Archivio mensile:aprile 2006

Un tranquillo weekend di terrore

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Una mia vecchia foto che però rende bene l'idea della mia pervicaciaCosa sto imparando? A ribattere, soprattutto. Utilizzo ogni oncia della mia logica per contestare, negare, distruggere le argomentazioni, che sono poi solo rimproveri, dei miei tremendi vecchi.

"Flaminia, guarda cosa hai fatto a questa rivista, distrutta!".
Con Tono Saccente "Era ieri! Quando ero piccola".

Sto anche imparando a dire le bugie, ma il Miserabile Facchino fa il furbo.

"Papà, mi hai dato solo UN biscotto al cioccolato, ne voglio un altro subito".
"Erano due, la tua razione, putrida roditrice".
"No, uno solo! Sei cattivo shhtupido ecc.".
Ma poco dopo lui si avvicina al vassoio vuoto ed esclama "Dove sono i QUATTRO biscotti che ti ho dato?".
Io ci casco "Erano solo DUE!".
"Ah aah!" fa lui, e io mi rintano nella mia palude di vergogna e delusione.

Andrea sta imparando nuove tecniche da Guastatore. Ora sposta con grande rapidità le sedie da pranzo, ci sale sopra e sparecchia gli scaffali bassi della libreria, oppure organizza un attentato dinamitardo a un centrotavola fatto di fiori secchi Estremamente Delicati. Sebbene sia stato minacciato di morte, punito severamente, riempito di "no!" fino a scoppiare, appena smette di piangere  per la stizza (la sedia viene allontanata dalla libreria e rimessa al suo posto), lui fa la faccia a dorso di vanga e va a riprenderla. Stanno pensando di legarlo alla zampa del tavolo, ma temono se lo riesca a portare dietro, quel piccolo trattore di Godzi.

Siamo stati tutta la mattina di domenica sul terrazzo dove c’era un clima magnifico, su e giù con Godzi e giocare e litigare. Trattandosi di un posto sicuro – Godzi non può buttarsi di sotto a meno di imitare Bubka – il Miserabile Facchino ha avuto qualche attimo di respiro mentre mamma sfaccendava per casa. Sabato invece eravamo soli con papà e per fortuna sono venuti zia Simona e Riccardo, siamo usciti io e loro, mentre Godzi rimaneva con papà, e al parco ci siamo divertiti da pazzi! Sono tornata piena di fango e polvere, modello Pig Pen, ho mangiato tutto e ho stracciato il maschietto a chi svuotava per primo il piatto, poi non volevamo dormire, neanche un po’… zzz. Quando ci siamo svegliati Riccardo è andato via mentre papà si divideva tra il computer e me e Andrea, che stavamo devastando ogni angolo di casa con cura certosina. La sera ci siamo addormentati presto e in fretta, questo probabilmente ci ha salvato la vita.

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I tre giorni del cioccolato

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Questa santa pasqua è passata in soave allegria. Siamo andati al mare dove il tempo ci ha assistiti permettendo a me e Godzilla di giocare nel cortile, e ai vecchi di respirare di tanto in tanto. Inutile dire che ormai io e Godzi ci litighiamo tutto, il che comporta l’emissione di strilli intorno ai 300 Db.

Come da copione, ho dato l’assalto alla cioccolata, in qualunque formato mi apparisse davanti: uova grandi, ovetti piccoli, conigli, cioccolatini. La mia abbuffata m’è costata numerose bolle sui sacri lombi di principessa, ma non me ne importa niente! Con papà abbiamo raccolto sulla spiaggia un sacco di sassi per il mosaico, nonostante le proteste di mamma.

"Potete lastricarci Piazza San Pietro", ha detto sconsolata.
"E’ un’idea!", ha risposto il Miserabile Facchino, ormai definitivamente uscito di senno, mentre depositava lastre da dieci tonnellate nel cortile.

Andrea ormai non si accontenta più di un solo biberon, ne beve due insieme. Le ditte di pannolini gli hanno offerto un contratto per testare i loro prodotti. Sembra che il primo pannolino che riuscirà a reggere le pipì di Godzi per più di un’ora senza scoppiare farà vincere al suo ideatore il premio Nobel (per cosa non lo so!). Ma l’impresa è evidentemente impossibile. nel frattempo l’assetato fratellino si dà da fare.

Godzi sta inoltre sviluppando mostruose capacità che lo rendono capace di assimilare tutti i dati sul territorio in pochi istanti, così da poterlo devastare con una rapidità che sorprende anche me. A volte lo prendo a calci.

Per il resto la vacanza pasquale al mare è andata bene. mamma ha passato le giornate a sistemare, mettere a posto e a domandarsi dove diavolo avesse messo questo e quello. Intanto io, la Principessa, insieme a papà e Godzi andavano in giro in bicicletta. Andrea sedeva beato sul seggiolino mentre io sfrecciavo con la mia meravigliosa bici rosa. Il Miserabile Facchino ha provato a portarci entrambi in spiaggia ma è stato impegnato per più di mezz’ora a impedire a Godzi di lanciarsi in acqua. Alla fine ha rinunciato e abbiamo pedalato a lungo.

Domenica e lunedì è stata con noi nonna Adriana che ha portato sollievo alle stanche membra dei vecchi. Mi sono divertita un sacco perché abbiamo organizzato un negozio dove le vendevo merce scadente a prezzi esorbitanti!

Il giorno della partenza papà si è dedicato a caricare tutta la nostra roba sulla macchina, ma poi ha dimenticato a casa portafoglio, orologio, patente, chiavi di casa, accorgendosi di questo dopo 30 km.

"#@! porc!". Ha detto all’incirca, ma io per fortuna dormivo.

Viva la Pasqua, abbasso l’asilo!

