Archivio mensile:maggio 2006

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Da mesi arrancavo su una misera biciclettina da infante, ma finalmente la Grande Generatrice me ne comprò che è solo l’altro ieri una nuova, tutta rosa! Inutile dire che ho percorso con essa, mia fidata amica e compagna dei giorni sereni, migliaia di chilometri. Ho costretto il Miserabile Facchino a estenuanti passeggiate sulle strade che corrono verso il mare, dove mi fermavo per riempire il capace cestino di sassi per il mosaico. Avrei voluto portarmela a Roma, la mia adorata bicicletta, ma non è stato possibile, così la rivedrò venerdì, quando torneremo nella ridente località piena di acqua salata.

Godzilla impazzisce sulla spiaggia. Appena i suoi piedi toccano la sabbia dalla sua bocca fuoriesce un urlo belluino e l’intero corpo del vorticoso fratellino prende a correre verso la scogliera distante una trentina di metri. Solo i pesanti massi riescono a bloccarne la furia ed egli si ferma là, in adorazione, per poi avventurarsi Laddove Il Pericolo Incombe. In tutto questo seguita a gridare di stupore e felicità, è proprio scemo! Io invece, composta e ordinata, metto le mani nell’acqua fredda per poggiarle sulla schiena inerme di papà.

Sabato scorso ho avuto la prova del fuoco, il difficilissimo saggio di fine anno, consistente in me medesima e i miei compagni della scuola dell’infanzia impegnati in una fiera esibizione di gruppo. Nel clou della prova dovevo correre verso dei birilli da schivare con un elegante slalom,  indi caprioleggiare con l’amorevole aiuto dell’istruttrice, saltare dentro cerchi deposti in terra e infine superare un’asta posta alla vertiginosa altezza di venti cm! Ebbene, dietro di me si è formata una fila impressionante perché sono andata, ehm, piuttosto lentamente, mentre nonna Adriana sogghignava a mamma "tutta uguale a te!".

 

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Siamo tornati dal mare e mi sento un po’ triste perché domani si torna a scuola. E’ stata una fantastica settimana di vacanza, ho fatto il bagno insieme a mamma e a Godzi mentre il Miserabile Tapino era raffreddato e ci guardava invidioso da riva. Non abbiamo guardato la televisione per tutti questi giorni e devo dire che non ci ha fatto male. L’idea della settimana è stata quella di imprigionare Godzilla! Mamma a un certo punto s’è ricordata del box, un’orrenda gabbia invalicabile, dentro la quale il dannoso fratellino è stato deposto.

Grande Generatrice: "O stai là dentro o t’ammazziamo".
Godzi "Ahrebltrgnalksjcjaaa!!".
"Non piangere!".
"Agraughrmtksob! Sniff!", seguito da urla lancinanti.

La cronica mancanza di dialogo con cotanta ferocia vocale si è risolta quando sono intervenuta io, la Principessa Cornacchietta, che si è umiliata a entrare nel box per menare le mani con Andrea. Il fratellino ha gradito talmente che si faceva tirare in testa di tutto con grasse risate di godimento. Da allora, nei momenti critici, Godzi entra in gabbia, e intorno la vita riprende a scorrere tranquilla.

Papà mi ha portata a un negozio pieno di conchiglie, gioiellini e meraviglie varie, dal quale sono uscita trionfalmente con una bellissima stella di mare magnetica, che è stata attaccata al frigorifero insieme alla lista della spesa che mamma ha ovviamente lasciato là.

Ho visto le barche attraccate al porto. Ne ho viste alcune bellissime e subito ho voluto ascoltare un’avventura di Racchia sulla barca, storia che si è conclusa trionfalmente, infatti io e Racchia siamo diventate amiche! Ero stufa di doverla temere.

 Nella foto qui a fianco Godzi appena ha saputo che sarebbe stato confinato nella fredda Siberia del box.

Una sera mamma e papà sono usciti, e io ho singhiozzato e pianto perché non volevo. Amo che papà mi racconti una favola di Racchia la sera prima di dormire e non volevo proprio rinunciarci. Niente da fare… Però la vendetta è stata dolce perché era tutto chiuso! I vecchi hanno vagato per un’ora in un deserto e alla fine sono tornati e tata Cri era sorpresa – Già qui? Ha esclamato in cuor suo contenta di potersene andare a dormire senza altri impicci. A metà notte, ovviamente, io e Godzi abbiamo invaso il lettone costringendo papà a diventare il Miserabile Fachiro della larghezza di dodici centimetri, mentre mamma, più spietata, respingeva gli assalti del coccoloso Godzi tirandolo in testa al gentile consorte. Ora siamo di nuovo in città insieme ai seimila chili di bagagli.

Questo è il dialogo che si svolge da dodici anni a questa parte su tale argomento spinoso.

Miserabile Facchino "Non credi di aver preparato troppe valigie? ".
Grande Generatrice "Sì, la prossima volta non porto nulla".

