Archivio mensile:agosto 2004

Pedalando pedalando

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 Guardate quanto sono brava! Vado come un fulmine, nessuno mi batte, sono eccezionale… Io… sob! non ce la faccio, devo confessare la verità, non è vero niente, sniff, riesco a fare appena qualche metro poi mi pianto come un pilone della luce e chiamo qualcuno che mi spinga, è difficile pedalare, e faticoso! Però vengo bene vero? Sembra proprio che sia a mio agio là sopra, anche se una tartaruga mi farebbe i giri intorno.

News del fratellino ranocchio Andrea: dorme, mangia, pigola, dorme, mangia… Mamma e papà fanno delle ola di gioia e ringraziano tutti i cieli conosciuti. Ogni tanto il ranocchio fa tardi la sera, ma solo perché poi salta la poppata notturna. Per il resto non mi dà nessun fastidio e ogni tanto m’avvicino alla carrozzina, lo fisso mentre dorme come un sasso e chiedo "perché piange?". Gli sguardi piovono stupiti su di me e io ripeto la domanda, è divertente far uscire pazzi i miei vecchi.

Tom&Jerry: vengono prima di tutto. Non c’era istante al mare che non chiedessi una favola di Tom, riducendo alla disperazione anche il temperamento nordico di Linda. Papà ha setacciato la città per trovare un dvd dei miei amati, così da farmelo vedere sul suo computer, è stato un regalo bellissimo! Erano tutti felici perché almeno riuscivano a cenare senza che io li perseguitassi ferocemente.

Oggi siamo tornati dal mare perché Linda domani parte. Io in realtà non ho mica capito bene questa cosa della partenza, ma oggi volevo sempre stare con lei. Il Miserabile Facchino ha espresso il meglio di sé riuscendo a comprimere il contenuto di un vagone merci nel portabagagli della macchina che alla fine sembrava più larga dietro, o forse era un’impressione. Appena arrivati ha fatto allontanare tutti noi prima di aprire il portellone posteriore "non vorrei esplodesse", ha intimato. Ho rivisto tata Mali che è tornata per stare con noi finché non verrà Kathleen a metà ottobre. Questa casa non è un albergo, ma sembra tanto un porto di mare.

 

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Ferragosto in due

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 Eccoci insieme, da notare che la mia sghignazzata non è sintomo di pensieri malvagi verso Andrea. Stavo solo guardando Tom&Jerry in televisione. C’è stato un momento in cui ho apertamente dichiarato "Sono molto arrabbiata con mamma e papà!", ma non ho voluto dire perché (della serie: Segreti di Pulcinella).

La mia fase di Puro Capriccio Ululante si sta smorzando, forse perché siamo tornati al mare e là posso esibirmi nel mio campionario di tuffi, bagni, costruzioni e distruzioni di castelli di sabbia (il Miserabile Facchino edifica e io demolisco gridando frasi incomprensibili, probabilmente in un antico e minaccioso idioma barbaro).

Il fratellino è nella sua Fase Maiolica, dove lo poggi sta buono e dorme. Ogni tanto pigola piano piano dalla fame, in compenso io emetto ritualmente urla raccapriccianti per attirare l’attenzione così nessuno si rilassa.

Insomma adesso siamo in quattro, anzi cinque con Linda che però si è fatta un po’ triste perché tra dieci giorni deve andare via (pettegolezzo: il motivo vero è che ha un’amicizia sentimentale con un ragazzo di Roma!). Anche a me dispiacerà perché con lei stavo tanto bene. Mamma e papà hanno preso accordi con una ragazza californiana che dovrebbe venire a ottobre e stare con noi molto a lungo. Chissà come sarà!

 

E va bene!

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 Dopo molte insistenze e preghiere di mamma e del Miserabile Facchino, accondiscendo graziosamente a pubblicare una foto del ranocchio fratellino Andrea, qui ha cinque giorni e il sorrisetto giocondesco che potete osservare sulla sua bocca ciuccialatte è evidentemente rivolto a me in segno di scherno.

Pensavo in effetti di reagire peggio, invece quando siamo andati a prendere in ospedale mamma e Andrea ho dato una mano, tanto che senza di me non ce l’avrebbero fatta! Mi piace questo fagottino che si muove a malapena, e dove lo metti sta, ogni tanto apre gli occhi e per il resto del tempo dorme. Da quel che sento piange raramente e mamma incrocia le dita sperando che seguiti così. Quando lo cambia voglio assistere e faccio dei commenti molto eruditi sulle varie fasi della mutazione da ranocchio sporco a pulito. Lo accarezzo e sono molto, molto curiosa.

