Archivio mensile:dicembre 2005

Missione incompiuta

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Ahimé, nulla dei nostri propositi fu attuato. casa di zio Mario rimase intatta, nonostante le nostre corse sfrenate e l’aggressione ai pacchi natalizi con relativo squartamento di involucri, nella bramosia di afferrare il contenuto. Ricevetti quattro bambole, una però già l’avevo, una seconda era gigantesca con occhi minacciosi e mi mise paura, preferii di gran lunga una coppia di gemelline attrezzate con un passeggino da assemblare che è fu affidato alle cure del Miserabile Facchino.
"Dopo aver montato questo posso lavorare al MIT", ha sentenziato quando le ruote di plastica hanno toccato terra per la prima volta.
Con le due gemelline ho adottato una tecnica sinistra, preferendo o l’una o l’altra, mai insieme, così da provocare in loro dei vasti complessi di colpa. Il passeggino è spesso preda della follia distruttiva di Godzilla ma sta resistendo ai suoi severi test di resistenza. Per un paio di giorni, la vigilia e Natale, ho avuto la febbre e la tosse, gaudio! La Grande Generatrice è in viaggio anche oggi e ci ha lasciati alle cure di papà che fa lo sbruffone, ma sa che lo stiamo demolendo con un devastante lavoro ai fianchi.

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Pronti all’azione

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Me moi la principessa, insieme a Riccardo il cugino gagliardo e ad Andrea "Godzilla", stiamo elaborando una raffinata strategia per devastare sapientemente casa di zio Mario, che si è arditamente offerto di ospitarci stasera. Ahr Ahr! Non sa cosa l’aspetta. Punta di diamante del nostro piccolo esercito è ovviamente Godzilla, che lanceremo contro il prezioso e antico albero di Natale, per sviluppare un attacco ai lati contro gli innumerevoli ninnoli che ornano il vasto salone di zio. Sarà una lunga serata, se ce la mettiamo tutta potremmo anche riuscire a prendere in ostaggio il ciccione rosso e costringerlo a darci tutti i regali, soprattutto quelli che non meritiamo. A fine serata, se la nostra azione avrà avuto successo, raccoglieremo i frammenti di quel che resta dei nostri vecchi e torneremo a casa trionfanti. Domani l’aspro resoconto della serata di lotta.

Colleghi distruttori di ogni ordine stabilito, genitori succubi e già esauriti dopo pochi giorni di vacanza dei vostri amati frugoletti, auguri a tutti voi di felici feste.

pranzo familiare

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A Natale la famiglia di papà è sempre frammentata, non riesce mai a stare unita, così la Grande Generatrice ha proposto un pranzo con i fratelli e la mamma del Miserabile Facchino. L’idea è stata accolta e ieri siamo stati proprio bene! Ho spiato le cugine Sofia e Giorgia per imparare i trucchi delle ragazze grandi, ho mangiato a tavola con gli altri e sono stata bravissima. Un ineccepibile Godzilla ha completato il quadretto idilliaco, visto che non ha demolito niente. Questo però non ha convinto nonna Franca, che teme per l’incolumità della sua casa in campagna.

"Non tolgo niente!", ha tuonato alludendo ai vasi, ai cristalli e ai libri che sono a portata di zampa di Andrea.
"Siamo d’accordo, ma cosa ne pensi di un’assicurazioncina contro gli eventi catastrofici naturali?", hanno proposto papà e mamma.
Non è dato sapere cosa ha mormorato nonna.

Nel pomeriggio papà ha rotto un piccolo bicchierino orientale al quale tenevo; la cosa mi ha rattristata molto, così verso sera lui è uscito e me ne ha riportati due, abilmente estorti al ristorante cinese vicino casa, grazie papà!

Oggi invece giornata triste e fredda, si torna a scuola! Godzilla è andato a farsi punzecchiare le cosce per via dei vaccini, vi saprò dire come supererà questa prova.

un’angioletta vezzosa

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Oggi noi piccoli della scuola dell’infanzia abbiamo offerto un grandioso spettacolo sulla nascita del bambino sacro. Ero angioletto di fila; vestita d’arancione ho svolto con dignità il mio ruolo. Nel corso della recita ci siamo persi per strada un angelo annunciatore, che ha iniziato a piangere ed è volato tra le braccia della mamma seduta là davanti; momento di suspense quando doveva arrivare la stella cometa seguita dai re magi, ma la stella giaceva a casa malata! Però i re hanno trovato lo stesso la strada, deponendo i doni ai piedi di Gesù neonato, che pesava già dieci chili e si muoveva al ritmo della musica con discreta grazia. La nostra fila di angioletti si è comportata meglio dell’altra, dove regnava una celeste distrazione. I genitori assiepati sbavavano a qualsiasi nostra mossa e questo ci ha reso ancora più consapevoli del nostro immenso potere. 

