Archivio mensile:ottobre 2004

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Chanson de geste


Oggi dovrebbe arrivare a casa Jessie, la ragazza alla pari che dovrebbe impedirmi di spedire in una clinica mamma e papà; l’ho già conosciuta perché è venuta a cena col suo papà Mark l’altra sera, ci ho subito fatto amicizia e lei mi ha presa in braccio dicendo cose incomprensibili, e anche mamma e papà parlavano che non si capiva un accidente, adesso glielo faccio vedere io, imparo a parlare come Jessie in poco tempo e partecipo anche io ai loro discorsi.


Il fatto d’essere gelosa delle attenzioni di mamma verso la Tartaruga Rovesciata provoca in me strane mutazioni; per un paio di giorni sono stata la Bagnatrice di divani e tappeti. Non appena mamma si assentava per assistere il ranocchio mi piazzavo sulla poltrona e, accidenti, mi è scappata la pipì! Che sfortunata coincidenza! Arh arh. In questo caso la tattica del duo vegliardo è stata nell’ordine: a) rimprovero, b) negazione del mio nobile status di splendida pupa quasi-treenne. L’azione a) ha sortito su di me l’effetto di un battito di ali di farfalla a mezzo miglio, quello b) mi ha colpita nel vivo, infatti la mia condizione di infante pisciasotto ha portato al sequestro di tutti i giochi e alla negazione sistematica delle mie attività preferite, tra cui giocare con gli acquarelli. Il diabolico Miserabile Facchino mi guardava con aria Molto Comprensiva dicendo “ma non puoi, sei troppo piccola, sai… chi fa pipì sulla poltrona non può fare questo, né questo, né…”.


Vigliacco! Alla fine mi sono piazzata davanti a lui e ho detto “Flaminia promette che non lo fa più” e lui mi ha riammesso al club immediatamente, senza sapere che la mia promessa diceva implicitamente “non più sul divano“, così ho fatto altre tre pipì sui tappeti e due sul pavimento…


Mamma e papà si sono guardati e con uno sforzo nervoso credo inimmaginabile hanno deciso di ignorarmi; la famigerata tattica c) Ignora la Piccola Disgraziata. Questo ha tolto ogni attrattiva alle mie orripilanti azioni: andavo da loro e dicevo, “Flaminia ha fatto pipì!” e loro, di ghiaccio, seguitavano a parlare, poi pulivano e non mi degnavano di uno sguardo. Beh, ho smesso! Sob, che gusto c’è a infradiciarsi pantaloni, gonne e vestiti se poi nessuno ti dà nemmeno uno sculaccione? Insomma da tre giorni sono tornata al vasino.


All’asilo tutto bene, torno ogni giorno a casa portando con me nuove esperienze e incredibili ceppi di virus da raffreddore, mal di gola e tosse che hanno reso il mio naso un mantice aspirante. Papà, mamma e Andrea sono contentissimi perché così possono starnutire anche loro. C’è da dire che il mio stato di salute non migliora perché dentro casa odio portare i calzini (quelli con le orme di gatto antiscivolo sulla pianta) e farmeli indossare è più difficile che mettere i ferri a un cavallo selvaggio.


Andrea: il mio adorato fratellino cresce, ho paura che prima o poi diventi talmente grosso da potermi picchiare a suo piacimento. Nel frattempo gli rubo il ciuccio, i pupazzi e l’altro giorno gli ho dato sulla testa uno scarpone musicale di plastica, un inquietante aggeggio che emette suoni sinistri e melodie allucinogene. Il ranocchio ha cacciato un urlo terrificante che mi ha fatto scappare a gambe levate e dopo aveva un segno rosso sulla fronte. Non l’ho fatto apposta! (arh arh!).


Un’ultima nota struggente: ho imparato una filastrocca in gran segreto ascoltandola sul cd delle fiabe e ieri l’ho sciorinata a mamma dall’inizio alla fine. Colei che mi Generò è rimasta a bocca aperta e ha messo su i lucciconi agli occhi; però con papà ho fatto scena muta perché mi vergognavo, ma poi gli ho detto tutti i nomi degli elefantini di Babar e la gerarchia si è ristabilita: ormai so molte più cose di lui.




per aiutare a trovare una collega portata via alla mamma: http://www.cerchiamodenise.org/

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La mano sculacciona

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La Mano Sculacciona è quella di papà quando assumo reiterati atteggiamenti delinquenziali. Loro, i miei vecchi, sanno che sono gelosa della Tartaruga Rovesciata, e che è per questo che ogni tanto semino pipì sui tappeti, mi spalmo la crema sui vestiti, urlo, strepito, piango e scapriccio per un nonnulla. Allora perché si arrabbiano? Non riesco proprio a capirlo, cosa vuoi che sia una linea di impronte pipittose sul pavimento del corridoio appena pulito, oppure uno tsunami di miei oggetti in salone? La cosa nuova è che so perfettamente d’aver compiuto un Atto Criminale, così dopo aver, ad esempio, tirato giù illegalmente la scatola delle mie scarpe e averle seminate dappertutto, vado di là da mamma, le manine gentili dietro la schiena e l’espressione da Piccola Angioletta e sussurro dolcemente "vieni a vedere cosa ha fatto Flaminia". Cos’è, Delitto e Castigo? In fondo il meccanismo è lo stesso, voglio dare la massima pubblicità ai danni che procuro pur sapendo che verrò sgridata.