Per quanto riguarda le mie condizioni psicologiche, da ieri ho ripreso contatto col mondo esterno, essendomi ristretta per circa una settimana al binomio mamma-papà, dei quali esigevo la presenza fissa in qualsiasi fase del giorno e della notte.

Da dieci giorni faccio a meno del pannolino, ormai ho preso confidenza col vasino come lo usassi da sempre, non dite che non sono in gamba! Ogni tanto inondo zone vietate, ma allargo le braccia e sostengo "Non lo so come ho fatto!" e in bocca a una bimba come me fa la sua bella figura.

Mi piace che siamo di nuovo tutti insieme, quando mamma non c’era mi sentivo triste.

 

Diario della carcerata triste

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 Colleghi primogeniti, io da oggi mi sento defraudata, minacciata, esclusa, scacciata, isolata, solo voi potete capirmi!

Il fratellino è arrivato l’altro ieri sera. Me tapina! Mamma e papà sono andati in un posto chiamato ospedale che tiene in ostaggio ancora oggi mamma, io la chiamo e lei non c’è! Ieri mattina siamo andati a trovarla e io l’ho abbracciata subito, poi mi hanno portata in un tristo luogo chiamato Nido dove c’erano numerosi marmocchietti dormienti e i miei vecchi dicevano "guarda, quello è il fratellino!".

Il mio sguardo è diventato così dolce e dalle mie pupille è uscito tanto di quel calore che l’ho incenerito, quel malefico usurpatore,  Andrea (si chiamerà così quel cosetto davanti a me) si è semplicemente dissolto mentre la mia parte oscura sghignazzava indecorosamente. Triste sono, e carcerata qui da ormai tre settimane! Il nome della Piccola Minaccia è stato scelto con largo anticipo da mamma e papà, pensate, sabato notte erano ancora là che spulciavano possibilità "Temistocle" "Fratassio!", "Terminator!" alla fine, stremati, hanno scelto Andrea che per me, però, è Tom! Infatti quando mi hanno chiesto come volevo si chiamasse non ho avuto esitazioni. Del resto, tante mamme chiamano i figli JessicaSamantaKevin in onore degli eroi dei teleromanzi, perché io no? Dunque il coso malefico per me si chiama Tom (ma da questo non si nota già che gli voglio bene tutto sommato?). 

E dire che non me la passavo male, il pomeriggio prima dell’Evento Che Distrugge La Mia Supremazia avevo l’ora d’aria sul terrazzo e facevo tuffi nella mia piscina personale. Sguazzando allegramente ho preso una Barb*e e ho chiesto a papà "questa può fare il bagno?". Lui mi ha guardato e ha mormorato "piccola, se la fai fuori ti fornisco un alibi, male che vada patteggiamo uno sconto di pena"  così quella sventurata svampita di plastica ha galleggiato a testa in giù tutto il pomeriggio in posa simil-annegata. Sto anche meditando di buttarla di sotto sulla rampa del garage proprio mentre esce una macchina.

In sostituzione di mamma è stata qui ieri nonna Adriana, l’anello debole della catena! Con lei mi sono permessa di esprimere tutta la mia natura corrotta e viziosa esibendomi in una serie ributtante di capricci, scherzi, pernacchie e strilli. Quando stremata è andata via ieri sera ha detto "Dopo questo, dormirei anche in in una gabbia di tigri affamate".

Il Miserabile Facchino non fa altro che ricevere telefonate di mamma dall’ospedale che richiede urgentemente migliaia di piccole cose e lui si carica di grandi bustoni e va, poi torna, poi va, poi torna… Ormai quando squilla il telefono si mette in posizione di guardia e prende a saltellare come Mohammad Alì ovvero Cassius Clay e mena pugni all’aria, ma mamma vince sempre ai punti.

Domani Andrea arriva a casa, quale sarà il mio atteggiamento? Potrei optare per la Somma Indifferenza, cui aggiungere il classico atteggiamento da Sanguisuga sul braccio di mamma, con un pizzico di Capriccio Immotivato, Richieste Esorbitanti e un’indigestione di Tom&Jerry per obliare il profondo dolore che alberga nella mia giovane anima ferita.

Ahimé, vi saprò dire…. Ma certo non lo ospiterò qui sul MIO blog, se ne aprisse uno suo visto che è tanto bravo!