Archivio mensile:aprile 2004

  La nevrodipi…

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La nevrodipity


Lo so che ci avranno già scritto su in tanti, ma io ho due anni e tre mesi e ho la precedenza!


C’è la serendipity, che vuol dire: trovare una cosa di valore senza averla cercata. Papà dice che è più semplice pensare a una botta di fortuna (lui dice una parola diversa ma non mi viene in mente). Nelle scienza hanno pensato di chiamare così quel momento in cui il ricercatore non ci capisce un beneamato accidente ma qualcosa, una mela, una pietra, una provetta che si rompe su un’altra, gli fa vincere il Nobel, si dice che chi riesce a  liberare la mente, la lascia sgombra, trova sempre un tesoro. Papà ribadisce il suo concetto…


Io invece vorrei parlare della nevrodipity, che è il lato oscuro della serendipity, e ho qui sottomano le mie due cavie, papà e mamma! E già, perché la serendipity ti fa trovare una cosa di valore senza averla cercata, ma se non ti serve? Ecco che si precipita nella nevrodipity. I miei vecchi trovano le chiavi quando hanno bisogno del telecomando, e il telecomando quando sono sulla porta e hanno perso le chiavi, trovano i miei occhiali di notte quando dormo, ma non quando strillo di giorno e li vorrei. 
Mamma trova gli orecchini quando cerca il mio biberon, non può farmeli bere. Lei può mettersi il biberon alle orecchie dopo che ho perso gli orecchini? Ritrova una formina ma s’è perso il contenitore, trova una scarpina ma l’altra chissà dov’è. 


Io cerco la paperella gialla e ho trovato il pinguino azzurro, ma che ci faccio! Papà cerca un libro ma l’ho vaporizzato, riemergerà quando non ne ha più bisogno, cerca disperatamente qualcuno al telefono ma trova sempre occupato oppure cade la linea oppure l’altro è in udienza dal Papa. Quando non gli serve più la persona chiama lei dieci volte al giorno e lui dice porcacciamiseriachepizza’stoqui. La nevrodipity è quando mamma in macchina trova un distributore aperto e ha il pieno e quando non lo trova e ha la spia rossa accesa da giorni.


Le cose avvengono a caso, come dicono loro, se va bene è la serendipity, ma se fa schifo si chiama nevrodipity o caccadipity. La serendipity è la fortuna di Gastone, mentre la sfortuna di Paperino si chiama in un altro modo, il terzo che ho detto.


 

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  Briciole di …

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Briciole di sapere


Noi bimbi siamo in grado di anticipare tutta una serie di conoscenze acquisite, è che poi dimentichiamo tutto e da vecchi ci tocca scoprire di nuovo l’acqua calda, ma in modo complicato!


1) La legge di gravitazione universale.
Ogni bimbo sa subito, senza aspettare molti anni e una mela, che gran parte degli oggetti terrestri  può essere scaraventato verso qualsiasi direzione ma finirà per tornare verso terra dove arriverà con una velocità prossima a quella della luce e una capacità di far danno molto elevata, possibilmente in una zona del parquet dove ancora non ci sono segni di a) lavagna da 1/2 kg, b) percussione ossessiva con cucchiaio, c) bava corrosiva modello alien, d) fattoria in miniatura con molti angoli. E’ vero che ci sono oggetti che sfidano e sconfiggono la legge di gravità: palloncini, papà o mamma quando evaporano da casa come Papillon, certe parole poco gentili nei miei confronti quando combino qualcosa di Proibito, ma questo non intacca la conoscenza originaria della legge di gravitazione.


2) il comunismo
Si tratta di una creazione senile di un uomo con la grande barba bianca che voleva portare regali all’umanità sostenendo che la naturale propensione dell’uomo consiste nel fare a meno della proprietà privata. Se viene a dirlo a me lo concio per le feste, e Kiki mio cugino lo finisce, infatti la legge primaria dell’umanità si chiama Interessismo e consiste in questa formula: se ciò che è mio interessa un altro bimbo litighiamo, se ciò che è di un altro bimbo mi interessa litighiamo, ma è di un altro solo ciò che mi interessa ed è mio solo ciò che interessa un altro. Se vi sembra assurdo allora siete pronti per provare lo sport estremo: Dirimi  una contesa tra piccole jene possessive di due anni dicendo “fate che tutto è di tutti”.


3) Kiki o le domande metafisiche fondamentali
Perché cominciamo a giocare trenta secondi prima che debba andare via? Perché riesce a distruggere ciò che non riesco a distruggere io? Perché siamo così spaventosamente lamentosi? Perché già non lo capisco?


