Archivio mensile:aprile 2005

La splendida torturatrice

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il Gattonatore Eretto    Io, la Splendida Torturatrice

Questo malefico ranocchio inizia a piacermi, così mi trasformo nella Splendida Torturatrice e lo prendo sotto i miei rostri! Lo sbatacchio di qua e di là, lo attiro con dei giochi che poi gli soffio sotto il naso facendolo piangere dalla stizza, lo prendo in braccio ma è troppo pesante così cadiamo tutti e due e lui mi fa da materasso schiacciandosi il naso contro il pavimento. Lo spingo senza volerlo, lo giuro! Gli faccio degli urli in faccia così forti da incrinare i vetri ma lui mi risponde a tono, inizia a gridare come un babbuino e mi riempie la faccia di saliva, mi tira i capelli così iniziamo a strillare tutti e due e la Grande Generatrice si prende la testa tra le mani e cerca di lanciarla fuori dalla finestra prima di emanare minacce irriferibili contro la mia nobile persona. 

Poi Andrea, lasciato libero di gattonare, s’inoltra silenzioso nel corridoio e inizia a esportare la democrazia nelle altre stanze, portando cioè caos e distruzione. Presto vi narrerò l’epopea del suo futuro futurissimo battesimo.

 

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Sì, no!

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Scena: Flaminia e il Miserabile Facchino vanno all’asilo mano nella mano, è una dolce soleggiata mattina di aprile.

Flaminia "dobbiamo tornare a casa!"
"perché?".
"Perché devo dire a mamma che ho la tosse!".
"Mamma lo sa e poi dovresti prendere lo sciroppo che te la fa passare".
"No!".
"Ma prendilo ogni tanto".
"NO!".
"Una volta sola?".
"NO e NO!".
"Tanto mamma no0n te lo vuole dare lo sciroppo".
Flaminia (piagnucolosa) "perché non vuole darmelo?".
"Perché no".
"Voglio lo sciroppo! se mamma non me lo dà le do un pugno in testa!".
"… :)".

 

Beauty farm

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Il Miserabile Facchino, come premio per le mie mirabolanti imprese all’asilo, mi ha regalato un nuovo pupazzo che reclamavo da tempo, un cane di plastica pesante diciottomila chili col quale posso sterminare qualsiasi nemico nella savana. L’ho chiamato Billi e gli voglio bene. Così ho deciso di mettergli un celebre prodotto di bellezza che gli spalmavo dolcemente sulle zampe e sulla groppa.

Miserabile Facchino: mia dolcezza, cosa stai mettendo a quel cane di plastica?
Flaminia: la Crema-Bava!
MF: …

Sul Gattonatore Eretto

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Tanto per dire, ma mentre siamo tranquilli, ogni tanto si sente un botto. E’ Andrea che viene giù come un palo della luce e dà delle craniate pazzesche. Per fortuna ci sono il tappeto e il parquet (che sta assumendo forme caotiche). Ma dico io, se quando sei in piedi non riesci a rimetterti seduto, non valeva la pena aspettare un po’ a mettersi su due zampe? 

La favola della fontana (versione ridotta)

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Un giorno Flaminia, nonna Franca e papà vanno in un grande ospedale con tantissime finestre, perché nonna deve farsi visitare dal medico degli occhi che si chiama oculista. Flaminia aspetta fuori, indica una a una le seicentomila finestre e grida "nonna è là, oppure lì, andiamola a cercare!". Il Miserabile Facchino, nel tentativo di placarla, la porta a fare una luunga passeggiata. Vedono tanti fiori, la macchina che taglia l’erba bassa bassa, poi siedono sul bordo di una grande fontana davanti all’ingresso.
"Perché ci sono tante monete dentro?".
"Le persone che arrivano le lanciano perché vada tutto bene, e quelle che vanno via le lanciano per non dover tornare mai più. Questo è un ospedale, un posto pieno di pericoli".
"Come la savana?".
"Forse di più".
"Le prendiamo?".
"No, perché a ogni moneta è legato un desiderio. Se le togli dalla fontana il desiderio certamente non si avvererà".
"Ne voglio lanciare una".
"Ma non devi dire a nessuno il tuo desiderio, deve essere segretissimo".
"Dammi una moneta!".

