Archivio mensile:febbraio 2006

E Cenerentola provò la scarpetta di cristallo

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Ma perché le scarpette  non sono svanite a mezzanotte come tutto il resto? Interrogate la fata Smemorina, fatela confessare la manigolda.

Ieri sera grosso grasso mal di pancia. in lacrime non riuscivo ad addormentarmi finché la Grande Generatrice non mi ha fatto degustare, a viva forza, un miscuglio di acqua calda, limone e bicarbonato dicendo "o ti fa digerire o ti fa vomitare".

La seconda che hai detto mamma! mi sono sentita subito meglio, ho biasciato che non avrei mai più bevuto una robaccia del genere e mi sono addormentata nel lettone occupando interamente lo spazio riservato al Miserabile Facchino. Tanto lui nel cuore della notte è emigrato trascinandosi via un irrequieto Godzi…
Domani è lunedì, torno a scuola, tutti riprenderanno a riposarsi.

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Standing ovation per Andrea per le ripetute torture inflitte al Miserabile Facchino, al quale dico sempre "brutto e cattivo!" non appena osa contraddirmi o rifiutare di obbedire ai miei cervellotici capricci. Non so esattamente cosa io abbia trasmesso al caotico Godzi, quale malefico virus, ma lui stanotte si addormentava per qualche minuto e poi si svegliava. Visto che mamma doveva partire, il Miserabile Facchino ha imbarcato tra le braccia il piagnucoloso fardello e l’ha portato in salone. Stamattina la mia adorata, ineguagliabile Grande Generatrice ha trovato papà seduto sul divano con Andrea in braccio, più o meno addormentati.

"Cosa…?", ha mormorato mamma.
"Se non lo tenevo in braccio non dormiva", ha risposto Una Voce che proveniva dalla bocca chiusa di papà.
"…".

Papà ha messo dell’acqua bollente direttamente nel contenitore del caffè e ha bevuto una mistura terrificante che gli ha fatto leggermente aprire gli occhi. Mi ha accompagnata a scuola dove ho allestito la solita recita del Piccolo Polipo. Attaccata alla sua gamba, sarei morta piuttosto che staccarmene, se non che ho visto una Cosa Ghiotta sulla scrivania della maestra e senza neppure salutare il mio vecchio sono calata sulla preda con un muso a punta da formichiere. Papà ha dichiarato che s’è stufato di portarmi in braccio da casa all’asilo e mi verrà a prendere in motorino, anche nel caso grandinasse!

Il Brutto e Cattivo genitore ieri mi ha accompagnata a nuoto, mi ha fatto la doccia, mi ha lavato i capelli e me li ha asciugati, mi ha rivestita e portata a casa. Senza mai arrabbiarsi nonostante il mio comportamento altamente urticante. Non ci credo, doveva essere un automa con il suo aspetto e lui era da qualche altra parte. 

Ieri sera quando è tornata mamma le ho voluto dare tanti baci perché le voglio tanto bene!

Rientro faticoso

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Avete presente quando l’appetito non c’è, si ha mal di pancia, mal di gola e così si rimane a casa? Ecco, oggi è così. Però, stranamente, mi sono preoccupata.

"Dovete dirlo alla maestra".
"Sì, abbiamo telefonato per dire che non andavi a scuola".
"Che ho mal di gola, cof cof!".

Mi riempie il cuore di strazio non poter andare all’asilo, credetemi! Stanotte mi sono lamentata cigolando a lungo, sono stata accolta nel lettone dove ho tormentato papà e mamma fino all’alba, quando si è svegliato Godzi in perfetta forma iniziando a straparlare nel suo idioma alieno.

Ah, sto attraversando la nota fase del Turpiloquio Godurioso. Mi avvicino a papà sorridendo sotto le ciocche.

"Ti devo dire una parolaccia all’orecchio".
"Sob".
"#@!..", bisbiglio. E ne sono tutta soddisfatta.
"Valla a dire anche a mamma", mi consiglia subdolamente.
Fossi matta! E poi di nuovo.
"Papà, ti devo dire…".

 

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Ah che bella sciata! Sono stati quattro giorni fantastici, grazie amiche di mamma e Matteo e Massimo, siamo stati bene!

Qui nella mia posizione sublime in un perfetto spazzaneve con mani giunte dietro la schiena come da istruzioni precise del maestro Mauro. Imperturbabile e composta, sono stata soprannominata La Piccola Grace Kelly Delle Nevi. Unico particolare stonato le mie rovinose cadute, per fortuna rare, nelle quali riuscivo ad annodare gambe e sci a gassa

Con furbizia, sono rovinata al suolo lontana dal crudele obiettivo di papà, così nessuno avrà mai testimonianza fotografica delle mie scomposte posizioni da Granchio Starnazzante. Volevo assolutamente andare sulla seggiovia per sperimentare nuove forme di spostamento e concludere il bellezza la mia iniziazione sciistica, ma una fila disumana ha fatto desistere mamma.

Sogghigno tra me e me per la mia incommensurabile tecnica nella conduzione di curva, o forse perché vedo il Miserabile Facchino che mi inquadra. Papà è venuto a prenderci perché, secondo le leggi misteriose della termodinamica da viaggio, le valigie preparate per l’andata non sono bastate per il ritorno, e l’automobile che era bastata per l’andata non bastava per il ritorno, così lui è arrivato per un piacevole giornata che lo ha visto scorrazzare per valli, monti e strade in temerarie avventure come Cerca un parcheggio a meno di cento chilometri dalle piste, Dai retta a tre mamme e tre bimbi, e ovviamente il suo pezzo forte, Carica e scarica tutti i bagagli col sorriso sulle labbra. Però ha sciato e non sembrava per niente infelice mentre mi guardava dominare i ghiacci e le nevi della terrificante pista Topolino. Sebbene di tempra robusta, ieri sera mentre mi cullava, al buio, s’è addormentato lui e ho dovuto svegliarlo seicento volte. Ma dico!

