Archivio mensile:settembre 2004

Standard

 

Tutti uguali questi maschietti


Andrea stanotte ha fatto il pazzo, scalciava come un puledro punto da un tafano e di dormire non se ne parlava. Dopo aver ciucciato sei litri di latte e riempito tre o quattro pannolini ha preso ad applicare la mia celeberrima tattica del Falso Dormiente. Cadeva svenuto per un minuto e mezzo cronometrato, poi cacciava un urletto agghiacciante seguito da uno scoppiettio di fastidiosissimi strepiti.


Mamma è stata abbattuta con irrisoria facilità, così papà ha preso in mano la situazione. Da mezzanotte alle due ha cercato la via del dialogo spupazzandosi la Maiolica Furiosa per tutta casa. Alle due mamma l’ha rifornito di latte, si è rituffata a letto e il diabolico ranocchio, rinfrancato, ha preso a stare con gli occhi sbarrati, in preda a una frenesia implacabile. Alle tre ho profittato del trambusto per strillare come una pazza svegliando il quartiere, papà ha mollato il piccoletto appena prima di buttarlo dalla finestra, è venuto da me e m’ha lanciata come una palla da rugby nel lettone da mamma che ho avuta tutta per me.


Alla fine il Miserabile Facchino ha preso Andrea per la collottola e l’ha portato al bar del porto per sottoporlo a una prova iniziatica di quelle che piacciono tanto ai maschietti rudi. Là si sono ubriacati e hanno partecipato ad alcune risse (il piccoletto è tornato con il ciuccio ammaccato), sono tornati cantando canzoni oscene e verso le quattro è sceso il silenzio. La Maiolica sorrideva nel sonno.


La mia logica
mamma: se non dormi me ne vado per sempre!
io: devi dare il latte ad Andrea.
mamma: …


 

Annunci

Una bambina e il suo grembiulino verde

Standard

Noo, basta! Il mio terzo giorno di scuola comincia a somigliare al secondo: ho pianto quando mamma se n’è andata, poi ho giocato con le altre bambine; le ho conquistate con il mio rossetto – in effetti cosa accidenti sia non lo so, sembra una penna dorata con un pennellino in fondo – che mi passo sulle labbruzze sante. Suor Raffaella dice che verso le undici mi prende sonno, vorrei vedere lei in una situazione ad alto stress come questa: strappata agli affetti familiari, al caldo confortevole focolare per essere gettata, sola e disperata, in mezzo alla giungla selettiva dove solo il più feroce sopravvive (l’asilo). La  fotografia che potete ammirare ha un background perverso: mi stavo giustappunto abbioccando sul sedile del dindolò grande ma la vista di mamma e papà mi ha strappato questa espressione un po’ demente di stolida felicità, salva! Eppure, a dirla tutta, stamattina ho protestato con mamma (detta anche il Torpedone per la sua lentezza nel prepararsi) perché volevo andare a scuola; è vero, noi bimbi siamo pazzi.

Ho un po’ di raffreddore, me l’ha attaccato mamma che l’ha trasmesso anche ad Andrea al quale sta venendo la testa storta perché dorme sempre da un lato, arh arh! Così mamma e papà fanno di tutto per farlo dormire sull’altro lato e dovreste sentire come protesta il marmocchio! così giovane è già abitudinario. Del resto non mi dà motivi di odiarlo, ha bisogno di poche cure (salvo quando ha dei gustosissimi movimenti di stomaco) e se ne sta buono nella cameretta. Casa nostra è sempre movimentata, anche troppo. Papà sostiene apertamente che il monito divino ad Adamo "guadagnerai il pane col sudore della fronte" era una promessa, non una minaccia, perché così può star fuori casa almeno mezza giornata.