4) Il terrazzo o Eden
La storia della Cacciata non è vera. Dal giorno della mia creazione (denominata Notte In Cui Tutto Cambiò) potevo vagare nel paradisiaco terrazzo e godere dei suoi frutti, nominare le cose, i sassi, i vasi, i fiori e la ringhiera, gli uccelli e financo la luna quando si mostra di giorno (e perché fa ciò?), distruggerli se necessario ma, come mi aveva avvisato il Potente Duopolio, non dovevo mai avvicinarmi al frutto della conoscenza che è la lercia acqua in un sottovaso. “Ti imbratterai come un putrido maiale!” fu il loro avvertimento, “e verrai scacciata con vergogna dentro casa, dove gattonerai con dolore*!”. Ebbene l’acqua lercia mi attrasse con forza, e anziché scacciarmi dal terrazzo rimasi là a lungo e uno dei componenti del Potente Duopolio prese sconfitto un paio di pantaloncini di ricambio, che quelli da me indossati erano, per l’appunto, imbrattati al pari di un putrido maiale.


5) L’entropia
Il salone dopo che sono passata di là. 


* quando sono inferocita riprendo sorprendentemente a gattonare, lanciando irritati ultrasuoni come un pipistrello


 

  Gli operai a…

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Gli operai a casa


A Pasqua si fanno le pulizie, qui sono piombati gli operai e siamo andati maluccio. Papà, messo alle strette da mamma tanto da avere crisi maniacali di persecuzione, ha organizzato tutto; dopo aver pensato di far acquistare bond argentini e azioni Cirio e Parmalat a una vecchietta cieca e sorda che abita qui vicino, in un ultimo rigurgito di etica ha deciso di chiedere l’elemosina per pagare le spese. Gli operai sono venuti e per prima cosa hanno detto assolutamente seri “nessuno si preoccupi, qui non alzeremo un granello, lasceremo tutto come appena lavato!”, ma non ce l’hanno fatta a fingere ancora, hanno preso a sghignazzare e da quel momento una tempesta di calcinacci ha invaso il salotto.


Alla fine dei lavori mamma ha dichiarato in preda a visioni mistiche “il mio karma dice che mi reincarnerò in aspirapolvere da 16 megawatt”, papà spera invece di rinascere come libretto degli assegni del Sultano del Brunei. Dal canto mio ho apprezzato molto questo diversivo, visto che c’ero io a controllare i lavori è stato ottenuto un importante risultato: gli operai non hanno detto neanche una parolaccia! Li vedevo diventare viola a volte e poi correre nei campi vicini dove non potevo sentirli. Pensando di fare bene, mamma mi ha portato in camera mia dove mi ha regalato dei pennarelli ad acqua. Col viola mi sono messa il rossetto e sono diventata una tigre quando volevano lavarmelo via, col rosso ho fatto il contorno occhi ma non troppo bene perché pensavano avessi urtato uno spigolo, gli altri pennarelli li ho dispersi in un raggio di settanta chilometri quadri.


Quando gli operai sono andati via mamma era profondamente infelice per via della polvere, papà per via delle proprie tasche vuote, quindi hanno cercato di rimettere in ordine quella che un tempo era una casa, qui mi sono guadagnata sul campo una serie di gentili appellativi: patella flaminiis (rara specie), polipo, incubo, rovina, tifone, erba infestante, peste bubbonica, maledizione piovuta dal cielo, *****, *********, eccetera, solo perché volevo partecipare all’opera di pulitura urlando e correndo e piangendo e attaccandomi ai fili dell’aspirapolvere, insomma sono una bimba!


Papà ha implorato mamma “per favore non ti stancare” e lei “no, no, guarda, passo solo la scopa elettrica, do una stracciata, sposto e pulisco tutti i mobili, già che ci sono spolvero le pareti, il soffitto, lavo e lucido tutte le stoviglie, poi mando la lavatrice, cambio la piccola, stendo i panni e mi siedo subito, te lo giuro, ormai adesso mi stanco così facilmente!”. 


Ho appena finito di fare la pappa e sto dettando queste note al mio diligente segretario; tra poco impedirò ai miei vecchi di cenare e di vedere qualsiasi stupido film in televisione e mi domando quando saremo in quattro cosa succederà, papà nel frattempo afferra continuamente il passaporto e lo tiene come Amleto il teschio di tal Yorick.


 

  Le mie vacan…

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Le mie vacanze pasquali


Con la macchina nuova-usata abbiamo fatto un viaggio comodo verso la campagna di nonna e mamma ne ha profittato per mettere in pratica la legge del Massimo Occupabile: dato uno spazio, esso sarà interamente impegnato dai bagagli. Il grosso delle valigie era formato dall’hardware, cioè dagli oggetti e dai vestiti di prima necessità, per cui partire per un mese o per due giorni comporta pressappoco la stessa mole di carico. Il Miserabile Facchino, cioè papà, ha scoperto che la Passat SW è molto più comoda della Polo 3 Porte per stipare borse. Non dico che canticchiasse caricando sedici tonnellate di merci voluttuarie, ma quasi.