Godzi o l’Adorabile Teppista, quando ci siamo incontrati abbiamo ripreso le nostre abitudini, io l’ho spintonato violentemente mentre lui cercava di sottrarmi con cieca ostinazione la mia preziosa borsetta piena di palline e di winnie pooh gallina, topo e mucca. Poi però ci siamo dati dei bacetti di bentornato. Mi è mancato tanto. Andrea infine ha esclamato "smaklhuz, iààà, dejààà, uhh!", così ho capito perfettamente che mi vuole bene anche lui.

Si parte!

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Si va in montagna! In realtà ho manifestato la più viva opposizione a questo piccolo viaggio che ci porterà, mamma e la sottoscritta, in un posto di montagna non troppo distante da Roma, per affrontare la prima grande esperienza sciistica della mia fulgida esistenza. Siamo partite con un fuoristrada di un’amica di mamma pieno zeppo come un uovo, tre mamme e tre bimbi, me moi e due maschietti che cercherò di dominare con la mia prorompente bellezza, e varie tonnellate di bagagli. Il Miserabile Facchino ci ha aiutate a sistemare le borse e a caricare gli sci sul tetto, poi mi ha salutata ma io ero frastornata e l’ho fissato con sguardo da bradipo! Siamo arrivate bene, la casa è calda e mi ci trovo bene. Domani mattina calzerò per la prima volta gli sci e vi saprò dire cosa mi è successo, temo la mia istintiva pigrizia! Papà e mamma stanno addirittura pensando di prendere qui una casa in affitto l’anno prossimo, insieme ai vecchi del cugino Riccardo.

Nel frattempo Godzilla ha fatto in modo di movimentare le giornate. Ieri si è alzato quatto quatto e s’è infilato in bagno dove ha banchettato dentro la tazza, che schifo! Una volta ripulito e disinfettato è riuscito ad arrampicarsi al terzo scaffale della libreria e ha rotto una sveglia facendola cadere, come non si sia fracassato la testa lo sa solo lui! Infine ha aperto una confezione di crema per il viso e, con sommo orrore di mamma, se ne è riempito le mani, i vestiti e la faccia. Chissà se gli mancherò questi tre giorni che staremo lontani, Godzi!

Si avvicina carnevale

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Sebbene papà e mamma vengano presi da crisi depressive alla vista della mascherine carnevalesche, si sono rassegnati al mio desiderio di vestirmi da fatina; ho dimostrato così la mia sconvolgente originalità nella scelta del costume. Per il momento mi accontento di girare per casa con la bacchetta magica e il cappello lanciando improbabili incantesimi al Miserabile Facchino.

"Bidobidu*! Adesso ti trasformo in rosso!". Lui assume l’espressione del rosso (non chiedetemi come faccia ma io ci credo che Lui è il Terribile Rosso!) e io scappo ridendo per tutta casa.
"Adesso ti trasformo in nero chiaro!"; qui il genitore entra in crisi e cerca invano di spiegarmi la nozione di contraddizione logica.

Con Godzilla va meno bene, appena gli metto la bacchetta magica sotto il naso lui cerca di distruggerla a morsi e se non gliela lascio prende a battere la fronte per terra gridando come un pazzo. Per quanto mi riguarda può anche fracassarsi la testa!

Ieri pomeriggio siamo andati a casa di amici, dove ho mangiato due chili di pasticcini e ho pianto almeno cento volte, perché i tre maschiettini presenti mi volevano mettere sulla testa le stelle filanti! Mi sono divertita un sacco!! (sì, lo so, le tipiche contraddizioni di noi femminucce).  

Per finire la giornata, appena prima di addormentarmi, ho dichiarato a papà.

"Non è una bacchetta magica".
Ma non ho voluto spiegargli il perché di questo mio eccesso razionalistico. 

trattasi della formula recitata da Smemorina in Cenerentola, liberamente adattata.

Trasmettiamo in diretta un virus

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Sì, sono la Piccola Portatrice di germi nefasti! Come promesso, dopo aver subito l’onta della febbre gastronitesinale, non ho avuto alcuno scrupolo nel passare questo grazioso dono a Godzilla, che ieri sera, tutto pronto per andare a dormire, pigiama pulito, coperte pulite, pantofole della grande Generatrice pulite, ha dato di stomaco in maniera rovinosa e abbondante. Povero fratellino! s’è spaventato mentre io cinquettavo felice e aiutavo mamma a prendere dal cassetto il cambio completo per il nostro maschietto piagnucoloso. Mamma l’ha consolato e l’ha cullato a lungo, alla fine lui s’è addormentato tranquillo, mentre io, dopo una serie di fatui, inutili, gustosi scapricciamenti, memorizzavo le fiabe del Libro Grande lette da un miserabile Facchino dalla palpebra pesante. Ma stanotte abbiamo dormito bene, io e Godzi, e i vecchi si sono ripresi. Stamattina infine me ne sono uscita con una frase assolutamente originale, "Non voglio andare a scuola!" che ha suscitato un grido di ammirazione da parte di papà, ma ho il sospetto che il Malefico Facchino intendesse fare della crassa ironia.