Il mio asilo

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 Martedì e giovedì sono giorni speciali perché vado all’asilo in tuta, infatti ci rechiamo nella piccola palestra a divertirci ed è il momento che mi piace di più! La vestizione è lunga e meticolosa (come da fotografia) e, fatte salve le mie lamentazioni perché voglio vedere sempre un po’ di televisione in più, si esce con il Miserabile Facchino che mi tira come si fa con un muletto riottoso. Lui si prepara in gran fretta, dice "vado di là" e dopo dieci secondi torna vestito e m’aspetta sulla porta. Però poi quando m’accompagna è paziente con me che spesso mi pianto come un palo per guardarmi intorno. In palestra facciamo le capriole, il serpente e tanti altri giochi che presto vi racconterò.

All’asilo c’è un bambino, Matteo, che mi ha già picchiata due volte, e dire che è più basso di me! L’ho detto a mamma che l’ha detto a papà che questa mattina l’ha detto a Suor Raffella, la quale ha chiamato Matteo, biondo e carino, e gli ha chiesto "Ti piace Flaminia?" e lui ha scosso la testa con decisione, "vuoi giocare con lei?", "No!". Dal che ho arguito che mi picchierà ancora. E’ sempre lui che mi ha insegnato un paio di Parole Probite che ho subito riclicato nei miei rituali litigi con mamma. Va a vedere che diventerà il mio migliore amico.

A proposito dei miei rapporti spesso tempestosi con mamma c’è da dire che ieri sera lei cercava di addormentarmi, e questo vuol dire uno scontro titanico tra opposte concezioni del mondo, e quando mi ha detto "ma lo sai che ti voglio tanto bene?" mi sono alzata e rispondendole "anche io" le ho dato due sonori baci, ho aggiunto "però non dobbiamo litigare così tanto sulle favole di Tom" (questo perché vorrei me ne raccontasse seimila) e mi sono addormentata tranquilla. A proposito di Tom, il videoregistratore è rotto e, visto che non ci sono soldi, la sua riparazione e/o sostituzione è rimandata a tempi migliori, così non posso più mai farmi le mie indigestioni. Sembra che io stia sopravvivendo senza danni cerebrali.

La Tartaruga Rovesciata Andrea: ciangotta amabilmente quando mamma o papà gli parlano, sorride stoltamente a qualsiasi sciocchezza gli si dica e vede già la televisione; questo vuol dire che gli sto insegnando le mie nefande abitudini. Presto metterò due fotografie, una mia a tre mesi e una sua, così vedrete la differenza!

Ah, l’altro ieri ho rotto il mio primo bicchiere, arrampicandomi con lo sgabello in cucina. Papà mi ha promesso torture indicibile se lo rifaccio e ora sto bene attenta, anche se non perdo la mia abitudine di combinare qualche guaio e poi, di fronte ai rimproveri, rispondere in tutta sicurezza "come mai Flaminia ha rotto/danneggiato/messo in pericolo/allagato?". A proposito dei miei comportamenti disonesti noto una differenza sostanziale tra le reazioni dei miei amabili genitori. Tolgo il cuscino dalla poltrona per usarlo come scivolo e trampolino, attività vietatissima in quanto ho ridotto il suddetto cuscino come un colabrodo. Mamma si alza gridando "adesso le prendi!", ma la sua mano non cala mai sul mio sedere. Papà invece tende a darmi delle certezze, mi dice "se mi alzo ti sculaccio", così cerco di comportarmi orrendamente finché vedo che lui scosta la sedia, allora scappo e proteggo i miei sacri minilombi. Se sono stata veloce lui non si muove, ma se lo fa me le dà, è matematico. Insomma, mamma non fa quel che promette (e mi piace) mentre papà sì (allora lo chiamo candistelle che è un eufemismo di qualche terrificante parola proibita) e poi cerco di restituirgli le botte e anche qualcuna in più.

Qualcuno giunto stremato fin si domanderà come mai sono così prolissa; è che adesso faccio a meno del Miserabile Facchino che tendeva a essere troppo sintetico.

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Cambio firma


Insomma per postare direttamente e fare a meno del Miserabile Facchino ho dovuto aprire un blog-specchietto che però, credo, rimarrà vuoto. Mi sembra un po’ uno spreco… Non posso firmarmi col mio nome perché Flaminia è già stato preso, così metterò come mi chiamano a volte.