Siamo arrivati in campagna e la casa era quasi tutta a nostra disposizione, nel perfetto silenzio; nonna Franca si era ritirata come Hitler in un bunker sotterraneo da dove dirigeva tutte le operazioni ed era al contempo salva da me. Io imperversavo ai piani superiori e non appena sono arrivati i miei amati cugini (tutti e quattro) per cercare di seguirli ho imparato a salire e scendere le scale con discreta sicurezza, il che voleva dire che c’erano 40 possibilità su cento di fracassarmi rotolando giù. E’ ovvio che ho passato questi tre giorni a salire e scendere ininterrottamente portando tutto il contenuto dei piani superiori a quelli inferiori e viceversa, impegnando papà in quella singolare attività che è “fatti tutti i piani di un grattacielo a piedi”. Sono rovinata a valle solo due volte ma fortunatamente sui gradini di legno con la stuoia sopra, gridando con originalità “Caduta Plaminia! Fatta male!”.


Nonna Franca è una persona speciale, questi giorni ha recitato la parte della Nonna Abbandonata con tale perfezione che le abbiamo tutti chiesto delle repliche. Lei ha raccontato agli intimi, tre o quattro miliardi di persone, le sue vicissitudini e ne ha profittato per prendere qualche altra medicina dagli strepitosi effetti collaterali, nel suo sangue deve esserci un incredibile quantitativo di sostanze chimiche che interagiscono in modo misterioso. Accusa tutti di averla lasciata sola, cosa non difficile visto che vive in campagna a vari chilometri dal paese e a molti dalla città, i parenti dopo abbondanti bevute si sono impegnati a rimediare a questa spiacevole situazione prima di dileguarsi definitivamente nella notte senza lasciare traccia.


Nonna e papà mi hanno preparato il pranzo perché mamma era fuggita dal parrucchiere, da dove sarebbe tornata lamentandosi per la lunga cortezza dei capelli (o la corta lunghezza?)! Vedere papà e nonna armeggiare in cucina mi ha fatto venire in mente comiche cui partecipassero sia Stanlio e Ollio che Buster Keaton, loro si scontravano, dimenticavano ingredienti, cercavano fornelli liberi che non riuscivano ad accendere, un pasticcio demenziale e alla fine riuscivo miracolosamente a mangiare, e quando entrava mamma come un feldamresciallo tutti e due gridavano trafelati “è andato tutto bene, nessun problema!” pulendosi i vestiti e la faccia dal sugo e dalla farina. La cucina di nonna era ridotta come il palazzo presidenziale di Saddam dopo la visita guidata degli americani, ma visto che questa è quasi la sua condizione normale nessuno si è preoccupato, nonna infatti ha la facoltà sovrannaturale di disordinare gioiosamente qualsiasi ambiente nel quale vive.


Mamma è specialista nel creare una matrioska di regole e regolette per impacchettare i vestiti e la mia cambusa, ogni cosa deve stare dentro un contenitore di plastica dentro altre borse e borsette, così invece di una valigia ne escono fuori tre, pesantissime e dalla preparazione certosina e annosa, papà dice che mamma è pignola come una tedesca e flemmatica come una siciliana dato che quelle sono le sue origini, ma anche lei non può evitare la maledizione del viaggio di ritorno: occorre sempre una borsa in più di quante ne occorrevano all’andata. Questo singolare fenomeno consiste nell’allargamento e moltiplicazione dei vestiti, probabilmente di notte, così che quando si vanno a rimettere nella valigia non entrano più. Questo fatto indispettisce fortemente mamma che vede violate le sue regole di Precisione e Ordine, e le prende tanto tempo in più per prepararsi, con grande felicità di papà che comincia invariabilmente a somigliare a Freddy Kruger in Nightmare I.


Siamo partiti in perfetto ritardo per tornare a casa, dove mi aspettava tata Mali con la quale ho bisticciato a lungo prima di finire il pranzo, mentre mamma si calava dentro la tenda a ossigeno dichiarandosi prigioniera politica.


 

  Oggi papà ha…

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Oggi papà ha scartato un nuovo aspirapolvere e mi ha regalato la plastica con tutte le palline che se le spingi, ma che bello, scoppiettano! Ero seduta in terra, facevo pop pop! e mi divertivo come una pazza. Mi dicono che è un gioco al quale non resiste nessuno, grande o piccolo, ma perché?