Archivio mensile:maggio 2003

Oggi ho imparato

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A far suonare i tappi, a non scivolare sul pavimento bagnato. Stanotte mi sono svegliata, papà m’ha fatto bere e poi, senza che glielo chiedessi con la mia solita ugola, m’ha portato da mamma che ho coperto di baci.

Ho imparato a dare baci con lo schioocco. Ridevo. Mi sono riaddormentata e stamattina canticchiavo piano piano “mamma, mamma, papà, papà”. Il Miserabile Facchino  è salito da noi, ha aperto la finestra. C’era il sole. Non è molto ma per me è tutto.

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Le cose al mare

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Mi sento meglio, ho fatto il bagno in mare, l’acqua però era molto fredda e quando mamma m’ha avvolta nell’asciugamani sono stata bene e al caldo. Più tardi è arrivato anche papà, che stava dipingendo casa.

Nel pomeriggio quando mi sono svegliata ho trovato una grande cosa bianca in giardino. Papà m’ha detto che era una vela e l’ha agitata facendo un rumore che non avevo mai sentito. Siamo andati in paeser a vedere i negozi, abbiamo comprato le canne per la recinzione. Mentre papà le attaccava io camminavo su quelle a terra facendole scrocchiare.

Inizio a dire qualche parola. Capisco dal suono cosa m’indicano, ma non riesco a ripeterlo. “Apa” è l’automobile, “Akka” è l’acqua, “Ba!” è tutto ciò che cade in terra, “Cocco” è lo stemmino sulle magliette, ma specialmente i piccoli coccodrilli. “Appo” è il tappo. Mamma e papà li chiamo senza fatica, e spesso chiamo solo loro, perché mi rispondono sempre.

 

Non sto tanto bene

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Mi sono svegliata alle sei, stamattina, e ho gridato “mamma, mamma!” finché è arrivato papà! Forse è più svelto, oppure viene rovesciato giù dal letto. Sono finita tra, ho fatto un po’ di fracasso prima di riaddormentarmi. Ero bollente ma febbre poca. La giornata è stata ancora grigia, abbiamo fatto una lunga passeggiata fino al mare, per strada ho svuotato e riempito una buca coi sassi. Qui al mare sto bene perché papà e mamma sono sempre insieme a me, la spiaggia è piccola ma abbastanza grande per me, per starci tutto il giorno senza annoiarmi mai. Metto in bocca le conchiglie, mi bagno i piedi, abbraccio loro due, che mi sono sempre accanto.

Al mercato

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Stanotte ho dormito bene, quando mi sono svegliata, dopo una bella bevuta di latte, siamo andati al mercato. C’erano molte bancarelle colorate, mi sono piaciuti molto dei ragazzi che suonavano musica che papà ha chiamato peruviana, hanno fatto molti soldi perché erano bravi, accanto due donne vendevano oggetti messi su una coperta colorata. Ho ascoltato tutta una canzone, ho anche ballato e le donne mi sorridevano. Quando la canzone è finita siamo andati via. Ho salutato tutti. Io saluto sempre tutti. Ho saputo che Kiki ha l’eritema solare pure lui, ma per fortuna non è qualche malattia fastidiosa che ci attacchiamo. Anche oggi il tempo non è stato bello, ma tanto non avrei potuto prendere il sole. Ho camminato sul prato nuovo che papà ha piantato qualche settimana fa. Mi piace l’erba perché è morbida e ha un buon odore.

Una giornata con le nuvole

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A cena da Kiki, mio cugino, ieri sera.Siamo seduti insieme e lui mi cade addosso, ha sonno e va a dormire senza neanche salutarmi. È proprio un maschio! Io invece faccio tardi perché mi gratto, ho qualcosa chiamato eritema solare e la pelle mi prude ogni sei secondi. Bevo due biberon d’acqua e camomilla, strillo un bel po’ e mamma rinuncia all’idea di darmi un fratellino o sorellina. Ogni volta che i vecchi parlano di fare un altro bebè, gli faccio vedere i sorci verdi.

Kiki oggi sta male. Pieno di bollicine anche lui, è davvero arrabbiato, strepita e piange tutto il tempo. Siamo andati in un magazzino grande, dove c’è l’ascensore con i vetri, così vedo la gente da un piano all’altro. Saluto tutti, mi diverto, ma faccio qualcosa nel pannolino e così torniamo in macchina dove mamma mi cambia. Il tempo non è bello, ma al tramonto papà mi ha porta in riva al mare. Vediamo le onde e gli scogli, il mare si alza un po’. Arrivato Federica e Alessia e giochiamo nella barca rossa di Sabbatino. Ora vado sul triciclo che mi hanno regalato. Mamma mi porta in giro per il salone. Forse imparo a pedalare.

La barca di Sabbatino

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Sabbatino è il custode del villaggio dove abbiamo la nostra casetta. Ha una barchetta rossa di plastica sulla spiaggia. Stamattina tutti i papà la riempiono d’acqua, noi piccoletti ci mettiamo dentro a pestare i piedi e schizzare dappertutto. Io ho un bel costumino fucsia che copre bene il pannolino, così sembro più grande. Incontro Luca, grosso come mio cugino Riccardo “Kiki”, che però oggi non c’è. Stasera andiamo a cena da lui, speriamo non si faccia qualche bernoccolo, perché ogni volta che ci vediamo sbatte da qualche parte. Mi piacerebbe fare il bagno, ma c’era vento freddo e sto sempre con la maglietta. L’acqua è molto fredda. Alla fine risalgo sul passeggino, perché sono stanca. Mi piace stare a casa.

I trucchi della notte

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La notte dormo, ma non sempre. Vado nel lettino tardi, mi piace stare alzata la sera fino a che mamma è così stanca che posso farle fare tutto quello che voglio. Dico “nanna!” appena che esploda. A volte mi sveglio, voglio mamma e papà. Ho scoperto che: uno strillo non muove nessuno; due strilli e le palpebre si alzano; tre strilli e si aprono bene gli occhi; quattro strilli di seguito e papà arriva, mi prende delicatamente in braccio e mi porta nel lettone. Matematico. Verso le sei di mattina faccio i miei quattro urli e vado nel lettone, m’arrampico sulla faccia di papà e dormo bene. La mattina, quando sono bella sveglia, sto come una tigre in attesa, come i due vecchietti danno cenni di vita esplodo in “mamma! papà!” e mi agito frenetica. Così ci svegliamo tutti e io faccio gli occhi dolci.