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La mia prima smorfia documentata!! Questa settimana è scivolata via e tra qualche giorno è Pasqua! Non possedendo il minimo senso religioso attendo con frenesia pagana che arrivi domani, primo giorno della lunga, meravigliosa, sensazionale settimana di vacanza dall’asilo! In realtà non me ne sono ancora resa conto, ma oggi pomeriggio alle 16.01 lancerò lunghi evviva! nel tragitto che mi separa dall’amato nido casalingo dove potrò gozzovigliare a lungo.

Flaminia "Non voglio andare a scuola, mai più".
Papà "ma devi andarci…".
F "allora io ti butto dalla finestra e non ti parlo mai più!".
P "ma poi mamma deve venire a soccorrermi".
F "E andate via, non voglio, sob!", e scoppio a piangere.
P "sei fuori di testa".

Ieri è venuta nonna Franca, appositamente per stare con noi. Le altre volte infatti passava di qui al termine di qualche sua commissione e stava solo pochi minuti. Invece ieri è stata tutta la mattina e buona parte del pomeriggio. Prima di prendere questa difficile decisione si è sottoposta a un lungo training che l’ha resa abbastanza robusta da fronteggiarci.

Godzi ha avuto una decina di giorni, dopo l’avventura in ospedale e la successiva gastroeneterite, di calma e serietà. Tutti dicevano "uh guarda com’è diventato tranquillo". Ma da qualche giorno ha ripreso a fare capricci magnifici, stridendo in modo eccessivo per ogni piccola cosa gli venga negata. Ma la Principessa dei Capricci sono io, indubitabile. Sono capace di piagnucolare "mi hai fatto male" solo che qualcuno mi guardi da lontano, e mi lamento così bene che al malcapitato (in genere il Miserabile Facchino) viene il dubbio che lo sguardo mi abbia fatto davvero male.

Nonna ha portato due meravigliose, enormi uova di cioccolato, e due teneri conigli di Pasqua, sempre al buon cioccolato… Non ne dovrei mangiare per via della bollazze sul sedere, ma credo che domenica farò uno strappo alla regola, anzi devasterò, disintegrerò la regola.

Ah. Papà ora mi porta a scuola in motorino. Ho il mio casco che però è verde mentre lo vorrei rosa. E quando dico stupido c’è un battipanni magico che si muove verso il mio sedere nonostante papà cerchi di tenerlo e io corro urlando per tutta casa. la sera non voglio più che mi racconti favole ma che spenga subito la luce perché mi voglio accoccolare tra le sue braccia e stare là il più a lungo possibile prima di addormentarmi. La notte invado a volte il lettone, quando poi al mattino presto papà e Andrea se ne vanno in salone, io mi avvicino a mamma e sembriamo due prodigiose fate addormentate.

La stele di Godzilla

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Nel 1799 venne ritrovata la Stele di Rosetta, questo mi ha ricordato che potremmo tentare un esperimento simile con Godzi, che utilizza con maestria e scioltezza il suo idioma alieno, peccato che noi non capiamo niente! Una sera, guardando la sua amata camomilla (sapete già che Godzi è uno sbevazzone) ha esclamato "mumma!". Potremo usare quest’unica parola per iniziare a decifrare quel miscuglio incomprensibile di vocali, consonanti ed esclamazioni che esce dalla sua bocca? Approderemo con la nave della scienza alle sicure terre della conoscenza? Vi farò sapere.

Io-non-voglio-andare-a-scuola. Ora, vorrei che questa asserzione, frutto di elaborati calcoli esistenziali, si piantasse nelle dure, ostinate zucche di mamma e papà. Preferisco stare a casa, perché non lo capiscono? A nulla valgono ignobili piagnistei, aggressioni feroci al Miserabile Facchino che si concludono con l’orrida piangina che va tanto di moda in politica. Non serve a niente. Per farvi capire come mi sento quando vado a scuola: nel 1990 uscì un film con Charlie Sheen intitolato Cadence (Uomini al passo) in cui dei reclusi intonavano il gospel Chain gang mentre marciavano per andare ai lavori forzati. Ecco.

 

Una settimana tira l’altra

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E’ già passata una settimana! Godzilla ha fatto la visita di controllo e l’ematoma dietro il timpano è scomparso, questo vuol dire che posso riprendere a fargli scherzi atroci? Ora la casa è piena di automobili, trattori, treni che gli sono stati regalati e io sono Molto Gelosa. 

Questo fine settimana mamma ha lavorato sempre e siamo rimasti da soli con il Miserabile Facchino. La domenica sera:

Papà "è il tramonto, domani è lunedì… Hurrààà!".

Non ho mai visto nessuno così felice che ricominciasse la settimana lavorativa. Però non siamo stati cattivi e lui l’ha riconosciuto, promettendomi un regalo super per il mio ineccepibile comportamento.

Ieri sono venuti a dargli manforte nonna Adriana, gli zii Dario e Simona insieme a Riccardo il Cugino Gagliardo, col quale ho avviato una lunga, ininterrotta rissa che mi ha veduta soccombere più volte. Riki, detto anche Demolition Derby, ha rotto varie cose prima di essere stordito da abbondanti piatti di pasta al sugo.

Il cugino ha regalato ad Andrea un locomotiva che riproduce fedelmente il baccano reale di un treno in corsa. Il frastuono ha indotto i presenti ad asportare un pila dal ventre del mostro così da ridurlo al silenzio.

Quando mamma è tornata dal lavoro, ieri sera, ha portato al mio ignobile fratellino un modellino di automobile gialla, m-o-l-t-o c-a-r-i-n-o, ho strepitato a lungo ma non sono riuscita ad ottenerlo. Lo volevo semplicemente tutto per me, senza dividerlo con nessuno, per sempre.