Ma papà, noto squattrinato, non ne ha. Quando torna dalla visita, è nonna Franca a trarne una dal borsellino. Flaminia si mette di spalle e la getta, esprimendo il desiderio segretissimo. La monetina volteggia nell’aria e fa pluf! Le altre monete dicono "benvenuta! Da dove vieni?". Lei risponde "sono la moneta di Flaminia e vengo da Roma". "Che bello!", dicono quelle, e le spiegano da dove provengono: da tutto il mondo e anche dalla savana!
Lasciando che la sua moneta desiderio faccia conoscenza delle altre, Flaminia fa per andar via.

Con la coda dell’occhio però vede Tom e Jerry che si avvicinano alla fontana e bisbigliano "dobbiamo rubare la moneta desiderio di Flaminia!". Così lei torna indietro e li prende a pugni in testa finché quelli scappano a nascondersi tutti doloranti "brutti progni, non dovete portare via la mia moneta!".
Ma appena Flaminia parte, Tom e Jerry tornano indietro e si tuffano nella fontana. Solo che non riescono a trovare la sua moneta, perché le altre la nascondono tra loro e fischiettano con fare innocente. I due bricconi si tuffano e rituffano e alla fine litigano "ma come facciamo a trovarla!" "è colpa tua!", "ma dove mi hai portato!" e fanno un grande baccano schizzando acqua dappertutto.

Allora dalla casetta con le bandiere escono duecento poliziotti che prendono Tom e Jerry a manganellate e li portano alla Questura Centrale, dove c’è il Commissario Basettoni che li butta in cella "non sapete che è vietato fare il bagno nella fontana, e non sapete che è vietatissimo cercare di rubare la moneta-desiderio di Flaminia?".
Dentro la cella i due birbanti si lamentano, seguitano a litigare e si prendono a padellate in testa tutta la notte.

La mattina dopo Flaminia accende il televisore ma non ci sono i cartoni di Tom e Jerry perché sono in carcere! Si mette a pestare i piedi, ma nonna Franca capisce tutto e va dal Commissario e gli dice "rilasci quei due briganti altrimenti non possono fare i cartoni animati!" e Basettoni risponde "se me lo chiede lei, nonna Franca, non posso dire di no".
I due, pieni di bernoccoli, vengono rilasciati e nonna Franca gli fa una ramanzina "non ci provate più altrimenti rimarrete in prigione!". I due giurano che non si avvicineranno mai più alla fontana e vanno a lavorare, così Flaminia può vederli in televisione.

Quando scende la notte le duecento guardie vanno a dormire, la fontana è silenziosa e tranquilla, ma Tom e Jerry tornano gatton gattoni, topon toponi, scavalcano strisciando la recinzione, la siepe, i fiori, il bordo e s’immergono silenziosamente! Ma se non sono riusciti a trovare la moneta di giorno come possono farlo di notte? Sono proprio una coppia di scemi! Così stanno là ore e ore e danno grandi zuccate perché si tuffano ovunque senza vedere niente. Le monete li prendono in giro chiamandoli "Sono io il soldo di Flaminia! No, sono io! Io qui, io là!" così i due non fanno altro che immergersi e dare capocciate contro il cemento armato.

All’alba escono dalla fontana pieni di cerotti, col raffreddore, il mal di gola, la febbre e la tosse perché sono stati al freddo tutta la notte. Arrivano quattro infermieri vestiti di bianco e li caricano sulle barelle per portarli dentro l’ospedale. Tom e Jerry diventano bianchi dalla paura e tirano fuori due monetine, le lanciano nella fontana e si mettono a strillare "non ci fate le punture!". Chissà che desiderio hanno espresso… E quale sarà stato quello di Flaminia? Sshhh, non dirlo!

 

Ora camminiamo eretti

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La Bella e il Gattonatore Eretto

Mentre Andrea ha conquistato la posizione eretta, io l’ho persa e me ne sto mollemente adagiata fissandolo con sguardo perplesso. La prima tentazione è quella di buttarlo giù, mi frena solo la Prevedibile Rappresaglia da parte dei miei vecchi. Mettiamola così, io sono una resistente contro un invasore che minaccia i miei territori. Lui ribatte che è un suo diritto cercare di afferrare tutti i miei giochi. Sarà guerra. Però è simpatico, quando mi vede scoppia a ridere e cerca di acchiapparmi.

 

Un piccoletto rompiscatole

Questo lo facevo anche io un sacco di tempo fa, inutile che si vanti.

che noia che barba

Dopo aver visto questa foto papà è Molto Preoccupato, "è troppo presto per fare la vezzosa!" mi ha detto. Io ho risposto con un dolce miagolio e l’ho annientato.