 

 

 

Il mio secondo giorno di scuola

Standard

All’improvviso mi sono ritrovata sola. E’ successo che papà m’aveva appena convinta a indossare il grembiulino verde e volevo dedicarmi a qualche attività insieme a lui, invece a un certo punto non c’era più! Era sgusciato via coperto dalla maestra che ha fatto barriera impedendomi di corrergli dietro, vigliacca, col fatto che è piuttosto grossa è stata un ostacolo invalicabile! Sono rimasta nella classe piena di miei simili che si facevano gli affari propri. Ce n’è uno, Tommaso, che picchia tutti, ma visto che non è tanto grosso ne prende anche un sacco e una sporta, ma non si ferma mai! C’è anche Benedetta, una bimba dolcissima che tata Mali utilizza bassamente per farmi mangiare, insinuando che  la mia compagna d’asilo si prenderà tutti i miei giochi se insisterò a tenere la bocca chiusa. Stranamente quando l’ho vista non ho cercato di strangolarla, anzi sono stata gentile.

 

Non sono stata io!

Insomma quando papà è fuggito mi sono messa a piangere come da copione, imitata da un altro paio di bimbette, poi mi sono impossessata di suor Raffaella e l’ho schiavizzata rendendola un duttile strumento al servizio dei miei farneticanti desideri. Non sapevo che mamma era là vicino, mimetizzata nelle frasche insieme alla Maiolica Addormentata, che spiava accuratamente le mie mosse.

A un certo punto m’è venuto sonno e stavo per addormentarmi sul dindolò quando lei è comparsa, angelo salvatore! Mi sono subito vendicata dicendole “perché Flaminia piange e mamma e papà sono a casa?” facendola sentire in atroce colpa. Mi ha presa per mano e mi ha riportata tra le mie amate mura dove sono stata insolitamente tranquilla per circa dieci secondi, poi ho ripreso la mia opprimente attività: corsa frenetica e rumorosa lungo il corridoio urlando a squarciagola.

Standard

 

Il mio primo giorno di scuola


Va bene, ci sono date che vanno ricordate su un diario come si deve, e allora ecco qui il resoconto fedele del mio primo giorno di scuola. Ma prima occorre tornare a ieri, quando papà è tornato con un “regalo per me”. Buffone! Dentro il pacchetto c’erano due miserabili grembiulini verdi. La prima frase che è uscita dalla mia bocca schifata Ã¨ stata “rosa!” e la questione si è chiusa là. Mamma ha cercato di farmene indossare uno ma se avesse voluto infilare una camicia di forza a Mike Tyson inferocito avrebbe ottenuto lo stesso risultato.


Mamma ha altresì lottato strenuamente per ottenere che mi addormentassi a un orario decente ieri sera, ripetendomi l’argomento, altamente logico, che se non l’avessi fatto la Terra sarebbe stata distrutta nel giro di poche ore, oppure che saremmo dovuti andare via di casa per sempre perché i vicini ci avrebbero cacciati (a causa mia). Ho risposto laconicamente che potevamo andare a vivere al mare, e lei ha capito che la fredda, razionale intelligenza dei bimbi non lascia scampo.


Questa mattina papà ha alzato la serranda in camera mia alle otto. Voi direte, ma è addirittura tardi! Non per me, era invece l’alba! Ho dimostrato tutto il mio buonumore prendendolo a calci mentre si adoperava per farmi aprire gli occhi, ho fatto colazione in stato di ipnosi davanti a incomprensibili fumetti in tv, poi mamma mi ha vestita ripetendo un mantra propiziatorio “faccio tutto io qui! Tu non fai niente”, mentre il Miserabile Facchino cercava disperatamente, e inutilmente, di capire come fare a mettersi in salvo in ufficio.


