Archivio mensile:gennaio 2005

Cronache di una festa annunciata

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il momento topico

Ebbene cari colleghi, la festa s’è fatta. Nonostante titaniche difficoltà la pattuglia composta dalla Grande Generatrice e dal Miserabile Facchino ha completato la missione! La strategia è stata accurata: al mattino la Generatrice si è impossessata del territorio nemico, una graziosa casetta isolata nell’istituto scolastico dove passo le mie spensierate ore mattutine. Là ha appeso i numerosi palloncini di vari colori gonfiati dai potenti polmoni del Miserabile, la sera prima. Ivi ha depositato bevande, un milione di bicchieri di carta, un centinaio di buste per l’immondizia, settanta chili di popcorn e patatine fritte, tanti ne sarebbero serviti al termine per le nostre povere boccucce affamate. Al pomeriggio il Facchino e me, la gloriosa festeggiata, hanno fatto sosta presso la nota pasticceria Cutini per prelevare pizzette, biscotti e la meravigliosa torta che attestava la mia appartenenza all’impegnativo mondo dei treenni.

A questo punto è successa una cosa curiosa. Mentre il Miserabile Facchino scaricava dall’automobile la nobile mercanzia, si è presentato un giovane animatore, ma poco dopo anche una giovane animatrice. Escluso che le nostre finanze potessero permetterci tanto, è saltato fuori che il primo aveva sbagliato indirizzo. Trasformatosi per qualche istante in un oggetto inanimato, l’animatore ha dato l’anima per raggiungere la festa giusta ed è scomparso all’orizzonte in una nube di polvere. E’  rimasta padrona del campo Simona, che ha  fronteggiato con successo e autorità una trentina di bambini finalmente liberi di scatenare tutte le loro più distruttive e anarchiche pulsioni primordiali.

Allo scarto dei regali!

Simona mi ha dipinto un bel cuore sulla guancia, anche se non ho apprezzato molto il contorno nero che secondo me non mi donava :D.
Ho preso parte a un curioso picnic circolare, ho assistito al teatrino, sono passata nel tunnel e alla fine ho spento le candeline. Per il secondo anno mamma si è dimenticata la paletta per dividere la torta ma ha ricevuto un valido aiuto dalle sorelle, che spiavano dall’edificio di fronte attendendo che la giovane marmaglia togliesse le tende.

Beccata!

Ho ricevuto decine di regali che papà ha classificato sotto varie voci, "Letale", "Pericoloso", "Disastroso", che non erano riferite alla mia persona, ma alla sua! Si andava dal pongo, la maggior parte del quale si trova ora sotto la suola delle nostre scarpe, a un numero imprecisato di pupazzi di peluche coi quali papà vuole allestire una realistica replica della sanguinosa battaglia delle Ardenne.

 

Spengo le candeline

Ora vi lascio perché è l’ora dello sciroppo per la tosse. Eh già, è successo che il Miserabile Facchino, impegnato per due giorni a debellare una mandria di virus che s’era impossessata del suo computer, non abbia installato i tool antivirus dentro di sé, col risultato che s’è buscato febbre e mal di gola che ha poi passato a tutti. Così sono due giorni che mi trascino, stanca e malata. E se oggi mi sento meglio mamma invece è a pezzi, sembra sia stata investita da una trebbiatrice!

 

 

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Fervono i preparativi

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  sono moolto seriaLa festa del mio compleanno si avvicina. Colleghi che amate leggere di tanto in tanto le mie sventure terrene, se vivete a Roma, vi invito tutti, crepi l’avarizia! Il fatto che mi leggiate in quattro-cinque è assolutamente trascurabile… 😀
L’indirizzo è Via Sangemini 53, dotatevi di stradario e raggiungetemi domani, sabato 22 alle 16.00.

A proposito dei preparativi, la Grande Generatrice è agitata come un generale nell’imminenza della battaglia decisiva, fortunatamente si distrae andando a recuperare Andrea che si è arenato rotolando in qualche luogo imprecisato del salone. Da una settimana parla di torte, addobbi, animazione, cercando invano di suscitare l’interesse del Miserabile Facchino che preferirebbe essere deportato nelle miniere di carbone del Galles piuttosto che affrontare un numero imprecisato di marmocchi ululanti. I papà, si sa, vivono le feste dei bambini con animo sereno, oserei dire felice. Attendono trepidanti il Giorno In Cui Ogni Tormento E’ Possibile.  All’ora in cui dovremmo essere nella casetta bianca per iniziare i festeggiamenti, la rana Andrea dovrebbe mangiare, essere cambiato, coccolato e vezzeggiato. Ce la faranno i miei vecchi? I bookmakers scuotono la testa.