La mia agenda

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 Come potete capire, sono una bimba Molto Impegnata, così ho steso questa agenda giornaliera che rendo pubblica nel caso possa servire a qualche collega:

ore 04.50/05.00: sveglia ululante con richiami e stridii per attirare il Miserabile Facchino nei dintorni del lettino – il suo senso dell’orientamento è azzerato dal sonno e occorre guidarlo – con un elegante salto stringersi al suo collo e non lasciare la presa finché non si viene depositati trionfalmente nel lettone (la tattica di papà è anche detta Qualsiasi Cosa Purché Finisca In Fretta). Nel caso venga la mamma, intavolare con lei una serrata dialettica sui fondamenti della sua pretesa che io rimanga dove sono, dopo mezz’ora dominare la discussione per essere presa in braccio e portata nel lettone (la tattica di mamma è anche detta Mi Voglio Fare Male).

ore 7.30/8.00: ripetuti tentativi di sveglia, quando ormai ogni speranza è perduta riprendo i sensi e corro verso il salone dove rinnovo il mio patto di sangue con Tom&Jerry Kids. Le mie urla sapienti svegliano la Tartaruga Rovesciata e mamma inizia la sua giornata con alcune deliziose parole proibite, nel frattempo papà fa offerte votive alla macchina del caffè, detta anche Colei Che Risveglia Dal Sonno Cronico, con inchini e riti propiziatori.

ore 8.45/9.00: via verso l’asilo! Durante l’accidentato percorso illustro il mondo con ripetute e fallimentari nominazioni; ora so che venne creata prima Eva perché un maschio non avrebbe mai avuto voglia di dare un nome a tutte le cose. L’arrivo all’asilo coincide con l’ultima esortazione del Miserabile Facchino "per favore se ti scappa non te la fare sotto!".

ore 12.30: ritorno a casa. Le ore passate all’asilo mi hanno stremata? Arh arh, neanche un po’! Entro urlando e alla velocità del Pendolino vado avanti e indietro, getto all’aria tutti i miei amati pupazzi (loro amano me molto poco!) nel tentativo di vivisezionarli.

ore 13.00: pappa tormentata con ripetuti capricci per piegare alla mia volontà mamma.

ore 14.00: azioni di guerriglia fisica e psicologica contro mamma e papà che cercano di mangiare senza strozzarsi. In genere vengo coadiuvata da Tartaruga Rovesciata. Papà ha deciso di mangiare in piedi, "faccio prima a inseguirti", ha detto minacciandomi.

ore 15.00/16.00: Pisolino! Qui faccio provare a mamma un assaggio di cosa vuol dire essere presi in ostaggio da una bimba delirante che non ha sonno.

ore 16.00/17.00: il Miserabile Facchino mette in opera una serie impressionante di tentativi per riportarmi alla veglia. Musica, televisione, fari alogeni sul viso, scherzi e scrolloni, bacetti e coccole. Alla fine un barlume di luce penetra attraverso le mie palpebre serrate.

17.00/20.00: sistematica distruzione del territorio circostante, azioni di feroce rappresaglia contro mamma che osa allattare la Tartaruga Rovesciata, mamma inviperita mi esilia bruscamente dalla stanza dell’allattamento, lunghi gemiti tattici dietro la porta chiusa. Bagno con esibizioni di nuoto disincronizzato, pappa.

20.30: Conquista del tavolo apparecchiato, assaggio schifato dei cibi, spargimento di sale sulle rovine, pianto dirotto dopo sculaccione di papà.

22.00/23.00: il momento culminante della mia giornata: resistenza accanita e prolungata all’assurda richiesta da parte di mamma che io dorma. Il mio pensiero è invece solo uno, prolungare la sua permanenza presso di me con ripetuti capricci, migliaia di favole di Tom, cambio pannolini e così via finché lei stremata non minaccia di terminare la mia giovane vita in modi cruenti, oppure di vendermi per due cammelli a una tribù Molto Molto Lontana, al sospiro di "ma chi me l’ha fatto fare!".

La sera leoni…

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 La sera qui è tutto un rumoreggiare di attività, alle dieci comincio ad andare a letto io anche se fino alle undici non se ne parla di chiudere gli occhi e lasciare libera mamma. Andrea nel frattempo tiene duramente impegnato il Miserabile Facchino finché Colei che ci generò non torna a soccorrerlo per rifornire di latte il mio adorabile fratellino. A mezzanotte circa Tartaruga Rovesciata si risveglia e delizia fino all’una e mezzo i miei vecchi con i suoi adorabili versetti. Alle cinque del mattino mi sveglio io perché voglio essere presa in braccio e portata nel letto grande. Infine, alle 7 e 45 c’è la sveglia perché dobbiamo andare chi a scuola chi un ufficio.

Forse è questo il motivo per il quale la mattina siamo tutti leggermente assonnati (come da immagine). Papà è tenuto in vita da una macchina del caffè e un certo signor Lav**za ha telefonato per sponsorizzare i suoi tentativi di Veglia Perenne. Se dovessi dire qual è la nostra situazione direi: bellissima e caotica.

E ieri ho detto a mamma "sono stata tanto bene oggi a scuola". Lei ha fatto un sorriso a cento denti e mi ha dato un bacio.