E’ dalla prima prossima volta che le valigie aumentano. Effetti collaterali di questa espansione nello spazio sono le crisi mistiche di mamma – Non Parto Più! – condite con atti di accusa verso papà. Il quale oggi mi ha chiesto disperato, proprio mentre mamma lo rimproverava aspramente di aver bombardato Dresda e di non aver lavato la tazzina del caffè, fatti che avrebbero inevitabilmente annullato il viaggio di ritorno.

"Flaminia, cosa devo fare con mamma?".
"Ammazzarla".

Non so come mi sia uscita, ma sono sicura che mamma non ha sentito! Sob, sono un mostro!

il mio fratellino più carino del mondo

moi la princesse cornacchiettà

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la linguacciuta ribelleSono diventata la Grande Spiritella Ribelle. Faccio solo ciò che è proibito. Da questo tipico atteggiamento esistenziale nasce un gioco divertente che faccio col Miserabile Facchino.

Esempio #1

Miserabile Facchino "Flaminia, per favore mangia la minestra".
"Shhtuppido", lo insulto, e incrocio le braccia in uno sciopero della fame definitivo.
"Mangia!".
"No!".
"Mangia!"
"No!!"
"Mang!"
"No".
"Man!"
"No!!"
"Ma!".
"No"
"M!".
"Noo!"
"Allora guai a te se tocchi quella minestra, te lo proibisco, la mangio tutta io!".
"Slurp" faccio io finendola in rapide cucchiaiate.

Applicate ora questo schema a tutte le normali situazioni di casa e capirete perché i vecchi sono un po’ provati ultimamente.
 
Perché faccio così? è divertente e salvo la faccia perché obbedire non va bene, non si è mai vista una vispa bimbetta di 4 anni e rotti che dice "sì mammina, sì papino", non sarebbe normale, ma da psichiatra infantile. I miei vezzosi capricci echeggiano nelle valli capitoline, ogni tanto echeggiano anche gli scappellotti che rimedio, moi la pincesse offesa e piangente! Ho calcolato che sono in grado di versare una litrata di lacrime in pochi minuti per i motivi più abiettamente futili. Avete presente quei goccioloni tondi tipo temporale estivo che scivolano rapidi sulle tenere, rosee gote, cadono da occhioni alluvionati che diventano più luminosi e commoventi? Ecco, ci riesco benissimo.

"Arh arh, ma chi vuoi buggerare, mefistofelica pupetta!" ecco cosa risponde quel mostro di papà alle mie lacrime calde.

Godzi sta iniziando a capire che due delle sue abitudini più amate, salire sulle sedie per spazzolare gli scaffali della libreria e dar calci alle ante dei mobili per emulare ritmi ancestrali, non ottengono neanche un po’ il successo sperato. Anzi, da quando nota che il ringhio feroce delle persone che si avventano su di lui significa "facciamone polpette" piuttosto che "ma guarda che bravo questo adorabile maschietto!" rincula prontamente e si dispera gettandosi sul tappeto con efficacia drammatica pari allo zero, visto che tutti sghignazzano indecentemente. Insomma, capisce tutto quel che diciamo, sa ripetere i numeri da uno a dieci insieme alla Grande Generatrice , dice scarpe quando si infila quelle di papà e trotterella, no quando l’allontanano dall’aspirapolvere che adora maneggiare, ahi ahi quando la sua testa incontra qualcosa di Molto Aguzzo. Basta, il suo vocabolario è tutto qui. Ah ah! Alla sua età io sapevo parlare benissimo!

Dovremmo andare al mare, se il tempo è bello. Vi farò sapere cosa successe laggiù durante la nostra vivace permanenza.

Pigra sono

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I post scarseggiano, sarà la pigrizia primaverile, oppure che qui succedono, per fortuna, sempre le stesse cose.  Cioè che non voglio andare a scuola e tutte queste vacanze e ponti mi hanno aiutata parecchio. E Godzi che si arrampica dappertutto. La novità è che mamma qualche volta dorme fuori la notte per via del lavoro, ma visto che spesso tornava tardi la sera quando dormivamo, noi non ce ne accorgiamo molto della differenza.

Questi due giorni mamma è stata fuori e anche la tata perché era festa, così ad aiutare il Miserabile Facchino è venuta nonna Adriana. Con lei si sta bene perché fa un sacco di cose e gioca con me, poi si preoccupa quando Andrea si arrampica, cioè sempre! Una cosa strana che fa Godzi, e Molto Fastidiosa, è quella di stendersi per terra davanti a una porta o a un mobile che comincia a tempestare di calci. Questa percussione trapana il cervello dei presenti e alla fine papà lo prende le caviglie il fratellino e lo deposita sul divano, da dove Godzi riparte. Non sa di rischiare il linciaggio.

Ho iniziato a saper disegnare dei fiori, che dedico a mamma. A papà do un sacco di pugni perché gli voglio bene.