Arrivati a scuola siamo andati alla mia classe, dove una doppia dozzina di placidi bimbetti si stava esercitando con successo nella rievocazione storica della marcia degli Unni contro una inerme popolazione di giochi. Alcuni bimbi scoppiavano in pianti dirotti ma io sono stata seria e composta, anche perché ero attaccata a mamma come le mascelle di un bulldog. La mia loquacità è stata subito notata tanto che alcune bimbe più grandi le hanno chiesto ironicamente “ma sa parlare?” (le streghe!). Mammina ha cercato di mettermi il grembiule, ricevendone in cambio un ringhio intimidatorio che ha fatto ripiegare automaticamente l’odiato indumento. A un certo punto è tornata a casa per allattare ranocchio Andrea e sono rimasta sola con papà. Ne abbiamo approfittato per esplorare accuratamente i dintorni e scoprire le falle nel sistema di sicurezza per evadere una volta per tutte, ma fuori non facevo altro che incontrare ululanti bimbi col grembiule verde! Ero in trappola…


Tornata indietro mi sono ritrovata da sola in classe perché gli altri erano al parco giochi; avevo appena preso possesso di tutto il reame ma, non senza fatica, papà mi ha fatto capire che sarei potuta andare anche io a giocare, e così è stato. Ho percorso due volte con i miei sacri lombi lo scivolo, mi sono innamorata di un copertone dipinto di rosso appoggiato malinconicamente alla recinzione, ho partecipato a un dindolò di massa con bambine e bambini che pesavano o la metà oppure il doppio di me, con risultati sconfortanti. Ho anche scoperto che la suora ha occhi dappertutto, m’ero avvicinata zitta zitta a una pozzanghera per sporcarmi per bene e incrementare il carico della lavatrice di casa ma lei m’ha fulminato da venti metri “Flaminia non ti bagnare!”.


Alla fine ho detto a papà che ero stanca e che volevo tornare a casa. Lui mooolto a malincuore ha accettato e sulla strada vicino alla salvezza abbiamo incontrato mamma che voleva venire all’asilo con Andrea coperto come uno sciatore. “Pensavo facesse freddo” ha detto a uno sconcertato papà; la temperatura era di ventisei gradi! Insieme siamo andati in un negozio dove ho ricevuto in regalo un bellissimo salvadanaio che ho subito provveduto a scassinare.


La mia prima esperienza con l’asilo è stata questa; non appena avrò il coraggio di indossare il grembiule papà mi farà una fotografia e insieme la pubblicheremo qui sopra.


 

Standard

 


La cara zia Elina non c’è più; l’avevo conosciuta a maggio, quando siamo stati a Gagliole per quattro meravigliosi giorni. Sono stata tanto bene lassù e una volta tornati a casa lei chiedeva sempre mie notizie a mamma e papà. Alla nascita di Andrea ha voluto subito delle sue fotografie. Sono contenta di averla conosciuta, spero lo sia stata anche lei. Non la dimenticheremo mai.


 

Ah aah!

Standard

 Stanotte Andrea si è guadagnato i galloni. Primo "cassonettamento" anche per lui! Mica mi stava bene che fosse così buono e perfettino, così quando ha fatto uscire matti i vecchi perché non voleva proprio dormire ho sogghignato nel sonno, e poi ero io quella terribile! Mamma si è sforzata di trovare una spiegazione scientifica a questo attacco di insonnia, sostenendo che il ranocchio aveva avuto caldo (forse perché l’avrebbe messo volentieri su una graticola). Per conto mio, mi sono svegliata due volte ululando e a un certo punto colei che ci generò era impegnata ad allattare la Maiolica Urlante (sembra il titolo di uno spaventoso racconto di Poe) e a lenire inutilmente le mie farneticanti lamentele: erano le 4.41 e l’amore materno fa superare molte dure prove!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea come non è stato visto stanotte da mamma e papà.

 

Note tristanzuole

Standard

 Tanto per non far sospettare che mi sia stufata di aggiornare il mio blog, ma la notizia di tutti quei bimbi uccisi mi ha intristita assai. Inoltre zia Elina sta male, e questo mi ha ammosciata ulteriormente. Che dire? Il resto va bene, il fratellino al mio confronto è un angelo addormentato, io sto combinando tutto il peggio perché tanto ho la giustificazione che sono gelosa; sfrutto fino in fondo questo vantaggio anche se comincio a prendere qualche sculacciata dolorosa (visto che non ho più il pannolino a proteggermi!).

Ciao colleghi, a presto.