Archivio mensile:dicembre 2004

Cronache di un natale

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La settimana di natale è stata movimentata? Dipende dai punti di vista cari colleghi. Vi dicevo la volta scorsa che il ranocchio aveva smesso di mangiare. Al termine del quarto giorno erano stati interrogati tre valenti medici, le cui diagnosi sono state le seguenti:

Medico A: 1) il piccolo sta benissimo, rifiuta il latte, occorre sostituirlo con latte di soia; 2) il piccolo ha un’infezione alle vie urinarie, fare analisi. 3) Analisi negative, allora cara Grande Generatrice, abbi mooolta pazienza!

Medico B: 1) Fuori di qui! il bimbo sta benissimo, avrà avuto un’infezione intestinale, via via! Non fatemi perdere tempo!

Medico C: il piccolo sta benissimo, rifiuta il latte di soia, dategli quello della Centrale.

Grande Generatrice: Andrea rifiuta il latte, ha un problema psicologico con me perché ho dovuto smettere di allattarlo? Avrà bisogno delle flebo? Andiamo al Pronto Soccorso! Argh!

Il 24 dicembre alle ore 17.50 la situazione era tragica, dovevamo andare a Subiaco già dal mattino ma la Grande Generatrice era in preda al panico mentre il Miserabile Facchino, per sfogare l’eccesso di testosterone e adrenalina, decideva di gambizzare santa klaus "ovunque egli sia lo riempirò di piombo". Io ripetevo ogni due minuti "voglio andare da nonna Franca!". Lo scenario era quindi abbastanza complicato ma Andrea, che per tutta la settimana non aveva fatto altro che schifare la pappa, ridere e dormire, all’improvviso ci ha fatto la grazia poppando centosettanta grammi di latte. Così siamo affannosamente partiti e nonna è stata molto contenta di averci con lei.

Inutile ricordare che il Miserabile Facchino ha infranto le leggi della fisica stipando trenta metri cubi di inutili masserizie nel portabagagli della macchina, inutili dato che la Grande Generatrice, appena arrivata, ha iniziato la triste e trita conta delle migliaia di Oggetti Indispensabili Rimasti A Casa.

La mattina di natale il Baule Magico ha sfornato una bella serie di regali per me e per Andrea; mi sono impossessata ovviamente di tutti i doni destinati alla rana che nel frattempo recuperava lentamente l’appetito, restituendo il sorriso alla Grande Generatrice.

La rana è ufficialmente diventato SIB, acronimo di Sempre In Braccio, mentre per me papà e lo zio Agostino ne hanno coniato un altro: PIP che vuol dire Piccola Impaziente Piovra. Il Miserabile Facchino deve tenere Andrea sempre in braccio. Come resistere a quelle tenere bracciotte protese e soprattutto ai 950 decibel dei suoi strilli se viene lasciato sdraiato? Io amo invece attaccarmi alla sua gamba per implorarlo lamentosamente di mangiare una disgustosa ciambella di plastica che santa klaus, pur ferito a un arto inferiore da una misteriosa pistolettata, è riuscito a portarmi insieme a un carrello della spesa pieno di deformità plastiche che vorrebbero simulare ortaggi, bottiglie e quant’altro sia possibile trovare in un supermercato. Mi piace questo carrello perché aprendo una paratia posteriore la spesa precipita in terra sparpagliandosi orrendamente per il salone.

Qui ci sono anche i cugini Ludi, Giampi e Giorgia. Ludi è un fan, dice lui, di marylin manson, ma dopo che gli ho fatto ascoltare per la miliardesima volta Il cowboy Piero ha deciso di inviare questo testo diabolico in formato MP3 al pallido Manson con la chiosa in rima "ascolta e impara pivello, questo sì che trita il cervello".

Passo il tempo oziando perché fuori piove forte e i grandi parlano del terribile tsunami che ha colpito i paesi orientali. Sto nella mia casetta (vedi la foto) che venne costruita da nonno Franco molti anni fa. Mi piace stare là ad ascoltare buona musica con i miei cd disseminati in terra, in compagnia del Grande Tom (visibile a destra) dono dello zoppicante babbo natale. Nonostante tutto tiriamo avanti.

