei genitori" perché da tutte le parti si vedono piccole figure sfuggenti e piene di gioia inseguite da grandi figure affannate e piene di noia. Se prima della gettata dei piccoli minuscoli pezzetti che non fanno male ai piedi Godzi rimaneva inchiodato sulla battigia, come un soldato da sbarco molto sfortunato, adesso ha scoperto il Lato Oscuro della spiaggia, vicino alla strada, che è una barca a vela in secco e un pattino color aragosta che un tempo era rosso e ora è semplicemente un relitto e viene usato dalle femmine come casetta e dai maschi come nave pirata, così litigano ma le femmine sono di più, più grandi e alla fine sono loro le Piratesse! Godzi va sempre là, nonostante le concrete sanzioni che gli commina il Miserabile Facchino, si arrampica, cade, si graffia, cammina sui sassi aguzzi come un fachiro e straparla. Sì, perché dice un sacco di parole ma poi quando si tratta di fare un discorso riprende a dire cose che nessuno capisce. Inoltre non mastica! Godzi, nonostante la sua proverbiale e animalesca vigoria, ancora va avanti a pappine, e il terreno circostante è cosparso dei tentativi di mamma di fargli assaggiare pezzi di pane, biscotti, grissini. lui li mette in bocca e poi li sputa, li butta via. Però stamattina zitto zitto è sceso per le scale da solo e la Grande Generatrice ha detto bravo! ma sotto sotto se l’era fatta sotto.

Ma ora che ho parlato così a lungo del mio fratellino, tocca a me, la principessa della spiaggia! Io amo fare il bagno, insieme a papà possibilmente, sennò da sola e faccio le chiacchiere con le onde, sto in acqua molto tempo e mi esibisco nei miei inimitabili stili a cagnolino scodinzolante, dorso assai incerto, quando sono fuori cerco le conchiglie piccole sulla spiaggia, le più piccole che trovo e poi le metto in esposizione sulla sdraio e strillo quando arriva Godzi. Faccio merenda con i grissini e prendo un po’ di sole.Oggi c’era mare mosso e sono stata travolta una decina di volte, ma mi sono divertita un sacco.

Ieri sera c’era vento e la luna e tante nuvole a forma di mano che l’hanno proprio presa la luna e stretta. Guardavo delle lucine lontanissime sul mare e dicevo che erano cagnotto, babbuino e racchia che navigavano verso il porto dove c’è il negozio che mi piace con tutte le conchiglie. Poi la grande mano nera ha preso la luna che non s’è vista più, sono arrivati i lampi e ridendo io e il Miserabile Facchino siamo corsi a casa sotto le gocce grosse. Ma oggi piove ancora e sono poco soddisfatta, anzi il mio stato di nervi è annodato e stanotte mi faceva male la tibia che ho picchiato contro il pedale della bici ieri sera, per fortuna mamma e papà mi hanno spalmato una pomata che mi ha fatto stare meglio.

Standard

Cari miei numerosi sparuti e pazienti lettori, vi scrivo col cuore traboccante di felicità! Siamo arrivati al mare dopo un viaggio periglioso acciocché numerosi altri s’erano messi in viaggio col medesimo proposito, rendendo la sottile striscia di asfalto pregna di automobili ansanti. Come succede sempre, quando abbiamo disperato di raggiungere l’agognata meta, essa si è materializzata dinanzi ai nostri occhi esausti.

Molto felici dell’arrivo, io e Godzi siamo andati a dormire e la mattina dopo alle sei e mezzo abbiamo fatto la festa a papà e mamma. Volevamo andare prestissimo sulla spiaggia e il Miserabile Facchino ci ha portati con spirito ammirevole, dopo che mamma ci aveva unti per bene contro i raggi gialli del sole. Tra mattina e pomeriggio sono stata almeno cinque ore in acqua ad ammollare per bene la pelle delle mie dita, mentre Godzi ha corso urlacchiando e stridendo lungo la riva, la tentato la scalata degli scogli, ha assaggiato lungamente la sabbia, ha fatto impegnativi bagni sostenuto da papà.

Questo trattamento avrebbe privato della vita un maratoneta, invece. La notte abbiamo dormito poco e la mattina dopo alla stessa ora tutti in piedi, alcuni con minore felicità, altri con nessuna, io e Godzi invece moltissima. Al mare però abbiamo preso a correre più lenti, a fermarci più spesso, e Godzi ha fatto vedere che i suoi occhi si perdevano nel vuoto, che non voleva dire che stava riflettendo ma che si stava addormentando.

Così è stato, miei amici. Abbiamo scaldato il letto per molte ore e la Grande Generatrice se ne è andata a nuotare mentre papà si dedicava alle sue attività insensate. E’ indubbio che questo luogo ci porti una quantità di felicità considerevole, oltre ciò che posso contare, cioè fino a quindici sedici, forse diciassotto (o è diciassove?). Inoltre mamma ha comperato un lettore dvd mentre il nostro maschio adulto, partito per la caccia, è tornato con con numerosi dischetti molto adatti ai bambini che sono diventati Ciò Che Desidero Di Più dopo aver finito di mangiare.