Dal canto mio faccio prodigiosi passi in avanti verso l’indipendenza assoluta. Anzitutto ho nominato quale legale di fiducia mio zio Agostino, il quale ha promesso che farà assicurare alla giustizia quei bambini che a scuola mi picchiano. Forte di questa protezione, posso minacciarli dicendo "guarda che mio zio ti manda in prigione!".
Il giorno del mio compleanno ho risposto da sola al telefono. Insomma, ero là vicino, squillava e io ho sollevato la cornetta e ho iniziato a parlare. Era zio Mario che voleva farmi gli auguri! Papà è arrivato perché mi sentiva cinguettare e ha temuto che avessi schiacciato tasti a caso, chiamando un utente di Tokyo o Melbourne, e stessi intavolando con lui graziosi dialoghi in Esperanto. La realtà lo ha sollevato molto, poi però ha spostato il telefono ai piani superiori.

Proseguo a voler andare nell’altra classe, che io chiamo "di Shuor Pashqualina" con la mia incerta dizione, tutto va bene, ma temo che prima o poi Shuor Raffaella mi faccia secca…

L’ultima e poi vi lascio alla vostra vita spensierata e felice: sono piombata nella fase Papite Acuta. Chiamo papà ogni momento, voglio fare tutto con lui, dormire, mangiare, andare a scuola, giocare soprattutto, lui prende il leone di peluche e mi racconta la vita nella savana che è molto pericolosa, soprattutto per i pupazzi Orsetto e Topetto! Fortunatamente il leone, l’elefante e la giraffa portano tutti in salvo…

 

Happy Birthday

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Oggi compio tre anni, però non ho ricevuto nessun regalo! La profanazione della Sacra Data è stata resa possibile dalle vili argomentazioni dei vecchi. La Grande Generatrice ha flautato "sabato ci sarà la tua festa, là scarterai i tuoi pacchi!". Orrore! Se entro stasera non avrò almeno un nuovo peluche farò qualcosa di terribile, lo sento.

All’asilo ho trovato la mia strada. Che è quella che porta dalla mia classe a quella accanto. Da quando usciamo di casa finché non siamo arrivati ripeto il mio mantra "voglio andare in classe di Suor Pasqualina", che mette la musica e mi regala un pupazzo al giorno. Il Miserabile Facchino mi ha lasciato carta bianca, "fai quello che vuoi, galoppa libera e non rompere", lui rimane a parlare con la mia maestra ufficiale (suor Raffaella) mentre io tergiverso sulla soglia e guardo verso il corridoio.

L'artista da giovane

Andrea ora fa due pappe al giorno e rotola elegantemente per tutto il salone. Mamma lo recupera ogni tanto sotto il tavolo o appiccicato al divano. Ieri si è messo a leccare il pavimento, tanto per farsi gli anticorpi (uno dei luoghi comuni più consolidati). Giochiamo in questo modo, lui sta in braccio e papà e fa finta di prendermi mentre roteo intorno al tavolo a velocità vorticosa. Ridiamo come pazzi ma alla fine il Miserabile Facchino ha bisogno del fisioterapista.

 

Pubblico faticosamente una mia fotografia dove sono intenta a domare i colori ad acqua da usare con le mani. Ho realizzato un dipinto post-surrealista che pubblicherò presto.

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Ciao

Il 3 gennaio Andrea è entrato nella fase Hot Dog, si rotola! Passa da supino a bocconi e poi va avanti finché non incontra un ostacolo solido contro il quale schiantarsi. In tutto questo lancia grida agghiaccianti e sbava inzuppando tutto ciò che incontra durante il suo rovinoso cammino.

Io invece ormai sono autosufficiente. A imitazione della formidabile casetta che nonno Franco costruì a Subiaco, Papà mi ha preparato nella vile casetta plastificata di winnie p** una lampada, lo stereo e un morbido plaid sul quale poggiare le mie parti nobili. Là passo il mio tempo migliore ascoltando dei pezzi fondamentali come Fuori dal finestrino. Al piano di sotto il figlio della vicina ama musiche che rievocano atmosfere neo gothic dark mercoledì delle ceneri eccetera, così ascoltare le mie canzoni deve avere su di lui un effetto perverso, oggi l’ho sentito uscire da casa urlando frasi sconnesse su una prossima apocalisse.

Per avere un pezzo di cioccolata sono disposta a tutto, anche a rinunciare ai miei capricci! Quando passano una musica qualsiasi in televisione mi metto a ballare. Sono stata bene a Subiaco, tanto che vorrei tornarci presto e fare una sorpresa a nonna Franca che si è rassegnata a rivederci a marzo.

PS, ma come si fa ora a inserire link e fotografie con questa nuova maschera malefica di splinder??