 

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Notizie agrodolci

Prima le notizie meno buone. La rana sono due giorni che non mangia, deve avere la gastroenterite che ho avuto anche io, ma non ha sintomi! mentre io ho seminato cose liquide dall’odore impronunciabile lui sorride, dorme, ciuccia camomilla ma non vuole che poche gocce di latte; mamma e papà sono preoccupati anche se tutti intorno dicono "ma i bimbi fanno così". Si autoregolano. Ma come, noi infanti mocciosi ci autoregoliamo? arh arh, Andrea ci riesce così così. Spero si senta bene presto. Io alla fine della malattia ero smunta col naso a punta e la faccia oblunga, lui ancora conserva un aspetto discretamente florido e mamma alterna trionfi (Andrea che prende un po’ di latte) ad atroci disfatte (Andrea che sputa il latte e vuole dormire).

Riusciremo a partire per andare da nonna Franca? Chi lo sa? Mamma sembra si stia finalmente accorgendo che è quasi natale, e si chiede "cosa potrei regalare a…?", mentre papà, a corto di soldi, ha stretto patti strategici con tutti i parenti con figli, proponendo la classica formula risparmiosa "regali solo ai piccoli!". Ovvio che tutti hanno aderito entusiasticamente, il che la dice lunga sullo stato generale delle nostre finanze colpite dal nuovo miracolo economico.

 

Bianco Natal…

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 Come avevo promesso ai miei pochi lettori, ecco una gradevole immagine che ritrae la Grande Generatrice, la Rana e Io (la Magnifica) in scomposta posa davanti all’albero di Natale. Anche quest’anno l’oggetto di plastica è stato blindato, a causa delle mie note intemperanze; desideravo ardentemente staccare tutti gli oggetti appesi ai rami, ma, sebbene animata da nobili motivazioni scientifiche, le mie richieste non hanno portato al risultato sperato e il Fornitore di Divertimento è stato spostato in veranda da dove mi irride impietosamente illuminandosi a intermittenza.

 Comunico ufficialmente d’essere entrata nella delicata fase Orrenda Lagna Tattica, grazie alla quale riesco a ottenere: 60% di richieste eccentriche esaudite (con un migliorabile 40% di atroci insuccessi), 90% di minacce di estinzione lenta e dolorosa della mia fragrante esistenza. Un severo allenamento mi consente di aprire gli occhi la mattina e iniziare una nenia triste, esigente e malinconica, che al tempo stesso riesce a distruggere il sistema nervoso di chi cerca di resisterle. Il fatto che agogni oggetti irraggiungibili, o chieda l’avverarsi di eventi improbabili, rende la faccenda ancor più in desiderabile per i miei vecchi. La mia tecnica viene ora studiata da gruppi di rapaci zingare che si recano in pellegrinaggio qui, con lo scopo di replicarla con successo ai semafori per estorcere grandi somme di denaro agli automobilisti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


E
cco l’effetto su Andrea di 200 grammi di latte! Non sembra che stia per scoppiare? Lui non è un gran mangione, il suo modello sembra essere Ghandi più che Pantagruele, così quando s’è fatto quella gran bevuta e s’è schiantato sulla sdraietta non abbiamo resistito alla tentazione di immortalare la scena.
Voglio bene alla rana, perché quando mi vede fa un grande sorriso e si protende verso di me!

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Andrea ha fatto la sua prima vaccinazione, un po’ in ritardo visto che ha quattro mesi, ma gli ho attaccato vari raffreddori così il tempo è passato.

Qui lo schifosissimo ranocchio mi sta sbavando addosso! Un bacio salivoso a me! Per riprendermi ho preso a seminare saliva a mia volta per tutto il salone, prima che il Miserabile Facchino rendesse piuttosto rosse le mie parti posteriori. L’istituto di statistica ha calcolato che su 8 mie azioni, almeno cinque sono altamente proibite, altre due diaboliche, una infernale.

Da qualche giorno voglio riascoltare le ninne nanne che i miei vecchi mettevano quando ero piccolina, nel vano tentativo di farmi addormentare. Così durante il giorno nenie soporifere aleggiano nella nostra bella casetta. L’altro giorno c’era un tempo da lupi, da accendere le luci a mezzogiorno per quanto era buio. Pioveva forte e si sentiva qualche tuono in lontananza, la classica domenica da passare sonnecchiando sul divano, avete presente. Io ho messo queste ninne nanne evergreen finché la Grande Generatrice, minacciandomi di morte, mi ha intimato di mettere qualcosa di più allegro. Già, ma cosa vuol dire?

Domani il Miserabile Facchino deve preparare l’albero di natale, una mostruosa creatura, di dimensioni abnormi, che comprarono quando io ero ancora un Progetto Celeste e loro vivevano felici e contenti, spensierati bipedi allo stato brado. Se riuscirà nell’impresa senza soccombere pubblicherò una foto di gruppo sotto le fronde sintetiche addobbate ad arte.