Lettera a Babbo Natale

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Da giorni e giorni si sapeva che babbo natale sarebbe passato a scuola per ritirare le nostre adorabili letterine, gonfie di avide richieste di costosi e inutili regali. Da noi come al solito si temporeggiava; la Grande Generatrice e il Miserabile Facchino si palleggiavano la cosa dicendo "mmh, sì, dobbiamo scrivere insieme a Flaminia…. eh già, domani". I giorni sono passati e stamattina era l’ultima occasione, così papà mi ha interrogata fittamente ed ecco la mia untuosa lettera di natale:

Caro babbo natale, anche se non ci siamo mai visti io ti conosco benissimo. Mi hanno detto che tu sai già se io sono stata buona o cattiva e questo è davvero un bel pasticcio! Posso solo dichiarare che i miei momenti angelici sono stati nettamente superiori a quelli in cui ero sommamente diabolica. Puoi chiedere referenze ai miei vecchi, che non sono troppo scontenti di me e di Godzilla. A proposito, porta ad Andrea una bella locomotiva che lui ne va matto!
Passiamo alle cose serie. Puoi portarmi la bellissima bambola S****** che ho visto alla tv? Non tento una moral suasion sussurrandoti che, se non dovessi riceverla, insinuerò per sempre che sei brutto e inutile. No, non lo dirò né lo scriverò, lungi da me questa subdola strategia.

Tua Flaminia

PS, non abbiamo il camino quindi atterra sul terrazzo. L’albero lo vedrai, è là vicino. Se tu ti chiedessi quale causa possa aver spinto una mente malata a edificarlo fuori, la risposta è: legittima difesa da Godzilla, il rapido e implacabile distruttore.

Chiusa questa preziosa missiva nella busta, mi sono precipitata a scuola appena in tempo per la foto di gruppo davanti all’albero decorato. Un folto gruppo di piccoli angioletti in posa, prima di sciamare come feroci cavallette natalizie nelle classi indifese.

Si avvicina Natale

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L’otto dicembre 2005 sono stati aperti i grandi cantieri qui a casa, sul lato sud io e mamma approntavamo il Grande Presepe, con sgombero forzato del ripiano dove la Grande Generatrice ha deposto in ordine confuso una grotta, tutti i personaggi necessari e una serie di graziosi animali. La mia supervisione ha provocato l’immediato tentativo di fuga del piccolo bebé rosa.

Flaminia: "Papà, incollalo alla culla!".
"Ehm, Flaminia, la culla deve rimanere vuota, adesso Gesù è ancora nella pancia della mamma".
"Perché non lo rimetti nella pancia?".
Miserabile Facchino, afferrando una sgomenta Maria con una linea perfetta, "uhm, non è così facile".

Con simili discussioni teologiche l’opera è stata presto definita e al taglio del nastro ampi applausi hanno onorato i genitori dell’eroe nascente, l’angelo portatore di novelle, i pastori e gli animali perfettamente a loro agio davanti a un fondale con una grande palma, una mezzaluna e un vasto cielo stellato come se ne vedeva solo  a quei tempi.

Sul lato sud l’Albero di Natale è stato assemblato dal Miserabile Facchino con spericolate acrobazie. Ben presto mi sono unito a lui nel tentativo di ammassare quanti più addobbi a forma di pala, abete, stella, corona e collana. Al termine l’albero è stato illuminato da lucine sapientemente imboscate e tutto era perfetto. La Grande Generatrice è sopraggiunta e ha osservato a lungo l’opera.

"Ah, il puntale è storto".
"Non vedi che avete messo tutte le palle a sinistra e niente a destra?"
"In alto vanno le cose piccole, com’è che è vuoto?".
"Non va, non va".
La sua foga revisionista si è misteriosamente placata quando papà le ha detto conciliante "Bene, allora sistema tutto, dai".
"Ah, però, a ben pensarci non è poi così male, già", e si è allontanata alla chetichella.

A proposito di Papà Natale, avrei dovuto scrivergli una letterina, ma ho preferito spedirgli una serie di cataloghi di giochi, bambole e amenità varie, del peso di quindici chilogrammi. Non potrà rifiutarmi nulla, a me, la principessina!

Godzilla ha apprezzato assai poco che l’albero sia stato innalzato in veranda. Al sicuro dietro una porta finestra e una robusta inferriata l’abete artificiale lo attraeva come le mitologiche sirene, e lui urlava disperato. Papà gli ha concesso di uscire per qualche secondo che sono bastati a Godzi per stendere a terra un numero imprecisato di palle con due precisi ganci. Il suo rimpatrio forzato ha provocato proteste rumorose.

Natale si avvicina, sono contenta perché per un sacco di giorni non andrò a scuola. I miei vecchi sono felicissimi all’idea di avermi tra i piedi dalla mattina alla sera!

Ultim’ora! Godzi allungando le sue formidabili grinfie è riuscito ad arrivare al presepe, distruggendolo completamente! Danni ingenti!! L’opera di ricostruzione ha impegnato duramente i nostri valenti genitori, ma alla fine gli attoniti personaggi si sono ritrovati di nuovo attorno alla sacra grotta. Ancora lontani, i Re Magi hanno mormorato "cominciamo bene…".

A chi tocca…

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L’altra settimana dall’asilo sono tornata con febbre alta e mal di gola; a lungo sono rimasta gettata in stato di profondissima prostrazione sulla mia poltrona preferita, con sguardo bovino seguivo Godzilla che imperversava per tutta casa toccando le mie cose, vigliacco, e gridava nel suo dialetto marziano, profittava della mia malattia per irridermi in modi a me sconosciuti. Ma la vendetta di Flaminia è giunta puntuale, ieri l’azione distruttiva del malefico ranocchio si è fatta meno incisiva, poi blanda, infine inesistente man mano che la temperatura corporea si alzava. Ah ah! io rido ormai guarita mentre lui piagnucola sdraiato con le pezzette fredde sulla fronte e il biberon storto in bocca. E oggi niente scuola grazie al rossore diffuso nella mia meravigliosa gola! Che giorno splendido!