Archivio mensile:luglio 2005

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quanto sono vezzosa!

E’ il periodo della papite acuta. Durante la settimana lui torna a Roma per lavorare (così dice) lasciandomi da sola senza le storie di Babbuino e Cagnotto (e ora anche di Racchia) e io mi sento profondamente depressa.

Ormai ogni mattina avviene questo dialogo tra me e la Grande Generatrice.
"Flaminia preparati che andiamo al mare".
"Non vengo! Non voglio andare al mare! Voglio andare alla stazione dei treni per tornare a Roma da papà!".
"Guarda che se non vieni al mare rimani a casa da sola":
"Neanche! Io vado alla stazione dei treni".
"Ma papà deve lavorare".
"Non importa, io sto buona e poi mi racconta le storie".
Allora quando telefona mi faccio raccontare una versione assai abbreviata della fiaba del giorno, che papà mi racconta lungamente quando siamo in bicicletta:
"Un giorno nella savana Babbuino e Cagnotto si annoiano e decidono di fare qualche scherzetto. Vedono Leone che dorme, allora si avvicinano e gli fanno il solletico sulla pancia e quello si sveglia ruggendo "chi è stato! Ah siete voi malefici, adesso vi do un morso sul sedere!" ma i due scappano e si tuffano nell’erba alta, così che Leone non riesce a trovarli e borbottando torna a dormire.
Dopo un po’, dall’erba alta spuntano gli occhietti dispettosi di Babbuino che vede Leone addormentato, allora con Babbuino va silenzioso e gli fa di nuovo lo scherzetto. "Ah siete ancora voi!" ruggisce il Leone, ma quelli si tuffano nell’erba alta e non si fanno trovare.
Dopo un altro paio di questi scherzetti, Leone va dalla Fata della Savana, di cui non ho immagini, e si fa preparare un incantesimo: Leone! quando dirai Patapum l’erba della Savana si trasformerà in rovi dalle lunghe, lunghe spine, e quando dirai Patapam i rovi torneranno a essere tenera erbetta, gli dice la Fata compiendo riti magici.
Il Leone torna a dormire e quando i due mascalzoncelli gli fanno nuovamente il solletico lui li insegue, e quando vede che stanno per tuffarsi nell’erba dice la sua formula magica e quelli precipitano rovinosamente nelle spine lunghe lunghe e cominciano a dire Ohi, Ahi! Che dolore, che puntura! e saltellano cercando di non farsi infilzare dalle spine, ma non ci riescono, e non possono uscire perché Leone li aspetta con le fauci spalancate! Le cose vanno avanti così per tutta la giornata finché Leone, impietosito, dice Patapam e i due cadono alla fine sull’erba tenera, chiedendo perdono "non lo faremo più, scusaci, siamo stati cattivi!".

"Allora adesso attacchiamo, va bene Flaminia?".
"No, raccontamela di nuovo!".
"Groan!".
Non mi basta mai. Mai!

 

veloce come il vento

Miei adorati 30 lettori, eccomi mentre mi esibisco nelle mie eccezionali capacità ciclistiche. A un certo punto ho pedalato e sono arrivata fino al mare, durante il tragitto scapriccio finché non mettono nel mio cestello fiori di oleandro, di bouganville e quant’altro.

dubbioso Armaletale

Qui il mio adorato ranocchio Armaletale medita se lasciarsi andare una buona volta per zampettare da bipede come un essere umano normale. Il suo triste e reiterato gattonamento conferma che noi femmine siamo più sveglie, ah ah! Io ho camminato a dieci mesi e a dodici già spegnevo la candelina della torta, lui invece è già tanto se riesce a dondolare quando una canzone gli piace…

 

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mare blublublu

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 me patata!

Sorridi, cheese, no, non così che sembri una patata lessa, no argh, troppo tardi!

aiéé

Papà invece mi ha scattato questa istantanea subito dopo essere tornati dal mare, notate i miei capelli modello stranita da troppi bagni. La storia del giorno, che papà mi racconta mentre passeggiamo in bicicletta, è quella della Signora Racchia e dei suoi servitori Babbuino e Cagnotto, un trio di cattivi. La Racchia è bruttissima, veste malissimo, ha un carattere orribile ed è fetida oltre ogni limite, mangia aghi di pino intinti nella resina fusa, sassi viola, meduse fritte, copertoni bruciati di automobile, pigne in salsa di acqua di mare. Vive in un castello che viene distrutto a ogni tramonto sulla spiaggia quando tutti gli animali della savana intonano il canto "racchia, racchia, questa è la fine che tu farai!" e io allora metto le mani su quella costruzione di sabbia che papà ha innalzato faticosamente e sghignazzando la rado al suolo.  

La mattina mi alzo presto, prestissimo. Mamma e papà grufolano frasi sconnesse nel lettone tra cui distinguo a perfezione "se fai rumore ti ammazziamo!". Così scendo di sotto e gioco ai mimi coi miei peluche preferiti finché anche Armaletale ulula la sua gioia del risveglio costringendo il Miserabile Facchino a rotolare verso di lui. Mamma lo spinge giù dal letto puntandogli dolcemente contro una Beretta col colpo in canna ma lo consola: "tra dieci minuti scendo". Grazie a una disinvolta interpretazione della Teoria della relatività i 10 min si dilatano fino a un’ora circa, durante i quali papà sperimenta le dieci tappe dell’illuminazione detta dell’Aurora. 

Ranocchio alla conquista del mondo

Qui Armaletale si è arrampicato sulla scatola dei giochi e sta per rovinare al suolo, ah ah! Però è caduto di sedere, dunque sul pannolino, e non s’è fatto niente. Portato sulla spiaggia ha amato il mare con passione istantanea e gattonando l’ha raggiunto finendo ben presto sommerso dalle onde, però l’hanno ripescato! Abbiamo giocato insieme con la sabbia e una paletta che inavvertitamente finiva sempre svuotata su di lui. Odia il box dove viene rinchiuso quando nessuno se la sente di sopportarlo ancora. Ma non è la scatola che vedete! E’ una specie di gabbione da dove lui fissa me libera e gaudente con sguardo afflitto!

il mio fratel scimpanze

Armaletale on the little box. Qui si manifesta nella sua faccia migliore! Assume la sua unica espressione umana quando si muove ipnotizzato al ritmo di Molly&BauBau, un caldo ritornello salsafrojazz che ha il potere di fermare per qualche attimo la sua scimmiesca furia distruttiva.

Altro che Esther Williams

No, non posso commentare, guardate che bracciata, che incedere di cigno, sì, sono io la principessa delle acque!